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CHE COSA HA A CHE FARE LA FILOSOFIA CON LA TECNOLOGIA? Diario semi-serio del primo anno in mondora

di Alessia Belli

Mi chiamo Alessia Belli e da un anno lavoro come filosofa in mondora

CAPITOLO UNO

UN ANEDDOTO

Vorrei iniziare con la storia singolare di come tutto è iniziato. Nel luglio 2017 ho visitato l’ufficio di mondora perché ero interessata a capire come l’azienda mettesse le persone al centro. Ricordo di aver parlato a lungo con Francesco Mondora (co-CEO) e di avergli chiesto, alla fine del nostro incontro, che cosa secondo lui mancasse ancora all’organizzazione. La sua risposta, diretta, è stata: “un filosofo”. Assorta nel pensiero di come la filosofia mi avesse accompagnata, in tempi e con sembianze diverse, per l’intero arco della vita, i miei occhi furono improvvisamente catturati dall’apparizione di Michele, fratello di Francesco e co-CEO dell’azienda. Aveva in mano una bicicletta e addosso un completino simile ad un frac, con tanto di papillon disegnato. La confusione regnava sovrana. Quel giorno ho lasciato mondora con molte idee che frullavano in testa ma, soprattutto, con l’immagine di una finestra aperta e di due traiettorie che si erano incontrate.

Michele Mondora

CAPITOLO DUE

UNA QUESTIONE DI SCETTICISMO

Quando dico che lavoro come filosofa in un’azienda, molte persone sgranano gli occhi in segno di stupore. Subito dopo compare un leggero sorriso sulla bocca e infine arriva la fatidica domanda: ma cosa significa essere filosofa in un’azienda? Il loro sguardo rimane fisso, sospeso su di me, indubitabilmente vestito di scetticismo. Penso che questa situazione, ormai abituale, derivi da un pregiudizio ostinato, ovvero che la filosofia non abbia nulla a che fare con la dimensione del fare. È un peccato, perché la filosofia è in realtà portatrice di una conoscenza pratica e utile. D’altra parte, ogni persona è potenzialmente filosofa, nel senso che ognuno ha una sua visione del mondo, pone domande filosofiche come “chi sono io?”, “Da dove vengo?”, “Qual è il significato della vita, del mondo?”. Il senso di sorpresa appartiene potenzialmente ad ogni essere umano

La vera arte di vivere consiste nel vedere il meraviglioso nella vita quotidiana.
(Pearl S. Buck)

CAPITOLO TRE

ESPLORAZIONI FILOSOFICO-TECNOLOGICHE

In che modo la filosofia e un’azienda che si occupa di tecnologia sono collegate e, aggiungo, necessarie l’una all’altra?

  1. CUCIRE UN MOSAICO

La filosofia è come un filo che cuce le singole parti in una visione d’insieme, quel filo che unisce ciascuno/a di noi al contesto nel quale lavora e alla società che abita. Tre parti che sono profondamente interconnesse ma di fatto scarsamente integrate. “Qual è il senso del mio lavoro?”, “Perchè sono qui?” Ogni tema che viene affrontato passa in prima battuta dal coinvolgimento e dalla consapevolezza individuale, come esseri umani che portano la loro unicità in uno specifico universo lavorativo. Ci lasciamo attraversare e provocare da linguaggi diversi, ognuno dei quali è prezioso per radicare un tema nel profondo: passi di letteratura, brani musicali, foto, cinema…tutti alleati in questa importante pratica di “spacchettamento” dei contenuti e dei significati, per andare oltre l’apparenza, ciò che sembra evidente, ma che in realtà è complesso, sfumato e a volte ambiguo.

Laboratorio di filosofia, riprenderci il tempo

2. IL MIO CORPO, LA MIA MENTE, IL MIO CUORE

Cosa saremmo senza le nostre emozioni? Senza la malinconia, la gioia o la tristezza che ci abitano anche quando ci troviamo sul posto di lavoro? Dall’idea di una persona integrata, la filosofia si snoda lungo percorsi che uniscono mente, cuore e corpo. In questo senso la filosofia è anche il filo che unisce le parti essenziali dell’essere umano, in un abbraccio inclusivo: il mio pensiero è radicato in questo corpo e in questo cuore, che fanno di me la persona che sono. In “un’azienda cuore”, quale mondora, le emozioni diventano il canale privilegiato per portare un’idea, un concetto a comprensione e consapevolezza, perché questo si incide nella carne viva del sentire. E’ anche così che la persona torna ad essere una, nella sua complessità di essere pensante, senziente e, soprattutto, incarnato. Si può praticare filosofia seduti attorno ad un tavolo, oppure su cuscini appoggiati per terra, in una stanza o nel terrazzo, all’aria aperta. Possiamo semplicemente stare, oppure muoverci, guardarci negli occhi o ascoltarci da remoto….tante modalità per quanti possono essere i modi di vivere e conoscere.

Laboratorio di filosofia

3. ESSERE UMANI

Ogni tema, che si snoda in vari incontri, è un viaggio attraverso le dimensioni del vivere: individuale, lavorativa e sociale, ma anche razionale, emotiva e corporea. Perché se è vero che dopo un’esperienza non ti porti a casa nulla, di fatto tu sei cambiato. Ed è questo che anima gli incontri di filosofia: dare vita ad esperienze di rottura e, dalle crepe, aprire passaggi verso l’umano, sia questo il sé o l’Altro.

Dal diario di bordo, che racchiude le voci di chi partecipa agli incontri:

“Eperienza intensa e forte. Sensazioni inattese e piacevoli, anche se fuori comfort-zone. Ritorno con una sfida”

“Incontro non programmato e inatteso e quindi l’effetto sorpresa è stato ancora più intenso e piacevole. Il tema trattato e la metodologia usata ha sicuramente instillato il seme della curiosità e un primo spunto di interesse che dovrà essere coltivato per diventare nel tempo un nuovo punto fermo nel lavoro quotidiano.”

4. ESSERE e FARE

Qual è l’impatto di un pensiero informato, consapevole e critico sul lavoro che si fa? Qual è il rapporto, cioè, tra ciò che si pensa e di cui si fa esperienza e la dimensione dell’essere lavoratore/lavoratrice? La sfida che ci troviamo di fronte ha una portata fondamentale, quella di dare concretezza ai pensieri, affinché acquisiscano piena cittadinanza nei luoghi dove lavoriamo, nelle nostre relazioni così come nei progetti che ideiamo e gestiamo. I pensieri non sono coltivati per generare autoreferenzialità o virtuosismi estetici, ma hanno un risvolto estremamente pratico, quello di plasmare attraverso la parola e i gesti, ambienti e relazioni che vorremmo più inclusive e giuste.

Laboratorio di filosofia con Felice Tagliaferri: verso l’altro/a

Come viviamo, quindi, la filosofia? Come vocazione all’intero, come sguardo riflessivo e critico e, soprattutto, come pratica etica quotidiana.

Se siete curiosi/e, nel prossimo articolo parleremo di un caso concreto, un esempio di come un pensiero maturato anche durante alcuni incontri filosofici, abbia contribuito a far emergere un proposito di cambiamento che si è infine tradotto in una bellissima pratica all’interno dell’organizzazione.

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