Zuckerberg racconta cos’è Jarvis, l’AI per la gestione di casa (sua).

“Code to connect”, questa è la vision che Zuckerberg ha raccontato al mondo nel corso dell’ultima Facebook Developer Conference in quel di San Francisco lo scorso aprile.

Mark Zuckerberg ha voluto sottolineare fin dai primi passi mossi sul palco del Fort Mason Centre come la strategia di Facebook guardi direttamente al prossimo decennio: “Ten years road map to connect the world”. Cosa accadrà da qui a dieci anni? Il mondo come lo conosciamo cambierà radicalmente, questo è sicuro. Intelligenza Artificiale e Realtà Virtuale stanno compiendo passi da gigante e diventeranno molto presto parte integrante della nostra quotidianità. L’interazione tra noi umani e tra noi e il mondo che ci circonda subirà un brusco cambio di paradigma.

“One connection, one innovaction, day after day, after day”.

Un processo infinito, connettere ed innovare giorno dopo giorno, perché il mondo va veloce e restare indietro non è un’alternativa percorribile. In questo contesto Facebook si inserisce come player che vuole (e può) giocare un ruolo da protagonista.

Definire e circoscrivere oggi Facebook come mero Social Network risulta essere ingeneroso, ma soprattutto significherebbe commettere un errore grossolano. Costruire un grande ecosistema attorno ai propri prodotti, connetterli tra loro e renderli alla portata di chiunque. Questo è Facebook oggi, un enorme ecosistema all’interno del quale convivono e interagiscono un numero sempre maggiore di tool e strumenti.

VR, domotica, IoT e AI, queste le opportunità per innovare davvero. Non è difficile immaginare come queste siano le tecnologie che tracceranno i solchi all’interno dei quali si giocheranno sfide del prossimo futuro.

“Building Jarvis”.

“My personal challenge for 2016 was to build a simple AI to run my home — like Jarvis in Iron Man.”

Con questa frase Mark Zuckerberg apre il post Building Jarvis attraverso il quale ha voluto aggiornare la community circa i progressi fatti nello sviluppo del suo progetto per la realizzazione di un assistente virtuale per casa sua, un vero prototipo di Smart Home. Quella dell’AI per la casa era la sfida personale che il CEO di Facebook si era posto per il 2016 e ieri sera ha voluto fare un piccolo punto della situazione.

Il prototipo di Intelligenza Artificiale realizzato dal buon Mark può interagire con lui grazie allo smarphone o al computer ed è in grado di controllare alcuni aspetti di casa sua come luci, temperatura, elettrodomestici, musica, sicurezza ma, e qui sta la vera sfida, può imparare i suoi gusti e le sue abitudini. Jarvis utilizza alcune tecniche di intelligenza artificiale come l’elaborazione del linguaggio naturale, il riconoscimento vocale e facciale e l’apprendimento per rinforzo [scritto in Python, PHP e Objective C].

L’ostacolo più grande che Zuckerberg si è trovato a dover affrontare è stato senza dubbio quello di riuscire connettere tra di loro tutti i dispositivi all’interno di casa sua. Per renderlo possibile è stato necessario andare a modificare direttamente l’hardware di ogni singolo device/elettrodomestico.

“Before I could build any AI, I first needed to write code to connect these systems, which all speak different languages and protocols”.

Perché soluzioni tecnologiche come Jarvis possano impattare sulla quotidianità di ognuno di noi è perciò necessario che si realizzino due condizioni fondamentali: che sempre più device possano connettersi tra di loro e che l’industria sviluppi API e standard comuni che permettano ai dispositivi di dialogare tra di loro.

Altro tema estremamente importante è quello del linguaggio e della possibilità di allenare l’AI ai cambiamenti di contesto. Ad esempio lo stesso identico comando potrebbe voler dire due cose totalmente differenti se pronunciato da persone diverse.

In ogni caso, per tutti gli approfondimenti su Natural Language, Vision and Face Recognition, Messenger Bot, Voice and Speech Recognition, vi consiglio di dare un’occhiata al post originale che trovate qui.

La chiusura del numero uno di Facebook è probabilmente una delle parti più interessanti del post. Quella di Jarvis per Zuckerberg è stata “an interesting intellectual challenge” che continuerà a portare avanti realizzando un’app Android, nuovi settaggi per i terminali vocali nelle stanze di casa sua e connettendo tra loro sempre più dispositivi.

Il founder di Facebook scrive inoltre che, a suo modo di vedere, nell’arco di 5–10 anni ci interfacceremo con sistemi di Intelligenza Artificiale sempre più accurati per ognuno dei cinque sensi e anche per tutto ciò che ruota attorno al linguaggio.

Ma se nel corso dell’ultimo anno (“I spent about 100 hours building Jarvis this year”) Zuckerberg ha insegnato a Jarvis come fare determinate cose, il reale e dirompente cambio di paradigma avverà solo nel momento in cui potrà (potremo) comprendere come insegnare ai sistemi di Intelligenza Artificiale ad apprendere in piena autonomia.