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Quale futuro per la mobilità sostenibile?

di Anna Vullo

Il 5 Novembre nella sede milanese di TeamSystem, in via Cornalia 11, si è svolto il nostro terzo Food for Thought. Il format, che prende spunto dai Learn&Lunch americani, è nato con l’obiettivo di riunire intorno a un tavolo rappresentanti di aziende e clienti di mondora per condividere best practice ed esperienze su temi che ci stanno a cuore. Incontri a numero chiuso, della durata massima di due ore, in cui vogliamo che i nostri ospiti si sentano liberi di raccontare le buone pratiche (o le pecche) delle loro imprese, di fare domande e, perché no?, di lanciare provocazioni.

Abbiamo parlato di Mobilità Sostenibile, dai miti che ne circondano la diffusione alle importanti trasformazioni in atto e le opportunità per le aziende. Oltre all’Assessore alla Mobilità del Comune di Milano Marco Granelli, hanno portato il loro contributo Pierangelo Soldavini del Sole 24 Ore, Tiziano Fasolini di Nestlé, Gregoire Chove di Arval, Andrea Saviane di Blabla Car, Massimo Bello di Wekiwi, Thomas Greco e Michele Principato di Sorgenia, Michele Mondora, fondatore di mondora con il fratello Francesco, e Alessio Raccagna di Lime, la start up americana che sta lanciando sul mercato italiano i monopattini elettrici.

Il nostro keynote speaker Gianni Catalfamo, ingegnere nucleare e fondatore di OneWedge, start up di reti di caricatori per veicoli elettrici, ha illustrato l’inevitabile e progressiva elettrificazione del mercato delle quattro ruote e, dati alla mano, ne ha sottolineato vantaggi e problematiche. Quante emissioni genererà la produzione di batterie? Avremo energia sufficiente per alimentare le nuove flotte di veicoli elettrici? Quanti anni saranno necessari per avere un numero di caricatori pari ai distributori di carburante?

Pierangelo Soldavini, convinto (e spericolato) sostenitore delle due ruote, ha preconizzato un futuro — si spera prossimo — in cui la mobilità sostenibile dovrà essere integrata con quella urbana, e ha rimarcato la necessità di sistemi di trasporto diffusi e multimodali; le amministrazioni locali, dal canto loro, dovranno impegnarsi a potenziare e rendere capillare la rete di infrastrutture per velocizzare gli spostamenti.

L’Assessore alla Mobilità Granelli ha evidenziato la difficoltà di vincere le resistenze dei cittadini ad abbandonare l’auto a favore di mezzi meno inquinanti, più sostenibili e in definitiva più umani. Tant’è, il Piano urbano della mobilità sostenibile del Comune prevede una “digestione” lenta e graduale, quasi omeopatica: in passato l’Area C, oggi l’area B che, a scaglioni programmati e successivi, vieta l’accesso a vaste aree della città ai veicoli più inquinanti. E così via, anno dopo anno, aumentando il parco dei veicoli in sharing, verso un orizzonte sgombro da emissioni (il traguardo è il 2030) e sempre più popolato da pedoni e ciclisti. Una politica ancora timida se confrontata con le città europee all’avanguardia; ma la spinta propulsiva c’è, e bisogna riconoscere che tra le grandi città italiane Milano si distingue come modello.

Il fattore culturale è cruciale nel rallentare il cambiamento, hanno concordato gli ospiti. Tuttavia la rivoluzione è ormai in atto. Il motore sono le nuove generazioni; parola dei più giovani, come Alessio Raccagna di Lime, secondo il quale nel giro di pochi anni gli attuali veicoli alimentati a benzina o a gasolio saranno anacronistici (per i promotori dello sharing come Blabla car, possedere un’auto è già fuori moda!).

Raggiungeremo il centro delle grandi città con mezzi pubblici green o veicoli elettrici, magari a guida autonoma, per poi coprire le brevi distanze con biciclette, scooter e monopattini in sharing. Noi di mondora premiamo già le persone che vengono in sede con mezzi ecologici: il programma Cycle2work prevede incentivi economici per ogni chilometro percorso in bicicletta o a piedi verso il luogo di lavoro.

In corsa ci ha raggiunti anche il Console Generale del Perù Augusto Salamanca, Paese dall’economia in forte crescita, anche se attualmente parecchio in bilico sul piano politico. La cucina peruviana, variegata e buonissima, è stata protagonista del buffet che al termine di ciascun Food for Thought offriamo ai nostri ospiti. Cibo non solo per la mente: per continuare a nutrire lo scambio di idee. Che ancora una volta si è confermato ricco di spunti e mai banale.

Un sentito grazie per la partecipazione a: Il Sole 24 Ore, Nestlé, Arval, Sorgenia, Blabla Car, Lime, Wekiwi, a Michele Mondora, all’Assessore Marco Granelli, al Console Augusto Salamanca. Un grazie speciale al nostro keynote speaker Gianni Catalfamo di OneWedge.

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