Prati di Caprara, 5 domande per l’istruttoria

Mercoledì 7 novembre 2018 si è aperta in Consiglio comunale l’istruttoria pubblica sulla pianificazione urbanistica di Bologna con particolare riferimento ai Prati di Caprara. La prima seduta è stata dedicata agli interventi introduttivi della Giunta, del Comitato promotore e di esperti tecnici, nonché alla formulazione di domande dei partecipanti.

Come Consigliere comunale, ho ritenuto di avanzare cinque domande, di cui, per ovvi motivi legati al mio impegno amministrativo, spesso conosco già la risposta, ma che credo siano utili per mettere informazioni e dati a disposizione di tutti nel dibattito pubblico.

URBANISTICA

1) Quanta “città pubblica” (verde, scuola, case popolari, etc.) e quanta “città privata” (residenze, uffici, etc.), in percentuale, sono previste nel POC approvato?

In modo esaustivo, quali e quante sono le dotazioni pubbliche già previste dal POC, e in che rapporto percentuale di superficie stanno rispetto invece alle destinazioni private? E’ possibile disporre di un confronto su questo specifico punto con altri POC rilevanti di Bologna e di altre realtà urbane significative in Italia per comprendere in modo comparativo il rapporto tra città pubblica e città privata?

2) Si può e se sì a quali condizioni ed effetti modificare il POC vigente o comunque articolare in modo diverso le sue previsioni nella fase attuativa?

Quali sono le possibilità, i limiti e gli effetti, di natura normativa, amministrativa, tecnica ed economica, per la modifica di un POC (piano operativo comunale), come richiesto dal Comitato promotore, ovvero in ogni caso per una diversa articolazione in sede di PUA (piano urbanistico attuativo) delle sue previsioni qualitative e quantitative, ad esempio per ampliare il verde come già proposto dal Sindaco?

AMBIENTE

3) Conservare il bosco esistente rendendolo fruibile in sicurezza dai cittadini oppure creare un nuovo parco pubblico, comporta bonifiche uguali o diverse?

Dato che l’inquinamento ambientale finora rilevato è presente già e soprattutto nei primissimi strati di terreno e considerato che la legge fissa limiti più stringenti di concentrazione di sostanze inquinanti proprio per gli usi pubblici: l’eventuale conservazione del verde esistente ma in forma fruibile al pubblico in sicurezza, chiesta dai cittadini, e la destinazione a parco pubblico, prevista dal POC, comportano l’assoggettamento a limiti e forme di bonifica diversi o analoghi?

4) Quanti alberi cresciuti spontaneamente ci sono oggi ai Prati e quanti ne sarebbero messi nell’ipotesi del nuovo parco da 20 ettari o più, e con che abbattimento di CO2?

Quale è la stima del numero di alberi attualmente presenti nell’area? E quale è il numero di nuovi alberi e di CO2 assorbita che è ragionevole attendersi dall’attuazione di un parco urbano di almeno 20 ettari (o magari ancora più ampio come ci siamo impegnati a valutare) così come previsto attualmente dal POC?

5) E’ possibile fare le verifiche ambientali e belliche ed eventualmente le bonifiche con modalità meno invasive, che non comportino per forza di abbattere gli alberi?

In ogni caso, sono praticabili amministrativamente e tecnicamente modalità e forme di caratterizzazione/approfondimento del suolo che di successiva bonifica ambientale e bellica, quando possibile più selettive e non comportanti per forza l’abbattimento degli alberi d’alto fusto spontaneamente cresciuti e oggi presenti nell’area?

Le risposte a queste e alle altre domande poste saranno date in apertura della seconda seduta della istruttoria pubblica, venerdì 9 novembre 2018.