Francesco col look alla Steve Jobs che fa chic e non impegna

E POI ARRIVA FRANCESCO

Dal boom economico ad oggi la mia, quella dei ragazzi nata negli anni ’80, è la prima generazione che sarà sempre più povera di quella che l’ha preceduta.

Abbiamo avuto la sfortuna di avere l’età di ingresso al mondo del lavoro quando il mondo del lavoro diventava iterinale, delocalizzato, formativo. E abbiamo studiato da quelli del’68 che pare si siano dimenticati tutte le lotte fatte, perché quando la cifra davanti agli zeri è alta è tutto più semplice. Inoltre siamo cresciuti con e l’anti berlusconismo, non leggiamo nulla, non andiamo a votare. Un ottimo contesto mi pare.

Poi, tra noi, ci sono quei poveracci che decidono di mettersi in proprio. Che si trovano a devolvere più di metà dei propri guadagni al grande socio Stato, che in cambio trova sempre modi di in…pecorinare il piccolo imprenditore. Sempre che il giovane imprenditore (prima agevolato con l’IVA minima, salvo poi pagare doppie tasse al momento dello sforamento dei minimi stessi) venga pagato.

Eh sì siore e siori, perché dovete sapere che una cosa che mai avviene è il pagamento della fattura nei tempi contrattuali. Tanto a noi piace essere pagati a seconda di come gira alle grandi corporation. 
Poco importa se facciamo parte di quel gruppo di persone preparate, aggiornate, appassionate da quello che fanno. Ci sarà sempre un motivo per umiliare il nostro operato. Devo solo capire perché io vado in aula il giorno stabilito e invece vengo pagato a discrezione della società che mi ha dato l’incarico.

Ed evito di fare nomi e prezzi delle prestazioni. Tra chi legge qui, su facebook e twitter ci sono menti brillanti che dovrebbero insegnare alle menti consumate sulle scrivanie, tronfie di aver fatto il botto, passando dalla carta stampata all’online. E queste menti brillanti vengono inviate a manifestazioni, eventi, prendendo all’ora la metà di quanto prende Betty, la mia sciura delle pulizie. Perché è una cosa che serve un grande bollino sul cv. Prima o poi servirà, ce lo diciamo tutti, anche se tra noi tutti sappiamo la miseria che c’è dietro.

E quando sei demotivato, sapendo che anche oggi non ti hanno pagato e devi rimandare tutte le tasse, affitti e spese nonostante la tua agenda sia fully booked di cose da fare, arriva Francesco Facchinetti. Che dopo essere stato cantante, presentatore, deejay, autore e Steve Jobs, ora parla di movimento (a)politico. Alché uno si sente ancora più preso per il culo dall’universo intiero.

Sì, perché Francesco, dopo aver blaterato di tecnologia per tutti, prodotta in Italia per scelta, vendendo una cinesata terribile che “mette in soggezione le multinazionali che producono smartphone” (rido da ieri sera) ha deciso che deve dire la sua e fondare un movimento:

Ciao mi chiamo Francesco e sono prima di tutto un padre. Ho 2 figli, Mia e Leone e tra pochissimo verrà al mondo una nuova creatura: una bimba. Da quando sono diventato padre, la prospettiva con cui guardavo il mondo è totalmente cambiata. Prima cercavo a tutti i costi di raggiungere risultati che potessero cambiare solo la MIA vita: diventare famoso, vendere dischi, presentare programmi, etc etc. Ho passato più di 10 anni a correre solo per me senza guardarmi attorno. Poi sono diventato padre e tutto è cambiato. Le priorità si sono totalmente capovolte e la cosa più importante da essere IO è diventata la VITA e il FUTURO dei miei figli. Ed è su questo ultimo concetto che vorrei soffermarmi: IL FUTURO DEI MIEI FIGLI; essendo i miei figli dei bambini ITALIANI allargherei il concetto a FUTURO DI QUESTO PAESE. Non posso pensare che non ci sia una prospettiva, che non ci sia un Paese che abbia voglia di aiutare, stimolare e premiare i giovani. I Giovani al giorno d’oggi sono come delle Ferrari chiuse in un GARAGE. Sanno di essere potenzialmente pronti per vincere il GranPremio ma nessuno vuole aprire quella claire: IO INVECE LO VOGLIO FARE! In più siamo un popolo ricco di persone speciali e parlo di tutti quelli che ogni giorno si rimboccano le maniche per mandare avanti questa ITALIA e lo fanno in silenzio, senza sbraitare o protestare. Lo fanno da sempre e da sempre si accollano gli errori fatti da altri.
Tutto questo ve lo dico perché in questa settimana un sacco di giornali hanno scritto che il NOSTRO movimento è qualcosa di politico, nato con un obiettivo ben preciso: FARE POLITICA. Questo assolutissimamente non è vero e vi spiego subito perché: LA POLITICA AL GIORNO D’OGGI NON RISOLVE LE COSE MA LE PEGGIORA. Una volta lo faceva, quando c’erano delle ideologie e il cittadino era messo al centro di tutto. Ora la pianta è talmente marcia che se cerchi di guarirla finisci per ammalarti tu. Per cui abbiamo deciso di risolvere le cose come facevano i NOSTRI nonni: LAVORANDO. Per questo motivo stiamo cercando di creare il NOSTRO movimento, dove tutti siamo sullo stesso piano e tutti abbiamo potere di parola e decisione. Un movimento che analizza i problemi e cerca di risolverli. Un movimento che non grida ma ascolta. Un movimento che non condanna ma risolve. Un movimento che non è statico ma si muove. La prima decisione che dobbiamo prendere insieme è il NOME. La settimana scorsa vi avevo chiesto di trovare il nome del NOSTRO movimento e ne avete tirati fuori tanti, alcuni anche parecchio BIZZARRI Emoticon smile. Sotto nei commenti trovate i 5 NOMI che hanno riscosso più successo e che si giocano la finalissima. Quello che dovrete fare è molto semplice: mettere like al nome che vi piace di più, quello con più LIKE sarà il nome del NOSTRO movimento! Avete tempo fino a Mercoledì 9 Marzo! 3,2,1 VAI CON I LIKE!»

Perché non ci bastavano i grillini. No, ci meritavamo anche il figlio di papà che adesso si sente devoto a una causa. Mi domando perché non si ispiri alla classe di Lapo, che si fa i cavoli suoi e non fa il profeta.
Chi ha reso la politica un giochetto? Noi? No, la gloriosa Prima Repubblica, figlia della DC regina coeli. 
Il rispetto per il lavoro degli altri dovrebbe esserci tanto in Parlamento quanto per strada, nel paese reale (quella parola che la sinistra per sport dice tanto, salvo poi non aver mai piegato una maglietta per avere due spicci, ma allungato la manina al papi), e il rispetto di chi non fa nulla, non produce valore, ci dovrebbe essere nei confronti di chi si fa un mazzo tanto per cercare di essere un cittadino, un lavoratore, un elettore.

E invece no, come dice la mia amica Laura Pausini. Mi devo leggere che:

LA POLITICA AL GIORNO D’OGGI NON RISOLVE LE COSE MA LE PEGGIORA. Una volta lo faceva, quando c’erano delle ideologie e il cittadino era messo al centro di tutto. Ora la pianta è talmente marcia che se cerchi di guarirla finisci per ammalarti tu. Per cui abbiamo deciso di risolvere le cose come facevano i NOSTRI nonni: LAVORANDO.

Così la nostra bella dose di populismo retrogrado ce l’abbiamo anche oggi. Ma la parte più offensiva è sentire uno che non ha mai lavorato in vita sua parlare di lavoro ai giovani che si spaccano la schiena. Ma con che faccia? 
Franci, i nostri nonni ti avrebbero dato una badilata in faccia ogni mattina, per la tua petulanza, per i tatuaggi, per i figli avuti in giro, per aver fatto tutto tranne che lavorare.

D’altra parte è così, se ce l’ha fatta Sivio da Arcore e Donald è alla corsa presidenziale in USA, volevamo toglierci il piacere di avere l’ennesimo urlatore alle folle che così non va ma insieme ce la faremo?

Ma per favore.

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