Inter-Juve 1–2: Bastardi senza Dignità

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Una partita giocata da una sola squadra e solo per 20 minuti, che finisce con la squadra non giocante che porta a casa tre punti. Una partita giocata a San Siro ma senza neanche un interista in campo, un insulto alla centenaria storia nerazzurra. Di _NERO


Di quei bastardi che offendono la storia e la memoria dello sport con le loro maglie acromatiche e con la loro attitudine non intendo neanche parlare. Cosa c’è di più da dire rispetto a quello che raccontano le loro recenti e passate vicissitudini? I ricordi che ogni bambino non gobbo ha? Quello che ogni adulto intelligente può vedere da sé partita dopo partita, campionato dopo campionato?

Ma dei bastardi senza dignità che hanno vituperato la centenaria storia dell’F.C. Internazionale per l’ennesima volta è obbligatorio parlare: sono riusciti a battere l’ennesimo record, facendomi uscire dallo stadio prima del triplice fischio, incazzato come un cobra, dopo aver visto 13 figuri passeggiare per il campo, senza la minima determinazione, senza coraggio, senza qualità, senza nulla che possa giustificare il vestire la maglia nerazzurra. Abbiamo giocato 20 minuti di partita contro una squadra che non ha la minima intenzione di giocare la partita, eppure riusciamo a regalare loro i 3 punti, a esibire una prestazione imbarazzante che testimonia l’assenza di un interista tra tutti coloro che calcano il campo: ci fosse stato un solo interista, la partita sarebbe finita 10 a 0 per noi, oppure con almeno due titolari dell’immondizia bianconera ricoverati per lunga degenza al San Gerardo. Invece niente. Neanche un interista. Zero.

Diciamo due cose su ogni bipede in campo.
Handanovic: Handersen.
Juan Jesus: il giorno che impari a pensare e calciare contemporaneamente puoi reclamare una maglia da titolare.
Vidic: ho sempre pensato che fosse un mezzo giocatore, quest’anno da noi lo confermano. Unico suo squillo in carriera: il gol contro di noi in CL. Fanculo.
Ranocchia: non ci sono altre cose da dire, cerca di spaccare l’unico gobbo che può anche restare intero (Matri), e sul secondo gol è meglio non commentare; dulcis in fundo, so da fonte certa che ha regalato i suoi biglietti omaggio a suoi amici gobbi. Ma ammazzati pure tu.
D’Ambrosio: ascolta, Mimmo, il tuo posto è al Chievo, al Lecce, forse nel Toro di Ventura che ti migliora come molti altri giocatori, non certo nell’Inter. Non azzecchi un passaggio in tutta la partita, fai due assist ai bianconeri, cercati una squadra del tuo rango e togliti dalle palle.
Medel: più scemo di un pitbull, abbiamo proprio bisogno di diminuire a tal punto il fosforo del nostro centrocampo?
Kovacic: l’unico a fare un minimo la partita, ma con gli altri 10 giocatori fermi ad aspettare la palla sui piedi non è che possa fare molto.
Brozovic: segna, patisce come compagno di fascia Mimmo the Mammo, e ci prova fino a che gli reggono le gambe. Tra i pochi sufficienti.
Shaqiri: poi qualcuno si chiede ancora perché non giochi da più di un mese? Molle, lento, senza voglia di fare un cazzo. Posso accettarlo da mezzi giocatori, ma non da te, a meno che tu non faccia parte della categoria. Vai in mona pure tu.
Palacio: poveraccio, fai una vita di merda, ma ti voglio bene.
Icardi: da un mese non vedi mai la porta, da quando la trattativa sul rinnovo è in dirittura d’arrivo non metti più la gamba manco per sbaglio; ma come con molti altri la società sbaglia, perché ti doveva tenere per le palle a 1 mln di euro fino al 2019. Svegliati, o vattene a chiappare ratti pure tu.
Nagatomo: tutto lo stadio lo chiama scemotomo, serve altro?
Podolski: non pervenuto.
Mancini+Thohir: radete al suolo sta squadra di relitti e affannati mentali (cit.)

Alla fine rimango qui solo con tutto il mio astio. Maledetti.