Intermezzo artistico — ep.2

Riflessione a partire da due opere di Maja Bajevic, un’artista nata a Sarajevo, esposte a Como.

Mankind — Maja Bajevic (foto di Federica Isola)

Ieri, quasi alla chiusura, ho visitato la mostra Com’è Viva La Città, presso Villa Olmo a Como e ovviamente non potevo trovare un po’ di Balcani anche lì.

Sono rimasta particolarmente colpita dalle opere Makind e Mankind 01 dell’artista bosniaca Maja Bajevic. Ammetto di non sapere nulla di lei, ma dalle sue opere, che sono una rilettura dell’attentato dell’11 settembre 2001, ci ho visto le tracce del conflitto bosniaco e del modo in cui Sarajevo l’ha vissuto. Se penso ai vaghi ricordi che ho della guerra, vista dai servizi dei telegiornali della sera, mentre cenavo con i miei genitori, l’immagine ricorrente sono grattacieli infuocati e fumanti: solo andando a Sarajevo ho scoperto che uno di quei palazzi in fiamme era il Parlamento e che quei bombardamenti seminavano il terrore nelle vite dei sarajeviti sotto assedio. Penso che quest’opera susciti grandi emozioni perchè l’artista che l’ha ideata, sa bene cosa si prova a sentirsi in trappola tra fumo e fuoco.

La storia si ripete anche se con declinazioni diverse. Questa affermazione non vale solo per l’11 settembre e la guerra in Bosnia, accomunate in qualche modo in quest’opera ma anche, facendo riferimento al romanzo “Molto Forte, Incredibilmente Vicino” di Safran Foer, per lo stesso 11 settembre e il bombardamento di Dresda durante la Seconda Guerra Mondiale.

In questi giorni è stato spontaneo per me paragonare l’ondata di terrore che ha colpito Parigi con l’assedio di Sarajevo, in entrambi i casi le vite quotidiane delle persone sono state travolte dalla paura, sconvolte totalmente e messe a repentaglio.

Mi auguro che tutte le persone che hanno vissuto in queste situazioni tremende possano trovare la forza di reagire, provino fortemente il desiderio di ricostruire e maturino la capacità di rileggere la storia, proprio come l’artista Maja Bajevic.

PS: Vi ricordo che fino al 5/12 è possibile sostenere il progetto de La Pina al Sos Village di Sarajevo inviando un sms o chiamando da rete fissa il 45593. E’un piccolo gesto, porta via poco tempo ma permette di fare tanto per questi bambini a cui cerchiamo di regalare sorrisi.