La garanzia giuridica dell’accesso alla rete

Quando parliamo di Rete intendiamo un concetto multi sfaccettato in cui possono avvenire numerose azioni; queste comportano però delle regolamentazioni, in quanto le leggi del mondo online spesso differiscono da quelle del mondo offline. In questo articolo si parlerà di cittadinanza digitale, di libertà di espressione in Rete e di libertà d’ accesso ai contenuti. Per capire meglio i concetti appena citati, facciamo una panoramica generale su cosa ha realmente comportato la nascita di Internet. È proprio grazie agli sviluppi tecnologici che è cambiato il modo di percepire la comunicazione, di ottenere e scambiarsi informazioni, il sistema che gli individui hanno di relazionarsi gli uni con gli altri e persino il rapporto tra il cittadino e lo stato. Con l’avvento di Internet il modo più facile per informarsi avviene in Rete; basti pensare che oggi ogni notizia viene divulgata sui social con una velocità impressionante facendo il giro del mondo in pochissimo tempo. La comunicazione dunque è diventata molto più rapida e soprattutto globale.

Internet viene generalmente descritta come una moltitudine di reti che collegano milioni di utenti mediante computer al fine di trasmettere informazioni attraverso vari linguaggi, chiamati protocolli. È una rete di reti frutto dello sviluppo tecnologico, e nonostante abbia oltre 40 anni , appartiene ai cosiddetti nuovi media. Dopo la diffusione di Internet siamo stati testimoni di una vera e propria convergenza; che possiamo definire come la circolazione del flusso dei contenuti di qualsiasi tipo, su diverse piattaforme. Internet ha ridotto la distinzione tra libertà di comunicazione tra due soggetti e libertà di manifestazione del pensiero rivolta ad un pubblico specifico, poiché li dà spazio a entrambi contemporaneamente. Internet può agire come strumento per abilitare l’appartenenza e la partecipazione attiva degli individui all’ interno della società; promuovendo l’inclusione sociale. Ha il potenziale per essere il posto che dà valore alla libertà personale e ai diritti individuali; un posto dove le persone possono esprimere e condividere i loro punti di vista con meno rischio di essere esclusi per ciò che fanno o dicono. In altre parole, Internet facilita l’appartenenza e la partecipazione degli individui nella società. In questo modo cresce la consapevolezza delle opportunità date da Internet per la partecipazione e mobilitazione ai movimenti sociali.

È importante dire che una delle varie caratteristiche che presenta è senza ombra di dubbio quella di dare voce a un numero sempre più elevato di soggetti, costituendone il motore e il veicolo di conoscenza e di innovazione. La sua diffusione ha generato maggiore circolazione e trasparenza delle informazioni in tutti gli ambiti.

A livello sociale, attraverso i nuovi media, si crea un rapporto tra cittadino e stato molto più attivo rispetto a quello di anni fa. Di fatti il cittadino può partecipare attivamente alla vita sociale e politica e si inizia a parlare così di cittadinanza digitale. Con questo concetto si fa riferimento a tutti coloro che usano Internet ogni giorno in quanto il suo frequente utilizzo richiede alcune modalità di accesso, abilità tecniche e anche competenze educative per ciò che concerne particolari ricerche e uso di informazioni nel web. La cittadinanza digitale è un fattore di abilitazione per la cittadinanza politica. Dal momento in cui comunicare in Rete ha un costo ridotto, il cittadino si sente più libero di esprimere le proprie preferenze su determinate questioni, trasmettendole pubblicamente in modo semplice e immediato, sia a livello nazionale che locale. È quindi, come già detto, partecipe alla vita democratica. Anche la comunicazione politica è diventata interattiva e come conseguenza porta al venir meno della differenza tra democrazia rappresentativa e democrazia diretta (che si fonda su strumenti rapidi e informali offerti e garantiti dalla Rete). Attraverso la Rete, ogni elettore può vedere immediatamente quali leggi sono state presentate nel sito parlamentare, per quali ha votato o dato la propria adesione. Anche per quanto riguarda il procedimento decisionale, Internet consente una partecipazione maggiore rispetto al passato, infatti i cittadini dell’Information Society acquisiscono una cittadinanza digitale che permette loro di essere attori dinamici della Rete. Quest’ultima rappresenta lo strumento e la modalità attraverso cui l’individuo si pone in relazione con i suoi simili e i pubblici poteri, e viene messo in condizione di esercitare appieno i propri diritti di cittadinanza.

Bisogna dunque capire che ruolo giocano i principi costituzionali quando vengono adottate limitazioni particolari nel settore dei media. Si deve analizzare la rilevanza e il ruolo della CMC (comunicazione mediata dal computer) e il suo impatto sulla democratizzazione della libertà di espressione e il problema dei conflitti di diritti. Successivamente si analizza la regolazione del contenuto digitale e le applicazioni basate su internet.

Per spiegare il potere democratico di Internet riportiamo l’esempio, sempre più che valido, della Primavera araba; nel quale l’utilizzo dei social network Facebook e Twitter, ha reso possibile a ogni utente di creare contenuti, di organizzare, comunicare e divulgare determinati eventi. I social media hanno agito come una forza coesa ai moti della primavera araba dove in tutto l’Egitto fu riconosciuto cruciale e determinante il ruolo di Facebook poiché in grado di sviluppare un’identità collettiva e coscienza sociale, sfociate poi nelle manifestazioni di protesta della popolazione contro il governo. Ciò fu un grosso fattore di comunicazione diffusa globalmente, in quanto le persone di tutto il mondo vennero informate tramite i nuovi mezzi di comunicazione riguardo a ciò che accadeva nei paesi arabi. La cosa più importante però, è l’impatto che i media hanno avuto sull’opinione pubblica e sul processo decisionale. Questo dimostra il fortissimo potere della Rete di mettere in discussione la legittimità del potere costituito, amplificando le libertà civili (in particolare quella di corrispondenza, di informazione, di associazione e di riunione). Internet è quindi efficace anche laddove vi sia un contesto democratico di regole e valori condivisi, utilizzabile anche da governi, istituzioni e anche gruppi terroristici. Internet può mobilitare la popolazione per chiedere giustizia, uguaglianza, responsabilità e maggior rispetto per quelli che sono i diritti umani.

Possiamo dire che le attività quotidiane dell’individuo dipendono dalla tecnologia e proprio per questo c’è il rischio che qualsiasi decisione proveniente da fornitori di servizi Internet possa avere un certo impatto sui diritti e le libertà individuali; in particolare la libertà d’espressione e la privacy. Quando i governi vogliono rimuovere i contenuti o interrompere l’accesso alla Rete, le aziende si comportano come ufficiali giudiziari, senza offrire però le stesse garanzie; questo è il caso del “graduate response” (la risposta graduata) o detto anche “three strikes”. Ciò significa che in più paesi si terminano le connessioni Internet per violazione di linea di ripetizione. In sostanza si tratta di una legge che viene adottata in diversi paesi per ridurre la condivisione di file illegali. Per questioni di sicurezza dovrebbe essere necessario passare attraverso un controllo democratico efficace per garantire che le restrizioni dei diritti e delle libertà fondamentali delle persone siano ridotte al minimo. A oggi vi è un ampio dibattito sulla questione della parità e dell’accesso pubblico ed equo ai servizi di Rete. Il diritto di accesso a Internet è visto come diritto umano fondamentale. È importante dire quindi che questo diritto può essere interpretato in vari modi: l’accesso alle infrastrutture di Rete a livello di trasporti e servizi a contenuti digitali e applicazioni. L’accesso alle infrastrutture di Rete è essenziale, senza questo non è possibile accedere ai livelli di trasporto e contenuto.

Dato che Internet è il canale più diffuso per divulgare informazioni , viene di solito identificato come lo strumento fondamentale per la libertà d’espressione, rivitalizzando quest’ultima come libertà individuale. Inoltre permette al singolo individuo di partecipare alla democrazia e alla vita politica senza discriminazioni (migliorando in questo modo l’inclusione sociale umana). In aggiunta però ha creato anche sfide e contrasti, soprattutto per quello che riguarda il diritto d’autore, poiché gli individui vogliono diffondere informazioni e proteggere il copyright. Per la prima volta Internet viene riconosciuta come essenziale per l’istruzione, l’esercizio pratico della libertà d’espressione e l’accesso all’ informazione. Vi sono due diritti fondamentali: la libertà d’espressione e la libertà di accedere al mezzo. Vediamoli nel dettaglio.

La libertà di espressione è costituzionalmente protetta in tutti paesi liberali e democratici. Questa libertà è uno dei pilastri della Dichiarazione delle Nazioni Unite dei diritti dell’uomo ed è riconosciuta come diritto fondamentale ai sensi dell’articolo 10 della Convenzione Europea dei diritti dell’uomo. La libertà d’espressione non è un diritto assoluto ed è possibile applicare alcune restrizioni in determinate circostanze. Questa nuova libertà ed equità per accedere alle informazioni e alla conoscenza può minacciare i governi autoritari perché non sono in grado di controllare, né la miriade di mezzi disponibili per la sua trasmissione, né la profusione di attori transnazionali a impegnarsi nella sua diffusione per favorire il dissenso interno contro i regimi repressivi. Quindi l’importanza della comunicazione in Rete come strumento di democrazia è sempre più evidente.

Dall’ articolo 11 si evince che la comunicazione libera di idee e opinioni è uno dei più preziosi diritti dell’uomo. Ogni cittadino può parlare, scrivere e stampare con libertà, a deve essere responsabile per ogni abuso di questa libertà come viene definita da educazione.

Parliamo ora del diritto di accesso a Internet.

Con accesso a internet si intende l’accesso all’ infrastruttura della Rete, che è il diritto fondamentale nel sistema legale italiano. L’articolo 21 della Costituzione italiana riporta il diritto di esprimere liberalmente i propri pensieri in parola, scrittura o altre forme di comunicazione.

Per ciò che riguarda la democratizzazione, i nuovi media hanno un potenziale straordinario per l’espressione dei diritti dei cittadini e la comunicazione dei valori umani. Internet è entrato nelle nostre istituzioni e ha cambiato il nostro modo di pensare, accedervi dunque è fondamentale per partecipare alla società, per la salute, per l’impegno civile, ecc. Essere totalmente disconnessi al giorno d’oggi è considerato un fattore di limitazione sia per la libertà d’espressione e sia per lo svolgimento più completo del ruolo di cittadino.

Essendo internet un elemento di massa, vi sono stati molti tentativi e pressioni politiche al fine di controllarlo e regolamentarlo; soprattutto con l’aumentare del flusso delle informazioni dopo l’11 settembre 2001. Va evidenziato che il potere dei nuovi media è ben diverso e probabilmente molto più efficace di quello dei media tradizionali ( televisione, carta stampata e radio) in quanto forniscono un potenziale straordinario per l’espressione dei diritti dei cittadini e dei valori umani. Dal momento in cui Internet ha una dimensione globale per l’attuazione completa della libertà d’espressione occorre regolamentare bene i media convenzionali, promuovendo bene la libertà, l’accesso alle informazioni e il pluralismo dei mezzi di comunicazione. Tali regolamenti a supporto di Internet però sono stati criticati per la loro incapacità di conciliare il progresso tecnologico con la tutela degli interessi economici; alterando così l’ambiente entro il quale avvengono le comunicazioni Internet.

La rivoluzione dei media ha colpito soprattutto la proprietà intellettuale e la questione di regolamentare i contenuti Internet è emersa appena è stato evidente che la Rete possa offrire soluzioni innovative ed efficaci per comunicare a livello globale l’introduzione di una nuova rivoluzione copernicana nel settore dei media. In particolare i colloqui politici per regolamentare meglio le informazioni digitali, hanno iniziato a guadagnare terreno appena la protezione dei diritti di proprietà intellettuale è diventata un problema urgente a causa della rapida crescita delle tecniche di trasmissione digitale. Gli interessi commerciali sono le motivazioni principali che stanno dietro all’ enorme sviluppo di contenuti su Internet e sono anche il motivo dietro la richiesta di un maggiore controllo su come si comportano le persone online e se sono coinvolti i diritti di proprietà. Storicamente il tema del controllo dei dati identifica e affronta le questioni relative alla censura e al controllo dei mezzi di comunicazione. Questa sensibilità si deve al fatto che la regolamentazione dei contenuti viene percepita per la maggior parte delle volte come una limitazione del diritto umano fondamentale alla libertà di espressione. Su questi valori si fondano le società democratiche. Ma la mera questione di regolamentare e monitorare internet nasce quando diventa evidente che la Rete sia in grado di offrire soluzioni innovative ed efficaci per comunicare a livello globale. Negli ultimi anni sono stati fatti diversi tentativi da parte degli Stati Uniti di regolamentare i contenuti su internet. Uno dei più famosi è stato “United States Communication Decency Act” del 1996, il quale mirava a controllare i contenuti pornografici che giravano in rete.

I l fatto che l’accesso a Internet sia un diritto fondamentale è stato messo continuamente in discussione. Internet viene descritto come la forma più partecipativa della mass speech già sviluppata, che riguarda la protezione più alta di intrusione da parte del governo con l’HADOPI (“High authority for the distribution and protection of creativity on the internet”) la Francia è il primo Paese a proteggere il copyright nel web. Uno dei compiti di Internet è monitorare i contenuti illegali pubblicati in Rete. Il Consiglio costituzionale sosteneva che l’accesso alla Rete del computer è materia di significato costituzionale perché potrebbe essere collegato alla libertà individuale della libertà d’espressione. Il diritto di accesso a Internet presenta i caratteri di un diritto sociale che è al tempo stesso servizio universale, come la sanità e l’istruzione, che comportano spese pubbliche.

Oltre ai diritti della libertà d’espressione e quella di accesso alla Rete, non vanno tralasciati quelli civili e quelli umani. I diritti civili sono quelli che riguardano l’uomo poiché gli appartengono in quanto membro della società. I diritti umani sono indispensabili in quanto si vive in una società democratica, e vanno quindi rispettati in quanto base di principi di comportamento dello Stato verso le persone che vivono entro i suoi limiti.

Facendo il punto della situazione, abbiamo illustrato come per la prima volta il principio costituzionale della libertà d’espressione è stato ampliato per includere l’accesso a Internet come parte della libertà di parola. La logica di questa espansione si basa sull’ idea che il diritto di ogni individuo di accedere ai servizi di Rete digitali sia un ingrediente essenziale per la libertà di espressione e comunicazione. L’impossibilità di accedere alle Reti Internet può influenzare negativamente gli altri diritti; ma anche se alcuni pareri giudiziari riconoscono la libertà di connettersi a Internet ciò non implica che l’accesso a Internet sia un diritto fondamentale. Piuttosto è la garanzia costituzionale della libertà d’espressione che include una garanzia costituzionale di accesso a Internet. Un prerequisito per la realizzazione dell’esercizio effettivo della libertà d’espressione e dell’accesso all’informazione è l’accesso disinibito alle infrastrutture di Rete Internet. Di conseguenza le limitazioni all’uso di Internet per accedere alle informazioni possono essere istituiti solo a condizioni rigorose così come accade con le limitazioni imposte su altre forme di espressione e comunicazione.