La Storia

La Storia è tutta in questo istante!

Al di fuori di questa, quelle che ci raccontiamo non sono altro che “storie”. La storia di un popolo, quella di una dinastia, quella del lavoro, dei morti, degli scambi… un’infinità di storie che partono dall’assunto che esista una Storia dotata di un senso.

Le storie collegano con un filo di seta del tutto arbitrario e generalmente di un conformismo nauseante eventi e individui dimenticandosi del 999999,999999 per milione di tutti gli altri che della storia non fanno parte, se non per essere stati aggregati contro la loro volontà in categorie in cui, se fossero dotati di un minimo di buon senso, non avrebbero mai accettato di far parte.

Qualcosa di lievemente simile alla storia si potrebbe immaginare se mettessimo insieme tutte le anagrafi del mondo, anche quelle di popolazioni di cui non abbiamo mai sospettato l’esistenza, e sono tante, di cui non sapremo mai nulla. Ognuna di esse probabilmente con le proprie storie e la propria idea di storia.

La storia è il dittatore mimetizzato nei messali di tutte le istituzioni ecclesiastiche degli uomini e di tutte le chiese accademiche dei poteri per motivare delle scelte altrimenti prive di valore se non le fondassimo sulla Storia di qualche Dio, di qualche razza, di qualche classe, di qualche evoluzione.

Viviamo in una storia dalle fondamenta monoteistiche del Dio di quell’Io che continua a ripetere: “Alle volte io ho ragione, altre tu hai torto”. Di quei popoli che in tutti i linguaggi del mondo e di tutti i tempi quasi sempre si sono definiti: “Il popolo degli uomini”.

Al di là di noi qui ed ora, la storia è un’arte e una tecnica o, se preferiamo, un artefatto, un dispositivo, una macchina.

La Storia non la si trova fuori da quest’istante, da questo respiro in cui sai di esistere, ma non di essere stato lo stesso e di continuare a diventarlo, anche se neppure questa tua certezza ha fondamento alcuno.

La Storia è: “Vivi!”