La Transizione IANA

Governare internet: il documento ufficiale descrive le proposte per la modifica della governance di IANA, al fine di sottrarla al controllo anche formale da parte dei soli USA.

Introduzione

Nel 1998 la National Telecommunications and Information Administration (NTIA) del Dipartimento del Commercio del governo statunitense pubblicò una proposta per migliorare la gestione tecnica del sistema di indirizzi alfanumerici e numerici di Intenet. Durante la presidenza Clinton venne redatto il “libro bianco” per contenere le caratteristiche della nuova organizzazione, che prese il nome di Internet Corporation for Assigned Names and Numbers. L’ICANN venne quindi creata per privatizzare la gestione dei nomi di dominio e degli indirizzi numerici di internet in modo da favorire sviluppi competitivi e facilitare la partecipazione globale nella gestione di Internet. ICANN fu costituita nello stato della California come ente non profit e dal 1999 ha il compito di gestire il servizio di Internet Assigned Numbers Autority (IANA) attraverso un contratto con il Dipartimento del Commercio USA, quest’ultimo esercita a sua volta un ruolo di supervisione delle funzioni IANA. Tale contratto inizialmente era accompagnato da un Memorandum of Understanding tra ICANN E NTIA che prevedeva per un periodo di due anni la necessità per ICANN di riportare regolarmente le proprie attività al governo statunitense. Nel 2006 il nome fu cambiato in Joint Project Agreement (JPA) dando l’ impressione che ICANN non fosse più sotto esame. Nel 2009 al termine di tale rapporto ICANN da quel momento ha riportato le proprie attività ai comitati globali, che periodicamente esaminavano gli aspetti salienti della gestione concludendo con delle raccomandazioni.

Per capire il funzionamento di Internet dobbiamo fare una premessa: quando si va a digitare un indirizzo internet, ad esempio amazon.com, sul broswer del pc o di altri dispositivi, la nostra richiesta passa per il provider cioè il fornitore di servizi internet, che andrà a cercare nella propria directory l’indirizzo internet corrispondente. Per trovare il .com dovrà andare ad interrogare il server di root zone di tutti i domini .com, gestiti dall’ICANN; il tutto avviene nel raggio di pochi secondi. Il ruolo svolto da ICANN attraverso IANA dunque è quello di evitare di prendere strade sbagliate sulla rete, occupandosi degli identificatori unici (gli indirizzi IP) che corrispondono a dei nomi elencati dentro la directory, il root system, organizzato,mantenuto da ICANN e distribuito in tutto il mondo attraverso una serie di server. Il root system è quindi un sistema che individua la destinazione stabilendo il percorso da fare per arrivarvi, se viene manomesso o non è aggiornato non sarà possibile arrivare a destinazione.

IANA è un organismo responsabile nell’assegnazione degli indirizzi IP, la gestione di tali indirizzi viene a sua volta delegata ad enti locali denominati Regional Internet Registries (RIR), ogni RIR assegna gli indirizzi per una specifica zona del mondo. I domini di primo livello vengono classificati in tre categorie:
1. domini di primo livello nazionali (country code top-level domain o ccTLD) composti da due lettere, per esempio .it per l’Italia o .eu per l’Unione europea;
2. domini di primo livello generici (generic top-level domain o gTLD): composti da tre o più lettere sono usati da particolari classi di organizzazioni (per esempio, .com per organizzazioni commerciali). La maggior parte dei gTLD sono disponibili in tutto il mondo, ma per ragioni storiche .gov, .mil e .edu sono riservati rispettivamente al governo e alle forze armate statunitensi, mentre l’ultimo tipo, è assegnato esclusivamente agli enti educativi sempre statunitensi;
3. domini di primo livello infrastrutturali (infrastructure top-level domain): il dominio di primo livello arpa è l’unico esistente.

La Transizione IANA

La transizione della gestione del servizio Internet Assigned Numbers Autority (IANA) nasce con la dichiarazione dell’ NTIA del Dipartimento del Commercio del governo USA. Nella suddetta dichiarazione emessa in data 14 marzo 2014, il governo statunitense rende pubblica la propria intenzione di non rinnovare il contratto in essere tra NTIA E ICANN per la gestione del servizio IANA e sollecita ICANN a coordinare un dibattito allargato a tutte le parti interessate, anche esterne a quest’ultimo ed elaborare una proposta per la transizione dell’attività svolta fin ora da NTIA, ad un’altra struttura. Tale transizione ha lo scopo di portare la gestione dei nomi di dominio internet alla comunità globale attraverso la cessazione della supervisione del servizio IANA da parte del governo USA prevista in data 30 settembre 2015 (termine poi prorogato di un anno).

Il processo di transizione IANA si compone di tre fasi; la prima è stata avviata il 14 marzo 2014 e consiste nella costruzione di una proposta della comunità globale di internet per concludere il contratto in essere con il governo statunitense che aveva potere di veto sulle decisioni di ICANN. Nella seconda fase l’NTIA studia la proposta ricevuta e decide se è conforme alle condizioni poste da NTIA per cedere il controllo, che sono:
1. Supportare e migliorare il modello di governance multistakeholder;
2. Garantire la sicurezza, la stabilità e resilienza del servizio offerto;
3. Rispettare le richieste e le attese di tutti i clienti globali e partner dei servizi IANA;
4. Mantenere l’apertura di Internet quale piattaforma globale senza operare discriminazioni;
5. Garantire che il passo indietro del governo americano non porti ad una gestione che coinvolga altri governi oppure organizzazioni internazionali di natura governativa.

La fase finale è quella di implementazione della proposta e quindi l’assegnazione ad un modello di governance multistakeholder le funzioni di ICANN e la gestione della roote zone di Internet senza avere più la supervisione del governo USA.

L’NTIA chiese all’ICANN di convocare le parti interessate a livello globale per sviluppare una proposta di transizione dell’attuale ruolo svolto da NTIA nel coordinamento del sistema dei nomi di dominio DNS. Il DNS può essere definito come un grande archivio, contenente le corrispondenze tra i domini e gli indirizzi IP. La sua funzione è quella di evitarci di ricordare l’indirizzo IP di ogni sito che vogliamo visitare, inoltre NTIA pose delle condizioni per la transizione:
1. Presentare il progetto di transizione con dei mesi di anticipo per i necessari tempi di approvazione;
2. Assicurare la gestione del DNS in maniera più sicura e responsabile;
3. Evitare il coinvolgimento dei governi nella gestione.

Lo IANA stewardship transition Coordination Group (ICG) è formato da circa trenta persone in rappresentanza di tutti gli stakeholder interessati ed ha il compito di confrontare i vari documenti prodotti dalle parti coinvolte nel servizio IANA per elaborare una proposta unitaria. Il gruppo inoltre è composto anche da cinque rappresentanti governativi delle regioni riconosciute da ICANN e sono nominati dal Government Advisory Committee (GAC) di ICANN. ICANN ha costituito anche due gruppi interni, il primo è il Cross Community Working Group (CWG), all’interno del quale sono rappresentate le constituency presenti nella struttura di ICANN ed si occupa delle funzioni relative ai nomi di dominio. Il secondo gruppo Enchancing ICANN Accountability Cross Community Working Group (CCWG) si occupa dei problemi relativi all’accountability cioè la responsabilità legale e legittimazione non solo relativa alla transizione IANA ma nel suo complesso anche di tutta la struttura di ICANN.

Le responsabilità politiche e di vigilanza per le funzioni Domain Name, Address e parametri del Protocollo di IANA risiedono in tre “comunità operative” indipendenti, ciascuna delle quali ha elaborato tre proposte.

La prima Comunità operativa riguardante il Domain Name ha Proposto di:
• Formare una nuova, un’entità giuridica separata, post-transizione IANA (PTI), come affiliato di ICANN che sarebbe diventata la IANA Functions Operator for Names, in contratto con l’ICANN. La giurisdizione legale in cui ICANN risiede deve rimanere invariata;
• Creare un Comitato permanente (CSC) responsabile del controllo dell’esecuzione da parte dell’operatore a seconda delle esigenze contrattuali e delle aspettative del livello di servizio.
• Stabilire un processo multistakeholder di recensione alle funzioni IANA (IFR) per condurre recensioni sulle prestazioni delle funzioni di denominazione.

La seconda Comunità operativa, quella di Addresss, ha proposto che:
• ICANN continuerà a servire come funzioni la IANA Functions Operator per le risorse numeriche per svolgere tali servizi nell’ambito di un contratto con i cinque Registri Internet regionali i RIR;
• Essere stabilito un contratto di assistenza di livello (SLA) tra i Registri Internet regionali e la IANA Numbering services operator;
• La Review Committee (RC) è composta dai rappresentanti delle comunità provenienti da ogni regione per consigliare i RIR sulle prestazioni della IANA Functions Operator’s e l’adesione ai livelli di servizio individuati.

La comunità IETF per i Parametri del Protocollo ha espresso soddisfazione per il regime attuale e ha proposto:
• Che gli aggiornamenti dei parametri del protocollo di registro IANA continuino a funzionare giorno per giorno, come hanno fatto per l’ultimo decennio o più;
• Per continuare a contare sul sistema di accordi, le politiche, e la supervisione di meccanismi creati da IETF, ICANN, e IAB per la fornitura dei protocolli dei parametri funzionali correlati di IANA.

Tutte e tre le comunità sono esplicitamente impegnate a coordinare con gli altri interlocutori ed ICANN per garantire la stabilità e il buon funzionamento delle funzioni di IANA durante la transizione.

Il 31 luglio 2015 l’ICG ha pubblicato un invito a presentare commenti pubblici sulle proposte combinate di transizione. La richiesta di osservazioni pubbliche si conclude l’8 settembre 2015. L’ICG ha ricevuto circa 157 commenti provenienti da una vasta gamma di soggetti interessati, comprese le persone, le comunità operative, organizzazioni di sostegno e comitati consultivi all’interno della comunità ICANN, le imprese e associazioni di categoria, gruppi della società civile, i governi e altri provenienti da tutte le regioni del mondo. Una maggioranza significativa dei commenti, il 65%, sono stati generalmente favorevoli alla proposta o hanno espresso sostegno accompagnato da domande, richieste di chiarimento, o critiche. Una piccola minoranza di commenti, l’11% si oppone alla proposta o complessivamente alla IANA Stewardship Transition il 9%. Il resto non ha fatto una chiara indicazione di sostegno o di opposizione per la proposta (15%). L’ICG ha poi esaminato e discusso i commenti ricevuti ed ha inviato domande di chiarimento alle comunità operative; ha concluso affermando che ciascuna delle singole proposte è stata sviluppata in maniera aperta, inclusiva e che ciascuna sia stata concordata con il consenso di ciascuna comunità. Le tre proposte risultano chiare, complete, compatibili, interoperabili, realizzabili e soddisfano i criteri stabiliti da NTIA.
IANA dispone del Database Roote Zone che contiene le registrazioni ufficiali degli operatori dei domini di primo livello. IANA delega a sua volta i domini di primo livello nazionale a gestori operativi ed una volta inserito un TLD nella roote zone, IANA riceve ed elabora richieste di routine dai gestori TLD, al fine di cambiare le informazioni relative al server di identificazione ccTLD nella roote zone o i dati amministrativi dell’organizzazione. I seguenti cambiamenti nella roote zone sono autorizzati dal Ministero del Commercio statunitense in conformità dei termini del contratto tra ICANN e quest’ultimo per le funzioni di IANA e sono distribuiti secondo quanto previsto dall’Accordo Cooperativo di ricerca e Sviluppo (CRADA) tra VeriSign e il Ministero del Commercio statunitense. Il 4 marzo 2015 l’ NTIA ha infatti chiesto ad ICANN e a VeriSign di lavorare su una proposta per poter attuare nel miglior modo possibile la transizione del ruolo amministrativo ricoperto dall’ NTIA nella gestione della roote zone. Lo scopo di tale richiesta è quello di preservare la sicurezza, la stabilità e la resilienza del DNS di Internet. La proposta va riassunta sotto il nome di Roote Zoone Maintainer Agreement (RZMA) ed entrerà in vigore allo scadere del contratto IANA.

La proposta finale di Transizione IANA approvata nel marzo 2016 si può riassumere nei seguenti punti:
• Verrà istituita una nuova entità giuridica denominata Post Transition IANA (PTI) affiliata ad ICANN;
• ICANN stipulerà un contratto con PTI, trasferendo a quest’ultima entità i diritti ed obbligazioni per svolgere le finzioni di IANA ed agire quale IANA Function Operator (IFO);
• Sarà istituita una commissione permanente la Costumer Standing Commitee (CSC) che avrà il compito di monitorare le attività operative e il livello del servizio offerto da PTI;
• Saranno proposti ed esaminati cambiamenti alla Roote Zone e al rapporto con i Maintainer della stessa.

Conclusioni

Il progetto di Transizione IANA ha attratto l’attenzione di molti governi, dato che il significato politico legato al fatto che il governo USA cede il controllo di supervisione di IANA è percepito come un arretramento essenziale che potrebbe avere ripercussioni anche nel settore industriale ed economico, ma in realtà non è così dato che il ruolo di supervisione di IANA aveva una caratteristica di tipo segretatile e notarile ed i valori economici connessi nella gestione del DNS e del servizio IANA sono poco significativi. La transizione IANA rappresenta un interesse anche per le imprese degli USA e per l’e-commerce globale, le imprese americane e mondiali si affidano ad un DNS globale di Internet sicuro e stabile ed ha l’obbiettivo di facilitare la libera circolazione dei beni e dei servizi online. Il Governo degli Stati Uniti si oppone ad un controllo di Internet da parte delle Nazioni Unite, infatti il piano di transizione non sostituisce il ruolo di NTIA con una soluzione che coinvolga altri governi oppure organizzazioni internazionali di natura governativa.
ICANN non gode dell’immunità antitrust pertanto le leggi sulla concorrenza degli Stati Uniti continueranno ad applicarsi ad ICANN, inoltre il Dipartimento della Giustizia non ha individuato significativi problemi di concorrenza riguardo alla transizione. La transizione non comporta il trasferimento o la cessione di proprietà in violazione della Costituzione del governo USA.
In sostanza nessuno controlla o possiede Internet si tratta di una rete decentrata che ha operato attraverso la collaborazione e il consenso di una vasta gamma di soggetti interessati, prevalentemente del settore privato.

D’ora in avanti se qualcuno vorrà chiedere il dominio .Paris o .Catholic non sarà più il governo americano ad avere l’ultima parola; dal punto di vista pratico la transizione non condurrà a conseguenze avvertibili dagli utenti ma gli effetti della transizione d’altro canto hanno un significato simbolico e politico dato l’abbandono di una funzione di supervisione da parte del governo USA.
Il governo USA durante il periodo di approvazione della proposta di transizione IANA si trovava in pieno periodo di campagna elettorale e una parte del partito Repubblicano iniziò a fare una campagna per impedire la transizione, le principali motivazioni furono:
• Rivendicare la proprietà intellettuale del governo USA sul servizio IANA e i relativi controlli connessi, ritenendo pertanto improprio e considerato come danno intellettuale cedere tale funzione;
• Interrompere la supervisione avrebbe implicato mettere in pericolo la libertà di Internet, collegando ciò alle possibili iniziative degli stati autoritari come Russia e Cina.

“Queste argomentazioni sono difficilmente difendibili dato che il servizio IANA non ha niente a che vedere con la libertà di internet a livello globale; in sostanza si danno significati alla transizione di IANA come se si trattasse di tutto l’eco-sistema Internet…”

Sitografia