Foto/Industria 2019

IV Biennale di fotografia dell’industria e del lavoro

Ayzoh!
Ayzoh!
Nov 23, 2019 · 8 min read
Fondazione MAST, Via Speranza 42, Bologna

BolognaFoto/Industria è l’unica Biennale al mondo dedicata alla fotografia dell’Industria e del Lavoro. Quest’anno propone al pubblico undici mostre: dieci allestite in altrettanto luoghi storici di Bologna e una, Anthropocene, al MAST.

Protagonista di Foto/Industria 2019 è il tema del costruire: un‘azione cruciale, intimamente radicata nella natura della specie umana che viene qui esplorata a tutto tondo, dalle sue radici storiche e filosofiche agli inevitabili risvolti scientifici.


Fondazione Mast, Bologna

Anthropocene

Anthropocene è un progetto artistico che indaga l’indelebile impronta umana sulla Terra attraverso le straordinarie immagini di Edward Burtynsky, Jennifer Baichwal e Nicholas de Pencier.

Fondazione Mast, Bologna

Combinando fotografia, cinema, realtà aumentata e ricerca scientifica, i tre artisti danno vita a un’esplorazione multimediale di grande impatto visivo che documenta i cambiamenti determinati dall’attività umana sul pianeta e ne testimonia gli effetti sui processi naturali.

Fondazione Mast, Bologna

Il progetto si basa sulla ricerca del gruppo internazionale di scienziati Anthropocene Working Group impegnato nel raccogliere prove del passaggio dall’attuale epoca geologica — l’Olocene, iniziata circa 11.700 anni fa — all’Antropocene (dal greco anthropos, uomo).

Fondazione Mast, Bologna

La ricerca è volta a dimostrare che gli esseri umani sono diventati la singola forza più determinante sul pianeta.


MAMbo, Museo d’Arte Moderna di Bologna

Spectral City

Stephanie Syjuco combina nei suoi lavori fotografia, video e nuovi media digitali. Americana di origine filippina, ha esposto in alcuni dei più importanti musei internazionali.

Spectral City è un video realizzato con immagini scaricate da Google Earth che ricostruisce il percorso compiuto dal ‘cable car’ di San Francisco nel film “A Trip Down Market Street” del 1906, per realizzare il quale i Miles Brothers avevano montato una cinepresa sulla parte anteriore di un ‘cable car’.

Pochi giorni dopo le riprese il grande terremoto di San Francisco avrebbe cancellato gran parte degli edifici documentati dalla pellicola. Parallelamente, nel video di Stephanie Syjuco l’algoritmo di Google cancella ogni presenza umana.

Completamente deserta, la città appare proprio come dopo un enorme cataclisma. Spectral City è una riflessione sui limiti e le distorsioni della visione delle macchine, sullo spazio pubblico e sul continuo processo di costruzione e ricostruzione della città.


Pinacoteca Nazionale, Sala degli Incamminati, Bologna

Paesaggi della Ruhr

Tra il 1927 e il 1935, Albert Renger-Patzsch, tra i più importanti artisti della Nuova Oggettività tedesca, ha realizzato un’ampia serie di fotografie nella regione della Ruhr, ottenendo una dettagliata rappresentazione di uno tra i più archetipici paesaggi industriali europei.

Pinacoteca Nazionale, Sala degli Incamminati, Bologna

Il risultato è l’unico lavoro di Renger-Patzsch che non sia stato realizzato su commissione, un autentico capolavoro della fotografia documentaria e modernista che ha successivamente influenzato numerosi autori, tra cui i coniugi Bernd e Hilla Becher e i maggiori rappresentanti della cosiddetta scuola di Düsseldorf.

Pinacoteca Nazionale, Sala degli Incamminati, Bologna

Ora le 70 fotografie di questa mostra sono più importanti che mai: costituiscono un fondamentale supporto visivo per il dibattito sull’urbanistica, la crescita delle città e la rigenerazione del paesaggio delle zone minerarie.


Biblioteca Universitaria di Bologna

Prospecting ocean

Videomaker e fotografo italiano di fama internazionale, Armin Linke lavora da molti anni sui temi della trasformazione del territorio e delle forze economiche e politiche che la promuovono.

Biblioteca Universitaria di Bologna

Prospecting Ocean è uno studio, realizzato grazie alla collaborazione di scienziati, tecnici e legali, sullo sfruttamento delle risorse marine e l’amministrazione dei fondali di tutto il mondo.

Biblioteca Universitaria di Bologna

Realizzate con speciali veicoli sottomarini a controllo remoto e altri strumenti tecnologici all’avanguardia, le immagini mostrano ciò che risulta normalmente invisibile, svelando un denso intrico di macchinari e tubazioni per estrarre e distribuire risorse preziose.


Fondazione Cassa di Risparmio in Bologna

Tires/Viscose

Tra i protagonisti della street-photography al fianco di autori come Henri Cartier-Bresson e Robert Frank, l’ungherese André Kertész ottiene la cittadinanza americana nel 1943, potendo così esercitare il mestiere di fotografo negli Stati Uniti.

Celebre per le istantanee che esprimono l’irresistibile vitalità della città e delle persone che la popolano, realizza i suoi più importanti lavori su commissione l’anno successivo.

Nel pieno della guerra fotografa prima per la celebre rivista Fortune la fabbrica di pneumatici Firestone, impegnata a rifornire le truppe al fronte, poi gli stabilimenti della American Viscose Corporation, concentrandosi sul rapporto tra uomo e macchina e sulla ricerca per la produzione di una fibra artificiale.

Rarissimi e inediti, questi reportage evidenziano i tratti tipici del lavoro di Kértesz: i dettagli di un filo o di una mano al lavoro sono trattati come preziose nature morte | web

Palazzo Bentivoglio, Sotterranei, Bologna

Prospettive industriali

Tra i più celebrati artisti italiani del secolo scorso, Luigi Ghirri ha plasmato un intero immaginario fotografico, trasformando gli oggetti della propria quotidianità e l’intero paesaggio circostante in autentici strumenti di riflessione concettuale.

Palazzo Bentivoglio, Sotterranei, Bologna

Al fianco della ricerca personale, Ghirri ha realizzato importanti nuclei di lavoro per l’architettura, la pubblicità e l’industria. La mostra presenta per la prima volta in maniera estesa il rapporto tra Ghirri e la commissione industriale.

Palazzo Bentivoglio, Sotterranei, Bologna

Le fotografie realizzate per Ferrari, Costa Crociere, Bulgari e Marazzi, in gran parte inedite, vengono presentate insieme a materiali che raccontano l’intero processo di lavoro di Ghirri, dagli album di provini originali alle cartelle finali, strumenti preziosi per approfondire la carriera di un protagonista assoluto della storia della fotografia | web


Pinacoteca Nazionale, Palazzo Pepoli Campogrande, Salone d’Onore, Bologna

H+

Il Transumanesimo è un movimento che si dà come obiettivo quello di migliorare le performance cognitive, psichiche e fisiche dell’uomo attraverso l’utilizzo della scienza e della tecnologia.

Spesso abbreviato con la sigla H+, è il soggetto della mostra del fotografo svizzero Matthieu Gafsou, tra i maggiori talenti emergenti sulla scena internazionale.

Pinacoteca Nazionale, Palazzo Pepoli Campogrande, Salone d’Onore, Bologna

Il progetto costituisce una vasta ricerca su questo fenomeno, svolta all’interno di istituzioni scientifiche, laboratori e comunità in diversi paesi.

Pinacoteca Nazionale, Palazzo Pepoli Campogrande, Salone d’Onore, Bologna

A partire dalla capillare diffusione degli smartphone, che costituiscono ormai l’estensione del corpo di miliardi di individui, il lavoro documenta dispositivi e innovazioni che vanno dai supporti medici (pacemaker, protesi, arti cibernetici) agli innesti di microchip, dai cibi sintetici alle strategie anti-invecchiamento | web


Palazzo Zambeccari, Spazio Carbonesi, Bologna

Olympia

Olympia è il più ambizioso e visionario progetto realizzato dall’artista belga David Claerbout. Protagonista è il celebre Olympiastadion di Berlino, noto per avere ospitato le olimpiadi del 1936, progettato dall’architetto Werner March.

Secondo il suo progetto originario, lo stadio dovrebbe resistere per mille anni: tale era infatti la durata attesa dai gerarchi per l’intero ciclo del Terzo Reich.

Per questo lavoro David Claerbout si è dunque chiesto come dovrebbe apparire l’Olympiastadion tra un millennio, sviluppando un complesso software di computer grafica che simula il degrado dell’architettura in tempo reale in una proiezione di grande formato, fino alla sua totale sparizione.

Genus Bononiae, Musei nella Città, Oratorio di Santa Maria della Vita, Bologna

Porto di Genova

Lisetta Carmi è senza dubbio tra i fotografi più importanti del Novecento italiano. Nell’ambito di Foto/Industria sono esposti due suoi lavori, entrambi realizzati nel 1964.

Il primo è un progetto sul porto di Genova, dove ritrae con la medesima intensità le forme maestose e terrificanti e la fatica degli uomini.

Genus Bononiae, Musei nella Città, Oratorio di Santa Maria della Vita, Bologna

Il secondo è una serie sull’Italsider, ugualmente realizzata a Genova, ancora in gran parte inedita e caratterizzata da un evidente slancio sperimentale, per cui astrazione e lavoro sono combinati in una indissolubile quanto potente amalgama.

Accompagna la mostra la musica di Luigi Nono, che visita con Lisetta Carmi gli stabilimenti dell’Italsider nel 1964, ne registra i rumori e li pone alla base della sua composizione “La fabbrica illuminata” | web


Istituzione Bologna Musei, Museo Internazionale e Biblioteca della Musica, Bologna

A certain collector B

I rifiuti sono un inevitabile oggetto di attenzione e dibattito nel contesto della Tecnosfera. Per via della loro natura in gran parte tecnologica e artificiale, minacciano l’umanità con tempi di smaltimento sempre più lunghi: decenni, secoli, a volte addirittura millenni.

Istituzione Bologna Musei, Museo Internazionale e Biblioteca della Musica, Bologna

Il fotografo giapponese Yosuke Bandai li mette al centro del proprio lavoro che costituisce insieme una riflessione estetica e filosofica.

Per le sue immagini, egli raccoglie una serie di rifiuti e altri materiali trovati e ne fa una serie di sculture minime e fragili, che durano il tempo di una ripresa fotografica.

Il risultato sono immagini insieme attraenti, misteriose e disturbanti, fuori scala, frutto di un attento processo di revisione in cui gli oggetti di partenza, pure rimanendo del tutto riconoscibili, sono completamente trasformati.

Fondazione del Monte di Bologna e Ravenna, Palazzo Paltroni, Bologna

Arquivo Urbano

Délio Jasse è tra i giovani fotografi più interessanti del panorama internazionale. Protagonista di numerose mostre personali, ha rappresentato il proprio paese, l’Angola, alla 56esima Biennale di Venezia.

All’interno di Foto/Industria, Jasse presenta il suo ultimo lavoro: Arquivo Urbano, una serie dedicata alla capitale dell’Angola, Luanda, città abitata da 8 milioni di persone che dovrebbero duplicare entro un decennio.

Realizzate attraverso la sovrapposizione di diverse immagini, le opere di questo progetto rimandano al passato coloniale che si riflette nelle facciate degli edifici e promuovono una complessa riflessione sul futuro, già evidente nello stile moderno delle nuove costruzioni.

Jasse guarda al passato e contemporaneamente realizza una sorta di utopia architettonica che rimanda all’incertezza della crescita delle nuove metropoli africane.


La Fondazione MAST

Ente non profit internazionale legato al gruppo industriale Coesia e concepito come tramite tra l’impresa e la comunità, la Fondazione MAST nasce nel 2013 con l’intento di condividere con la città la sua missione culturale.

Laboratorio multifunzionale in cui sperimentare nuovi modelli di welfare aziendale, il MAST è un luogo aperto alla città, di condivisione e collaborazione che ospita diverse attività.

La PhotoGallery con mostre temporanee dedicate alla fotografia industriale e del lavoro, curate da Urs Stahel, è oggi l’unica istituzione al mondo dedicata alle immagini del mondo del lavoro.


I testi sono tratti dal sito web di Foto/Industria. Le immagini sono realizzate dai fotografi di Ayzoh!: Elisa Amati, Giulia Zhang, Dorin Mihai e Claudio Maria Lerario.

A visual diary of Ayzoh’s journey across the full spectrum of human emotion

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The collective of photographers, writers, designers and explorers of all kind behind Ayzoh Magazine | https://www.ayzoh.it

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