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La forza della consapevolezza

Perché è il momento di parlare di salute mentale sul luogo di lavoro

Un fenomeno nascosto

Come mostrato da questo video dell’associazione britannica Time to Change un grosso problema affligge la nostra società: molte persone soffrono di un disturbo mentale e non ne parlano.

Secondi i dati dello studio “Global burden of disease”, infatti circa il 13 per cento della popolazione mondiale, più o meno 971 milioni di persone, è afflitto da una forma di disturbo mentale.

L’associazione benefica britannica Mind cita una statistica secondo cui una persona su quattro, ogni anno, soffrirà di una qualche forma di malattia mentale.

Chi paga?

La presenza di malattie mentali può interferire con la produttività e l’attività lavorativa.

Ansia e depressione a livello globale provocano una perdita di un trilione di dollari ogni anno in mancata produttività.

Negli USA, la depressione provoca ogni anno la perdita di 400 milioni di giorni lavorativi. Nello UK, 91 milioni.

Ma, secondo il Center for Workplace Health degli USA, l’80% dei lavoratori è ostacolato dal richiedere il giusto trattamento dalla vergogna e lo stigma associati alla depressione.

Frequenti in chi non riesce a chiede aiuto sono poi l’auto medicazione tramite alcool e droghe, che intensificano ulteriormente il problema.

Insomma numeri alla mano, la malattia mentale può essere davvero considerato l’elefante nella stanza della nostra cultura del lavoro contemporaneo. Ma è un elefante che è necessario iniziare a guardare se vogliamo risolvere, o quantomeno gestire, la situazione.

Rispondere al problema

Diversi studi hanno dimostrato che le organizzazioni che presentano un’attenzione particolare alla salute mentale riportino migliori performance, engagement, minore turn over ed, in generale, maggior benessere.

Infatti, il primo passo per migliorare la condizione di chi soffre di un disturbo mentale è l’ammettere di avere un problema e chiedere aiuto. Ma questo si può fare solo in un contesto che permetta di esprimere la propria fragilità e non neghi l’esistenza di problemi così ampiamente documentati.

Sebbene tendiamo a separare la nostra vita privata dal contesto lavorativo, il disagio mentale emerge, nostro malgrado, anche in questa situazione. Come indicato dalla National Alliance for the Mentally Ill (NAMI) il lavoro è il centro della vita contemporanea. Per questo motivo non si può considerare l’ufficio un mero luogo dove si guadagna lo stipendio necessario a vivere la “vera vita” fuori, ma un contesto che fa pienamente parte di questa vita.

Work is at the very core of contemporary life for most people, providing financial security, personal identity, and an opportunity to make a meaningful contribution to community life. Source: NAMI (15).

L’influenza che può generare un ambiente lavorativo accogliente o viceversa stigmatizzante, su una persona con disturbi mentali è enorme e può incidere notevolmente sul decorso della malattia, sulla produttività dell’individuo e infine sui costi per l’azienda e la società intera.

Per questo motivo parlare del problema della salute mentale sul luogo di lavoro e abbattere lo stigma che lo circonda è fondamentale.

Il valore della crisi

Infine, un’operazione di consapevolezza rispetto ai disturbi mentali può portare un secondo beneficio.

Infatti, la malattia può essere vista come l’espressione di un problema che riguarda anche il contesto in cui la persona è inserita ed utilizzarla come specchio per poterlo osservare e migliorare.

Come sostenuto da diverse teorie psicologiche, una patologia può essere la risposta ad una situazione insostenibile per l’individuo. E la malattia, per quanto dolorosa, è il mezzo che permette di mettere in luce questa situazione.

Per questo la malattia mentale, in quanto crisi, può essere un’utile strumento per vedere cosa non funziona nella nostra società, o nel contesto lavorativo.

Essa può essere usata come guida per trasformare questo contesto in una struttura più sostenibile ed ecologica.

Fonti:

Bateson G., “Verso un’ecologia della mente”, Adelphi

https://www.internazionale.it/notizie/mark-rice-oxley/2019/06/19/malattie-mentali

https://www.scuoledipsicoterapia.it/news-ed-informazioni/che-cos-e-la-malattia-mentale.html

American Psychiatric Association,(2013), Manuale Diagnostico e Statistico dei Disturbi Mentali, Raffaello Cortina, Milano

https://www.msdmanuals.com/it/casa/disturbi-di-salute-mentale/panoramica-sulla-salute-mentale/trattamento-della-malattia-mentale

https://www.passaggilenti.com/manicomi-italiani-nascita-e-chiusura/

https://www.quotidianosanita.it/scienza-e-farmaci/articolo.php?articolo_id=71189

Cozza M “Disuguaglianze e salute mentale”, NÓOς — Aggiornamenti in psichiatria, Vol 24 N 2, 2018, pag. 79–96, Il Pensiero Scientifico Editore.

Elbogen EB, Johnson SC “The intricate link between violence and mental disorder: results from the national epidemiologic survey on alcohol and related conditions”, Arch Gene Psychiatry 2009, 66, pag. 152–161.

Crump C, Sundquist K, Winkleby MA, Sundquist J “Mental disorders and vulnerability to homicidal death: swedish nationwide cohort study”, BMJ 2013, 346: f557.

https://progettoitaca.org/curare-la-malattia-mentale-si-puo/

https://www.forbes.com/sites/carleysime/2019/04/17/the-cost-of-ignoring-mental-health-in-the-workplace/#4e7fbb333726

https://www.mentalhealth.org.uk/a-to-z/s/stigma-and-discrimination

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