La vita è meravigliosa

Parafrasando una vecchia storiella…

Di passaggio su un ponte una signora vede due bimbi che stanno per gettarsi. Al che li riprende dicendo: «Ehi, ragazzi, che fate? Ma siete matti? Fermatevi un po’!… Dove sono i vostri genitori?»

Loro, con sguardo tra la sopportazione e la compassione, le rispondono: «Amica mia, su questo ponte a quest’ora c’è un’energia quantica che ci sorregge e ci permette di volare», dice il primo, mentre il secondo rilancia: «Con la giusta fede e liberandosi dalle sue convinzioni e dagli schemi rigidi, chiunque può farlo».

E mentre lei ha appena ribattuto un «Non dite scemenze, ragazzi, nessuno può vola…», uno dei due si tuffa fra il di lei urlo strozzato e… flap-flop-flap fa un voletto e torna a sedere sul cornicione.

«Visto?», fa l’altro, «anche tu puoi fare lo stesso. Sali qui con me».

La signora ancora sbigottita si lascia convincere e lui la prende per mano e comincia: «Non avere paura. Ci sono qui io a salvarti nel caso non riuscissi. Ma questo è comunque impossibile se ripeti con me: “Ho fiducia nelle mie risorse” Brava così che ripeti… “Credo nella mia energia. Il mio inconscio è con me e non mi fa sbagliare. Sono sempre stata una brava persona. So che la mia fede mi farà risorgere come ora mi farà volare”. Ora stringi la mia mano che voleremo insieme. Sei pronta?»

«Sì. Che bello!»

«Grida forte: “Lo voglio!”»

«Lo voglio!»

«E ora tuffiamoci!»

Quando i due per mano spiccano il balzo, l’altro improvvisamente chiede all’amico: «Che ore sono?» e questo stacca la mano per mostrare il braccio: «Non vedi che non ho l’orologio?!», mentre in sottofondo si sente un urlo infernale a sfumare.

«Dai, credi nell’energia! Di più! Senti la tua forza! Di più!», urla quello senza orologio.

«Non insistere. Non grida più»

«Alzati! Sollevati dal suolo! Rinasci a te stessa. Come l’Araba Fenice!…»

«Che fa?… Non rinasce?»

Guardando entrambi in basso dal cornicione:

«Non sembra»

«No. Effettivamente non si direbbe…»

«Forse non ci credeva abbastanza…»

«Magari non era poi neanche una così brava ragazza…»

«Oppure ciaveva l’inconscio un po’ rimbambito…»

«Eh… forse quello»

«Già. Oppure era il suo Karma e le toccava così. Magari ha compiuto così la sua missione in questo mondo»

«Sì. Potrebbe essere andata così. Allora è meglio così…»

«Ecco. Meglio così…»

Poi rimangono in silenzio ancora un po’ a guardare giù.

«Non si alza proprio…»

«Direi proprio di no»

Silenzio… Poi si girano l’uno verso l’altro a guardarsi e il primo dice al secondo:

«Mettila un po’ come ti pare, ma per essere Angeli Custodi siamo proprio un po’ fetenti!”

Morale della storiella:

ognuno di noi è il metro del proprio procedere!

Metti pure in discussione tutto quello che ti pare che non farai mai male; ascolta sempre tutti i punti di vista ma, professorone o santone che si voglia, evita sempre di affidare il tuo destino a chiunque sia, in ragione proporzionale a quanti più complimenti ti fanno, a quanto insistono di voler fare il tuo bene o di quanto si fanno certi di sapere quello che va bene per te.

Non è detto che siano per forza disonesti o malvagi.

Magari sono solo… Angeli!
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