I’m an iPad guy

Se dovessero chiedermi di tenere un solo dispositivo tra quelli che ho non avrei dubbi, terrei l’iPad tutta la vita: schermo grande, batteria infinita, un audio ottimo degno di uno impianto stereo mediocre ed eventualmente la connettività dati, potrebbero tranquillamente riempire la mia vita digitale senza avere particolari rimpianti se non in termini di portabilità pura che non è sicuramente paragonabile a quella di uno smartphone anche se è sicuramente più pratico a differenza, ad esempio, di un MacBook Pro.

Negli ultimi due anni, da quando Apple ha iniziato a sfornare degli iPad Pro più piccoli ho cercato di concentrare tutte le mie attenzioni sul tablet professionale di Apple più che altro per cercare di capire se avesse veramente un senso anche solo da affiancare ad un laptop.

All’inizio lo scetticismo era tangibile. Soprattutto perché nei primi momenti il tutto non era supportato dal resto dell’infrastruttura, però non demordendo mi sono imposto una sfida: se iPad Pro non si adatta a me, sono io che mi devo adattare a lui.

E così nelle varie settimane ho cambiato il mio workflow, ho cercato di modificare le mie abitudini per abbracciare sempre di più l’idea di poter girare semplicemente con un iPad, principalmente per alleggerire il preso della borsa nei mesi estivi. Piano piano l’adattamento da lì è partito un amore che ad oggi non ha confini: è diventato prima il mio dispositivo principale, poi il mio UNICO dispositivo (con qualche se).

Poi, nell’anno che abbiamo appena salutato, Apple ci ha regalato — con una mossa strana e, a mio parere, insensata — iPad Pro con schermo 10,5” poco più grande del precedente modello ma grande il giusto: perché la portabilità non è cambiata poi di molto ma lo schermo più grande ci fa godere al meglio dei contenuti da fruire e quelli da creare.

In questi venti mesi mi sono reso conto di essere un ragazzo iPad quando ce l’ho gira con me in quasi tutti i momenti della giornata, quando non ce l’ho mi manca parecchio e così dopo qualche mese di tentennamento ho deciso di provare a raccontare questo mio rapporto simbiotico con il tablet di Apple.

Dopo averne parlato in qualche puntata di IO&TEch, di cui questo è un progetto parallelo e complementare, ho letto l’interessante progetto #theRoadToPostPC di Michele De Paola e ho capito che forse avere uno spazio in cui raccontarvi qualche peculiarità, qualche tip, qualche idea; ma conoscendo anche la mia discontinuità ho deciso che — forse — sarebbe meglio raccontarvelo in maniera immediata anche su Twitter con cose più immediate che mi vengono in mente.

Anche perché questo 2018 dovrebbe essere un anno cruciale per iPad, stando a quanto dice Gurman, sovrapponibile al 2017 per iPhone: anche sulla tavoletta di Apple dovrebbe scomparire il tasto home in favore del FaceID e magari ci sarà qualche novità più o meno inaspettata come un cambio del rapporto di forma dello schermo (un 16:10 o 3:2 non sarebbe male) ma di questo ne parleremo sicuramente in un altro post e, probabilmente, in qualche puntata del podcast.

Da oggi parte un nuovo capitolo di questa nuova avventura. Un anno in cui prenderò il coraggio a due mani e concentrerò tutte le mie attività tecnologiche prevalentemente su iPad Pro.

Con questo non voglio dire che non userò il PC/Mac (anche perché, ad oggi, non ho altri mezzi per fare puntate con ospiti) né dico che il computer sia un mezzo superato: ci sono diverse professioni che ne fanno un uso fondamentale, dai programmatori ai montatori a — banalmente — a tutti quelli che hanno bisogno di un software non disponibile per piattaforme mobile. Continuo a ribadire che dato il crescente interesse di Apple nell’ottimizzazione di iOS per iPad e per quello che faccio io (ad ora principalmente scrittura e foto ritocco/grafiche base e nella seconda parte dell’anno un po’ di videoediting dei poveri) iPad Pro — con Smart Keyboard e Apple Pencil, rigorosamente — è il prodotto che fa al caso mio.

Ma oggi è il primo dell’anno per oggi ci riprendiamo un po’ tutti e da domani s’inizia ad usare e raccontare veramente iPad Pro!

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