#Andalusia #sexworking: coinvolgere positivamente i clienti è meglio!

Ultimamente sembra utile criminalizzare tutti i clienti delle prostitute per “salvare” perfino le donne che dichiarano di fare quel mestiere per scelta ovvero quelle che invece vorrebbero regolarizzare la propria professione e che spiegano come la criminalizzazione dei clienti diventi invece opportunità per porre uno stigma sulle prostitute, colpevolizzarle e perseguitarle in senso istituzionale. Questo brano, tradotto da Paolo, tratto da ElDiario.es, è scritto da una donna che si occupa dei diritti delle prostitute in Andalusia la cui associazione ha promosso una campagna per il coinvolgimento positivo del cliente per promuovere il rispetto e la lotta contro lo sfruttamento. Buona lettura!

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Cosa facciamo con i clienti della prostituzione?

di Maria Jose Serrano, Coordinatrice Area Prostituzione APDHA — Associazione per i Diritti Umani dell’Andalusia-

Di tanto in tanto, da più parti, vengono lanciate campagne di sensibilizzazione contro la tratta a fini di sfruttamento sessuale. Sono campagne tipo: “Non pagare per il sesso” o “Senza clienti non c’è tratta” che prendono di mira direttamente la figura del cliente e che, con il pretesto di combattere la tratta, attaccano la prostituzione, senza differenziare queste due realtà completamente diverse. L’Associazione per i Diritti Umani di Andalusia (APDHA) riafferma la fondamentale differenza fra la tratta di esseri umani a fini di sfruttamento sessuale e la prostituzione, perché sia possibile battersi per tutelare adeguatamente i diritti delle persone che si trovano a far parte di queste differenti realtà, e per ridurre al minimo le violazioni di questi stessi diritti.

Quando si parla di clienti, è importante notare che non esiste il “cliente tipo”. Le persone che chiedono servizi sessuali ad una prostituta sono le più varie. Uomini con un livello di istruzione e una capacità economica elevata, uomini con basso livello di istruzione e una minima possibilità economica, sposati, single, uomini di tutte le età e di ogni provenienza.
 L’unica cosa che li distingue sono i luoghi dove cercano i servizi della prostituzione.
 Chi ha una maggiore capacità economica cerca donne considerate più attraenti. Ma purtroppo né la capacità economica, o il fatto di essere sposati o single, oppure essere bianco o nero fa in modo che il cliente tratti sempre le prostitute con educazione, rispettando orari, tariffe, condizioni di lavoro e, soprattutto, rispettandole come persone. Non è la stessa cosa chiedere servizi sessuali ad una persona che svolge questo lavoro liberamente, nel rispetto dei diritti e della dignità, e chiedere gli stessi servizi ad una persona che si sa o si sospetta essere vittima di tratta.

La varietà di del “cliente tipo”

Purtroppo i governi non tengono conto della varietà di tipologia del cliente, e hanno un solo modo di rapportarsi con loro: attraverso campagne di criminalizzazione, prendendo di mira in modo aggressivo e minaccioso le persone che consumano prestazioni sessuali, cercando di farli sentire colpevoli per la tratta e lo sfruttamento.

I clienti sono i principali protagonisti della realtà del lavoro sessuale, e quindi è importante che essi partecipino attivamente a tutto ciò che ha a che fare con la lotta contro la tratta di esseri umani a scopo di sfruttamento sessuale.

Si dovrebbe puntare alla responsabilizzazione dei clienti della prostituzione, alla realizzazione di campagne che promuovono il rispetto per le donne che lavorano con il sesso e di incoraggiamento affinché vengano denunciate situazioni di sfruttamento e tratta. Ora i clienti difficilmente prendono l’iniziativa di segnalare casi di violazione dei diritti delle donne, perché si sentono sotto accusa e perseguitati.

Come Associazioni che lavorano con la prostituzione e per le persone prostitute, non siamo rassegnati a pensare che ci sia un unico modo di vivere la sessualità, ma crediamo nella possibilità di un esercizio del lavoro sessuale il più dignitoso e rispettoso possibile. Pertanto riteniamo che il modo migliore per affrontare questo problema è sensibilizzare i clienti, cercando di far vedere alla società che le persone che acquistano sesso non sono irrimediabilmente violenti o criminali, e che invece possono e devono essere un elemento chiave per fermare il traffico di esseri umani a scopo di sfruttamento sessuale.

Pubblicato da Abbatto i Muri

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