Una modestia determinata

Riflessione sulla difficoltà dell’equilibrio

Nel suo libro che ospita le conferenze dedicate al «Doppio», Rudolf Steiner ci insegna che il nostro corpo ospita più esseri dei quali siamo inconsapevoli e che nell’insieme vanno a comporre quella pseudo-unità che è la nostra maschera, la nostra persona.

In particolare, le forze luciferiche che governano la parte posteriore e quella di sinistra ispirano le nostre passioni, le ambizioni, le emozioni e così via, mentre quelle loro opposte sono governate dalla fredda logica e dall’intelligenza concreta di quelle arimaniche (o mefistofeliche) il cui unico scopo è quello di non abbandonare questa vita, impedendo così ogni altra evoluzione spirituale. In mezzo, la nostra anima sensibile all’impulso cristico, è a malapena una sottile membrana che ha il compito di mediare questa contrapposizione.

In fondo, quest’immagine ci fa venire alla mente i due cavalli, quello nero delle passioni e quello bianco della razionalità, come le donne nell’arcano degli amanti, sono le forze che, se governate con talento e saggezza, possono condurre l’auriga, la membrana dell’animo umano, al cospetto del mondo delle idee, o della spiritualità.

I Ching e delle meditazioni buddiste mi hanno insegnato che il conflitto dentro di me è ben lungi dall’essere risolto e che non solo ancora riuscito a stradicare la parte ambiziosa del mio io.

Occorre molta più modestia di quanta possa raccontarmi di avere conseguito.

In un mondo in cui è sempre più evidente il dominio delle istanze mefistofeliche, dovremmo essere sempre più leggeri, sottili, privi di peso per dotarci di quell’unica determinazione necessaria a non cadere nella trappola della contrapposizione, per evitare di usare Lucifero per combattere Mefistofele. Riconosciamo l’importanza di entrambi senza attaccarci a niente, consapevoli come dovremmo essere della nostra fede, di essere al servizio di un piano che porta molto più lontano della nostra persona: al superamento della condizione umana (Nietzsche, Zarathustra). Non a favore di entità bioniche sulla terra, ma di esseri rivolti a traguardi spirituali superiori a quelli di questa stazione terrestre.

Imparare ad essere quella canna che si adatta resiliente alle correnti atmosferiche del tempo vissuto, ma una canna pensante, diceva Pascal, o capace di atti di volontà, come si sarebbero espressi Assagioli e Ferrucci.

Diventare sempre più piccolo e leggero, quanto solido, come un filo di titanio o un raggio laser, entrambi indifferenti a successo e identità.


Appendici

Arimane al cospetto di Lucifero

Storia occulta dell’uomo

Secondo l’antroposofia, il male non esiste. Esiste solo il Bene. Il male è bene diminuito. Inoltre vi sono due entità o “agenti” che determinano il “crescere o il diminuire” del male e del bene. L’entità di Arhimane e di Lucifero: Il polo negativo e il polo positivo. Spesso sono entrambi intesi come una medesima “persona”. Si dice che Satana abbia preso tale nome quando decadde da Angelo a demone. Prima il suo nome era Lucifero. Questo ce lo racconta la chiesa cattolica…
Ma per l’antroposofia invece, Lucifero è quella forza che tende ad alimentare al massimo la passione, il fanatismo ascetico, l’esaltazione, l’eroismo, lo spiritualismo mistico.
E’ quindi una forza “positiva”: può produrre un “grandissimo bene”. Al punto che “troppo bene” può addirittura far male: un individuo che si staccasse dagli impegni della realtà fisica (come uno Yogi, un asceta) sarebbe “ispirato da Lucifero”.
Invece Arhimane è quella forza che porta al massimo del materialismo, a rinnegare lo spirito, a farci credere di poter realizzare l’immortalità entro il mondo fisico, in un corpo di carne, senza necessitare di nessun paradiso celeste, di nessuna divinità esterna.
«Lucifero vuole donarci già ora una vita come angeli indipendenti, anarchici; Arhimane vuole farci Dei immortali sulla Terra.»
In mezzo a queste due forze vi è l’uomo.
E’ l’essere che deve bilanciare le due azioni.
Questo indica a noi, che nei loro appropriati e cosmici scopi, Lucifero ed Arimane possono lavorare utilmente per l’evoluzione umana; se compresi e avvicinati in modo errato, sono invece dannosi.
Nel gruppo ligneo scolpito da R. Steiner e presente entro il “Goetheanum” di Dornach si può vedere rappresentata l’immaginazione di Lucifero, Arhimane e l’uomo, divenuto modello cristico.
Le forze luciferiche contenute nel nostro sangue, quelle che producono in noi esaltazione e fanatismo, ci spingono ad attività febbrili, al limite dell’esasperazione fantastica.
Le forze arimaniche entro le ossa ci portano invece al gelo, all’irrigidimento sclerotico, all’aridità e alla freddezza nei rapporti. Nel sangue vi è “super vita” euforica: nelle ossa vi è la morte.
Lo scopo di Lucifero è che l’uomo arrivi a rinnegare Dio e gli angeli, rendendolo un vero “ribelle”. Lo scopo di Arimane è imprigionare l’uomo in un’illusione di libertà materiale scientifica, per renderlo suo schiavo.
Le forze luciferiche si sono insidiate nell’uomo nell’epoca lemurica: sono quelle forze che lo mettono in grado di infiammarsi, di ardere d’entusiasmo per tutto ciò pensa, sente e vuole. Forze che lo rendono libero di pensare, sentire e volere in modo indipendente, mentre prima era guidato da pensieri e sentimenti divini. Cessando la “guida” dall’alto, l’uomo divenne soggetto al male: trovandosi coinvolto in brame e passioni. Tramite le sue opinioni, i suoi opportunismi sensuali cominciò “scegliere” per il proprio rendiconto, perdendo il senso oggettivo dell’esistenza cosmica e della sua vita.
Le forze arimaniche: L’insidiamento all’interno dell’uomo delle forze luciferiche, permise l’intervento dell’azione dall’esterno da parte delle entità arimaniche, nell’era atlantica. Lucifero agisce dall’interno dell’anima, facendo leva sul potere di identificazione dell’ego con le passioni e le brame. Arimane agì dall’esterno, inserendosi entro il contenuto percettivo esterno che entra nell’uomo e il rappresentare umano.
Nelle religioni non appare quasi mai la dualità Lucifero-Arimane: di fatto solo l’esoterismo conosce questo.
Nel vangelo di Marco, vediamo però usare la parola “demonio” per indicare Lucifero, e “satana, diavolo” per indicare Arimane.

Lucifero: alterazione all’interno dell’uomo

Arimane: alterazione del mondo esterno

Le passioni e le brame vengono infuse all’uomo da Lucifero.
Il modo in cui l’uomo divenne preda delle seduzioni di Lucifero, determinò una parte del suo karma. Se l’uomo non avesse ricevuto l’impulso luciferico, sarebbe rimasto come insensibile, neutrale di fronte alle impressioni esteriori. Tutto il mondo esteriore apparve di conseguenza molto diverso, molto più seducente di quanto sarebbe stato senza l’impulso luciferico. Lucifero diede all’uomo l’occasione di poter accorgersi dell’esistenza di un mondo interiore.
Questa constatazione diede adito ad un’altra potenza, Arimane, di infiltrarsi nelle percezioni esteriori umane. Questi, diede all’uomo la sensazione che contrapposto al suo mondo interiore esisteva anche un mondo esteriore. Arimane penetrò nella sfera rappresentativa umana, alterando i contenuti che dall’esterno giungevano all’interno dell’uomo.
Nacque la “maya” o alterazione della realtà: illusione.
Il problema dell’illusione della realtà esteriore non riguarda il mondo, ma l’uomo. Il mondo esterno esiste di per sé e di fatto, è collocato in una sua realtà autentica, ma assolutamente non nella forma in cui appare ordinariamente alla coscienza umana lucifero/arimanica.
L’influsso arimanico fu una conseguenza dell’influsso luciferico.
Si può dire che Lucifero penetrò nel corpo astrale umano, Arimane nel suo corpo eterico. Ma la penetrazione nell’eterico, essendo quest’ultimo il veicolo in cui si estrinseca la percezione, causò l’alterazione del mondo esteriore. Quindi in questi termini, così come è possibile dire che Lucifero penetrò nel mondo interiore umano è anche possibile dire che Arimane penetrò nel mondo esteriore. Arimane si immischia nelle percezioni umane e penetra all’interno dell’uomo, dall’esterno.
In virtù di tali vicende l’uomo cominciò ad impigliarsi con le forme illusorie terrestri. Lucifero stimola dall’interno brame e passioni nel corpo astrale umano; Arimane inocula errori ed inganni nei confronti del mondo esteriore. L’essere umano è il perno della bilancia su cui si trova sul piatto di destra Arimane, su quello di sinistra Lucifero. E’ suo compito mantenere l’equilibrio fra i due.
Sino a che si concepisce nel mondo solo una dualità di “super bene luciferico” e di “super male arimanico” non si arriverà mai a nulla. Si deve trovare in sè la forza che riesce ad armonizzarli, ad equilibrarli, per utilizzare entrambi come propulsori spirituali per la propria evoluzione interiore.
E questa forza equilibrante si chiama “Io” o Cristo.
http://ilnuovomondodanielereale.blogspot.it/2015/12/da-baphomet-cristo-storia-occulta.html

Alcuni passaggi tratti da «IL MISTERO DELLA VOLONTA’»

Da una conferenza di Rudolf Steiner, tenuta a Zurigo nel Novembre 1917
…omissis…] Quando i tempi saranno maturi (e vi si stanno preparando), Arimane si incarnerà semplicemente in un corpo umano, nel mondo occidentale. Questo evento si dovrà verificare, come pure si è incarnato Lucifero e come si è incarnato il Cristo, poiché ciò è stabilito per l’evoluzione terrestre. La sola cosa che conta è considerare questo evento in modo tale che ci si prepari nel giusto modo; Arimane non agirà infatti unicamente nel momento in cui comparirà sulla terra in veste umana; sin d’ora egli predispone dai mondi soprasensibili la sua apparizione. Egli opera già entro l’evoluzione dell’umanità; dall’aldilà egli ricerca gli strumenti attraverso i quali predisporre quanto dovrà venire. Uno strumento fondamentale perché quanto Arimane dovrebbe portare all’umanità possa avere un effetto positivo (allo stesso modo di Lucifero, anch’egli porterà con sé aspetti positivi) è costituito dal fatto che l’umanità si ponga nei suoi confronti nel giusto modo. Ciò che importa è che l’umanità non si lasci sfuggire dormendo la comparsa di Arimane. Quando un giorno egli comparirà nel mondo occidentale, sui registri comunali si annoterà: “È nato William Smith” (non sarà questo il nome, naturalmente) ed egli verrà considerato un cittadino grassoccio come tanti altri e ci si lascerà sfuggire quanto starà veramente accadendo. I nostri professori universitari non si preoccuperanno di certo affinché ciò non sfugga. Colui che farà allora la sua comparsa sarà per loro William Smith, ma ciò che importa è che gli uomini dell’epoca arimanica sappiano che si tratterà soltanto esteriormente di William Smith, mentre nell’interiorità sarà presente Arimane; è inoltre importante che non ci si lasci ingannare nel valutare quanto avviene, in un sogno illusorio. Già ora non è lecito abbandonarsi ad alcuna illusione sul fatto che si stanno preparando simili eventi. Tra i mezzi più significativi di cui Arimane dispone per agire sulla terra dall’aldilà, vi è quello di promuovere nell’umanità il pensiero astratto. E dal momento che il pensiero astratto è oggi tanto amato stiamo preparando nel modo più favorevole ad Arimane la sua comparsa. Nulla potrebbe meglio predisporre la cattura della terra intera da parte di Arimane, per la evoluzione, che il continuare la vita astratta ed astraente già oggi penetrata persino nella vita sociale. È questa una delle finzioni, uno degli scherzi attraverso cui Arimane prepara, secondo il suo disegno, il suo regno sulla terra. Invece di mostrare oggi agli uomini ciò che ha da venire in base ad un’esperienza completa, si parla all’umanità di teorie generiche, persino di teorie sociali. Coloro che parlano di teorie ritengono astratto proprio quanto si rifà all’esperienza, poiché non hanno alcuna idea della vita. Tutto ciò fa parte del piano voluto da Arimane. Arimane ha però anche un altro modo di predisporre la sua venuta, ossia attraverso, una errata interpretazione dei Vangeli (e anche qui si tratta di qualcosa che oggi deve venire reso noto). Sapete che oggi vi sono molti uomini, in particolar modo tra i rappresentanti ufficiali delle varie religioni, che combattono radicalmente proprio quanto la scienza dell’iniziazione fa fiorire tra noi per una nuova conoscenza del Cristo. Tali persone, se non sono semplicemente schiave del razionalismo, accettano per lo meno ancora i Vangeli; ma cosa sanno in fondo della vera natura dei Vangeli? Questi sono stati proprio gli uomini che nel XIX secolo si sono serviti per interpretare i Vangeli, del metodo esteriore e laico, storico-scientifico. E che ne è stato dei Vangeli sottoposti al metodo scientifico del XIX secolo? Non si è avuto altro che una graduale materializzazione dell’interpretazione dei Vangeli. Per prima cosa si poterono constatare le contraddizioni dei quattro vangeli messi a confronto. Dalla percezione di tali contraddizioni ebbe in fondo inizio la caduta verso il basso, fino a giungere all’interpretazione di Schmiedel; cosa rappresenta infatti in definitiva nello studio dei Vangeli tutto quanto ci viene dallo Schmiedel di Basilea? (non intendo il nostro Schmiedel, bensì il teologo, professor Schmiedel). Che cos’è questo, se non ciò che definirei lo scardinamento dei Vangeli? Che cosa cerca dunque il buon Schmiedel nei Vangeli? Egli cerca di dimostrare che essi non sono semplicemente prodotti della fantasia, sorti unicamente per glorificare il Cristo Gesù, e perviene ad un limitato numero di “punti”, i famosi “punti fondamentali” di Schmiedel, nei quali esprime anche cose negative sul Cristo. Secondo lui, se i Vangeli fossero stati scritti solamente per glorificare Gesù, questi elementi negativi non vi sarebbero stati. Si ha alla fine la sensazione che egli si fondi su tutto ciò che di negativo viene attribuito al Cristo Gesù per salvare, di fronte ai Vangeli, almeno un lembo della scienza laica. Anche questo lembo cederà; dalla scienza laica non si potrà ricavare alcunché che serva a dimostrare l’autenticità dei Vangeli nel senso in cui vogliono uomini come questo. Per avere l’atteggiamento giusto nei confronti dei Vangeli si dovrà sapere perché essi sono nati; ciò significa che si dovrà sapere cosa vogliono in definitiva i Vangeli. Lo si potrà riconoscere soltanto fecondandosi veramente con quanto può provenire dalla Scienza dello Spirito. Tuttavia approfondendo i Vangeli ed accogliendone il contenuto e le forze si ottiene un contenuto animico.
[…segue… http://www.gianfrancobertagni.it/materiali/maestri/volonta.pdf]
Alcuni passaggi tratti da «IL MISTERO DELLA VOLONTA’»
Da una conferenza di Rudolf Steiner, tenuta a Zurigo nel Novembre 1917

Ulteriori approfondimenti

L’Incarnazione di Arimane (Claudio Gregorat)

«Un dato è sicuro: l’incarnazione dovrebbe avvenire entro gli inizi del terzo millennio. Solo che per “inizi” si può dire che, stando l’anno ‘500 alla metà del millennio, tali inizi possono essere entro il primo o secondo secolo: cioè negli anni dal 2100 al 2300 e un poco oltre (…) Lucifero ha avuto la sua incarnazione “entro il terzo millennio” prima della nostra era: e precisamente durante la Reggenza dell’Arcangelo di Saturno Oriphiel, dal 2700 al 2300 circa. L’incarnazione del Cristo non avvenne proprio entro il periodo della reggenza di Michael, cioè. entro il periodo della Sua Reggenza in quanto Suo Difensore, Suo “Volto”, come difatti venne poi chiamato: Suo Messaggero infine. Non fu così: il Cristo si incarnò sotto la successiva Reggenza di Oriphiel che va dal. 250 a.C. – 110 d.C. (…) Arimane si dovrebbe incarnare sotto la Reggenza di Oriphiel entro il 2200 — 2400, in senso speculare a quella di Lucifero. E dunque non entro la presente Reggenza di Michael, quale Difensore della Cristianità, cioè dal 1879 al 2233: ma nella seguente Reggenza di Oriphiel, dal 2200 al 2400 circa, diciamo, per ipotesi, entro il 2300. Ora, questa data fa ben parte dell’”inizio” del terzo millennio ! Potremmo ora sostenere tale possibilità con una certa sicurezza, considerando anche l’aspetto geografico.

  • Lucifero si incarnò in Cina verso il 2500–2300, quindi in Oriente
  • Cristo si incarnò in Palestina nell’anno 0, quindi nel Centro
  • Arimane si dovrebbe incarnare, verso il 2300 (?) in Occidente, in America.»

L’influenza di Arimane ai nostri giorni

Influssi luciferici, arimanici e asurici (conferenza di Steiner, fonte Bertagni)