B Calm and B Corp
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Conservare il senso di comunità lavorando in remoto

L’anno scorso a quest’ora chiudevamo per la prima volta il nostro ufficio, ignari che quella che si prospettava come una pausa temporanea, sarebbe diventata la nuova normalità. Con il passare dei mesi, l’esigenza dovuta alla pandemia, infatti, si è trasformata in una scelta: lavorare tutti in smartworking.

Questa configurazione offre diversi vantaggi: permette alle persone di organizzarsi più liberamente, genera un flusso di informazione unitario, consente di mitigare l’impatto ambientale dovuto al consumo di carburante, usato per recarsi in ufficio. Tuttavia, questa modalità di lavoro ha un grande prezzo: la riduzione della socializzazione.

Se andare in ufficio può essere vissuto a volte come un fastidio, questo luogo offre l’innegabile vantaggio di essere punto di aggregazione. La routine, fatta di lavoro fianco a fianco, caffè, pranzi e aperitivi, ci fa sentire a casa, facendoci sviluppare un senso di appartenenza.

E’ per questo motivo che ci siamo attivati per cercare di ricreare, all’interno dello spazio virtuale, quelle consuetudini e quei momenti informali che permettono di sentirsi parte di un gruppo di persone unite dal lavoro, ma non solo.

Conoscersi meglio dal mattino

Una delle prime idee che abbiamo implementato è tanto semplice quanto efficace: iniziare la giornata con una domanda di check-in.

Semplici questioni come “Qual’è il tuo piatto preferito?” “Dove ti piacerebbe andare in vacanza?” “Ti piace sciare”? fanno sì che ognuno prenda qualche secondo per raccontare qualcosa di sé, e, allo stesso tempo, scoprire qualcosa dei propri colleghi. Favoriscono un inizio di giornata disteso, un po’ come quando si entra in ufficio e si scambiano quattro chiacchere, prima di mettersi alla scrivania.

I compleanni

I nostri nonni lo sanno bene: le feste sono prima di tutto scuse per riunire i parenti, che altrimenti non si vedrebbero mai. Allo stesso modo, i compleanni possono essere degli eventi che consentono ai colleghi di prendersi qualche momento per stare insieme, dedicandosi alla persona festeggiata.

Abbiamo deciso, da quest’anno, di celebrare i compleanni mondoriani, stimolando la “cerchia” di colleghi del festeggiato a organizzare degli auguri personalizzati, spesso accompagnati da un brindisi virtuale. Per farlo, ci basiamo sulle passioni e sugli hobby di chi compie gli anni, così da utilizzare l’occasione anche per conoscere qualcosa di più sulla sua vita.

Festa di compleanno virtuale a tema anime

Un destino comune

Secondo Kurt Lewin, uno dei padri della psicologia sociale, il gruppo si percepisce come tale se ha uno scopo comune. Per questo motivo è facile che team che lavorano su progetti diversi si allontanino, iniziando a vedersi come il “noi” e il “loro”. Riunirsi, anche saltuariamente, per lavorare a qualcosa che interessa tutti può aiutare a ritrovare il senso di comunità.

Visual recording di una sessione co-creativa

Nel 2020 abbiamo iniziato un lavoro di revisione dell’Handbook aziendale con metodo sociocratico. Per farlo, tutti i colleghi sono stati invitati a partecipare a dei meeting di co-creazione, durante i quali vengono elaborati i vari argomenti. Si parla, si discute, si costruisce insieme il futuro di mondora. Un’occasione per ritrovarci a fare un’attività che impatta tutti.

E infine, il divertimento!

Inutile negarlo, una delle attività che generano maggiori legami tra i colleghi sono i momenti informali: le cene, le pause caffè, i giochi…

Non potendo organizzare questo tipo di eventi dal vivo a causa della pandemia, abbiamo collaborato con Pieter Spinder e Myrna Hoed di Innovaness per realizzare un gioco di connessione a premi, che spingesse le persone a unirsi in team spontanei e collaborare, oltre che a divertirsi commentando gli artefatti altrui.

Una delle idee per il gioco di connessione

mondora arriva a casa: le veggie boxes

Condividere il cibo è un gesto primordiale che segna l’appartenenza ad una comunità. In ufficio capitava spesso di pranzare insieme, oggi invece è il cibo mondoriano che arriva a casa nostra sottoforma di cassettine con i prodotti coltivati dai farmer. Manteniamo quindi un legame direttamente con il territorio valtellinese, tramite la frutta, la verdura e i prodotti derivati, tutti rigorosamente biologici. L’arrivo mensile delle veggie boxes diventa un evento atteso, che genera dialogo tra i mondoriani, che si scambiano opinioni, foto e idee su come cucinare i prodotti di stagione.

Uno dei consueti video dei nostri farmer

E in futuro?

Le esperienze associative da remoto e le altre iniziative si sono rivelate utili a mantere un senso di identità in mondora, nonostante la lontananza. Tuttavia, ci piacerebbe, pandemia permettendo, organizzare anche dei gathering in cui trovarci tutti insieme dal vivo, per ritrovare per qualche giorno il senso di vicinanza che solo la presenza può dare. Magari in un bel posto dove potersi rilassare e costruire piacevoli ricordi!

Queste sono le nostre idee per consolidare il senso di comunità lavorando in smartworking, cosa ne pensi? Hai altre pratiche da suggerirci?

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