
Medium è una piattaforma editoriale per autori, lo sappiamo.
Una piattaforma smart, che mette al centro del suo mondo l’autore e le sue esigenze, senza strafare. Quest’ultimo è forse l’aspetto fondamentale: un ambiente essenziale e pulito. Protagonista: il contenuto.
Il suo approccio (anche tecnico) non è dissimile da quello dei blog su LinkedIn ed ha ispirato anche le famigerate “note” di Facebook.
Medium risulta essere anche la piattaforma che molte aziende usano come “blog” aziendale.
Ad esempio #Adobe gestisce molti canali informativi al suo interno (ne ho contatti più di 8, inclusi: Behance, Adobe Creative Cloud e Adobe Portfolio) ma anche marketplace come Creative Market, punti di riferimento come Creative Commons e Artsy e tanti altri.
In effetti era più o meno questo il ruolo di #Tumblr, anni addietro, prima che la stima verso la piattaforma calassero drasticamente (quanti sanno che il sito worldwide del franchise “Transformers” era ospitato proprio su Tumblr?).
Medium in 10 note + 1
Quello che in molti non sanno, sottovalutando Medium si riassume nei punti seguenti da considerare, distribuiti in ordine sparso perché sono bastardo dentro.

1 — Il profilo utente è volutamente “scarno” ma serve più da “account” in sé che da vero e proprio blog. Personalizzare le preferenze e gli interessi agevola i suggerimenti offerti dalla piattaforma, come accade un po’ dappertutto online. Quando pubblichiamo un post (che su Medium si chiamano “Storie”) possiamo anche integrarle in una “pubblicazione”. Una sorta di “magazine” aggregativo personale (vedi punto 3, a seguire).

2 — Ogni profilo dispone anche delle “Storie” ispirate al noto formato Instagram, qui presenti con un prodotto sottilmente diverso.
Si chiamano “Series” e non svaniscono dopo 24 ore. La loro è una struttura molto flessibile, gradevoli visivamente (ovviamente godibili anche in chiave “mobile”) e soprattutto si possono organizzare (o ri-organizzare) implementando schede di testo e immagini a piacere.

Nell’immagine in alto illustro la fase di modifica. Date un’occhiata qui: https://medium.com/series/concept-art-97aae79f9794
In fase di test sono arrivato a 31 “schede” e potevo andare avanti. Ideale anche per una presentazione lunga in sequenza. Si noti anche la possibilità di inviare a sé stessi l’anteprima.
Niente male.

3 — Ogni profilo può generare delle “pubblicazioni” tramite la sezione il menù espandibile al quale si accede tramite l’icona in alto a destra. Tali strutture, di fatto multiple (ciascun autore può generarne più d’una), hanno il compito di offrire agli utenti un’area dall’aspetto più aggraziato (mantenendo la semplicità del layout di piattaforma) ma soprattutto organizzato aggregando a piacere le “storie” (ovvero i contributi) di ciascun autore.
L’ordine dei post, la struttura della sua griglia e le pagine sono personalizzabili facilmente.
Accedendo ad una pubblicazione una seconda icona (con relativo menù contestuale) farà capolino in alto a destra.
La sua forma diversa (nel mio caso quasi identica alla prima) ne identifica il ruolo e dispone le funzioni di accesso alle modifiche del menù, delle sotto-pagine e del layout.

La figura in alto mostra il modo in cui, combinando i pulsanti al di sotto di ciascun “blocco” possiamo riordinare in “fasce di contenuto” le griglie, offrendogli l’aspetto che desideriamo o l’organizzazione tipica dei veri e propri magazine online.
Completano lo scenario “banner” personalizzabili (il mio è appena al di sotto della copertina) e grafica a piacere nella “slide” di apertura, anch’essa dotata di alcune opzioni di personalizzazione.

Quindi, scritto un contributo (che va nel nostro account generale) si può decidere di aggregarlo ad una nostra pubblicazione, cliccando sul pulsante in basso a destra.

Per modificare una pubblicazione, personalizzare URL, descrizione, immagine in evidenza, note di copyright e altro: pubblica l’articolo, entra in modalità modifica (rotellina in alto a dx) e clicca quindi sui 3 pallini che sostituiranno la “rotellina”.
Info sulle pubblicazioni in questa pagina.
In questa seconda pagina tutorials dedicati alla gestione del layout.

4 — La “Membership”: come funziona?
Medium nel tempo ha varato la sezione “Membership” per i contenuti speciali che possono generare utili agli autori. Nella colonna del profilo account può far capolino la voce “Medium Partner Program” che ci proietta nella sezione dedicata all’eleggibilità dei contenuti. Altro segnale può essere l’invito ad abbonarsi per continuare la lettura. Ovvero ciò che fanno tanti quotidiani, troncando l’articolo dopo qualche riga.
Gli autori che non hanno ancora attivato la funzione (comunque NON obbligatoria) possono mantenere la visibilità pubblica dei contenuti.
Così farò io, mi sembra ovvio.
Info generali qui: https://medium.com/membership
Ecco un esempio di articolo “troncato”: clicca qui.

Se invece sei un autore e ti ritrovi con un messaggio a sovrastrare il tuo post (come in figura) non ti allarmare e leggi qui.

5 — II sistema dei “Claps”, ovvero il “multi-like”. Scorrendo un articolo troverete sulla sinistra oppure in fondo, prima dei commenti, l’icona di due mani che applaudono.
Tempo fa è stata introdotta un’icona che, a suo modo, fece scalpore a causa del suo funzionamento.
Un ruolo che oggi, invece, conosciamo bene grazie alle storie suu Facebook e Instagram: per ogni “click” sull’icona, infatti, ciascun utente potrà assegnare più di un like a ciascun contributo (esiste un limite di 50 click per post).
Una standing ovation digitale, in pratica. Info qui.
6 — L’editing degli articoli, oltre a permettere una formattazione rapida (selezionando il testo) consente anche l’aggiunta di note private (vedi immagini al punto 7), di evidenziare porzioni di contenuto ovunque su Medium (gli highlights) ed il ridimensionamento veloce delle immagini a corredo del testo, posizionadosi al di sopra dell’immagine stessa.
Nota a margine: la prima immagine fa anche da copertina (a meno che specifichi altrimenti nelle impostazioni dell’articolo, in alto a destra, accanto alla campanella. Quei 3 pallini nascondono preziose funzionalità, dagli un’occhiata;))



7 — I Ruoli utente su Medium sono previsti per le pubblicazioni.
Oltre al ruolo di Owner (proprietario) è possibile integrare anche Editors e Writers. Nulla da invidiare a Wordpress e altre piattaforme editoriali, in questo senso ;)
Ecco che le “note” dei post citate al punto 6 acquisiscono maggior importanza.

8 — Bozze ed auto-salvataggio sono un toccasana. Facilitano la scrittura e non si rischia mai di perdere parte del testo scritto o dei contenuti caricati.

9 — Risposte ed “Highlights”: il flusso utente.
All’interno dei Social Media ciò che ci contraddistingue è la percezione della nostra identità presso il pubblico, tutti gli altri cioè.
Tale percezione è la somma costante di tutte le nostre attività. Quel che pubblichiamo, quel che clicchiamo o commentiamo, quel che agggreghiamo in playlist o condividiamo nei nostri canali.
“Reactions”. Così le definiamo, sommariamente.
Su Medium tutto diventa parte in causa dell’account utente.
Anche le risposte date a qualsiasi pubblicazione online oppure l’aver messo in evidenza un passaggio chiave o una citazione trascritta da altri utenti su questa piattaforma.
Un bell’assist al profilo di ogni autore.


10 — La versione “App” non ha nulla di meno di quella desktop. Ingrandendo l’immagine qui allegata potete farvene un’idea.
Maggiori informazioni e link diretti per il download qui: https://help.medium.com/hc/en-us/articles/115005056008-Download-Medium-apps
11 — Tutte le altre features più importanti, per chiudere questa “lezione” (vista la sua lungaggine) su Medium.
- Tutti i link vengono rapidamente tradotti in anteprima visiva tramite un veloce e tradizionale copia-incolla della sua URL. Video inclusi.
- Esiste la possibilità di “espandere” gli strumenti di Medium con add-ons di vario genere. Per esempio: Upscri.be (form newsletter — qui un esempio a fondo pagina), Mailchimp (tramite link al form, tutorial qui), POWr (vari strumenti implementabili) e persino CodeCanyon di Envato che ci ricorda anche la possibile “connessione” a Wordpress.
- Esiste un FeedRSS per gli autori, sempre utilissimo. Info qui.
- La sezione Help ci offre anche una prospettiva lato SEO (da valutare).
- Esiste anche un’effettiva utilità nell’uso dei Tag (vedi immagine di seguito). Un esempio: https://medium.com/search?q=webinar

Termino l’articolo con la pagina Wikipedia dedicata alla piattaforma, l’account GitHub di Medium e l’auspicio di averti chiarito le idee.
Magari anche quello di averti convinto a diventare autore.
Ti e Vi aspetto su Medium Italiano :)
Art
Ps: Si, l’articolo è lungo ma è omni-comprensivo. Quindi il titolo di “Guida Rapida” lo lascio. Stacce. -.-
