Il Potere del Silenzio

“Lo incrociamo per la strada e mia madre incominciò a raccontargli di tutte le diagnosi che avevano fatto su di me. Sui virus che potevo avere contratto, sui valori del sangue, sugli ortopedici, su quanto ogni specialista avesse ragione e su come ognuno di loro aveva trovato delle cause che contraddicevano la tesi degli altri e, a mano a mano che raccontava, la sua voce si bagnava di pianto e gli occhi di esasperazione.

Di lui ricordo che era avanti con l’età ma il suo sguardo emanava una forte quanto paziente vitalità. Poi le prese la mano e la tenne fino a che non smise di piangere e si calmò. A quel punto lei gli chiese: “La prego, dottore, mi aiuti. Mi dica chi ha ragione; chi devo seguire; da cosa deriva questo male che sta uccidendo mio figlio. Sono disperata. Mi dia un consiglio!”

Lui la guardava con uno sguardo intenso che forse durò giusto pochi minuti che però mi parvero ore. Poi voltò la testa verso di me e sorrise sempre con gli occhi di chi non si curasse del regalo che distrattamente aveva lasciato per terra; poi riprese la sua strada.

Mia madre gli gridò dietro ma senza convinzione. Una protesta quasi rassegnata e pacifica: “Perché non mi dice niente? La situazione è così disperata? Non se ne vada! Mi lascia solo il suo silenzio!”

Lui si fermò un istante e senza voltarsi disse: “Ecco… Non solo.

Per fortuna non ci hanno ancora sottratto la forza del Silenzio”.

Sono passati molti anni da allora e potrei dire che senza alcuna apparente ragione pochissimo tempo dopo tutti i miei sintomi scomparvero. Ogni specialista trasse conferma che la sua diagnosi era azzeccata e che le sue terapie avevano risolto il problema anche se con effetto retard. Mia mamma non c’è più e oggi che ho l’età che poteva avere lui allora, quell’uomo la cui identità rimane e rimarrà ormai per sempre per me un mistero. Ho scritto di questo episodio ed è un po’ come ne avessi parlato rompendo un voto che ho rispettato tutta la vita. Il silenzio è l’ultima voce e l’ultima libertà che ci rimane. L’ultimo e più profondo strumento per curare il corpo e liberare l’anima.

Ho insegnato a molti bambini, ragazzi, professionisti; sono stato oratore e testimone in conferenze, trasmissioni, convegni. In definitiva ho parlato tantissimo, ho parlato tutta la vita, ma in fondo con tutte queste parole non ho mai detto niente.

Per tutta la vita ho serbato dentro di me il seme del silenzio riservandomi di esprimerlo in poche e necessarie occasioni.

Che cosa esprimevo e con che parole o con che suono?

Con il Silenzio, ovviamente. Con la potenza del Silenzio”