Parlando di Sarajevo…

Questa settimana ho la fortuna di parlare di Sarajevo e della mia esperienza in due appuntamenti: domani sera a Como, a un gruppo di giovani dell’Azione Cattolica che sta per partire per un campo di lavoro in Bosnia e giovedì 16 luglio a Milano, nella storica Libreria Popolare della Cisl, in via Tadino, dove con immenso piacere, Lorenza Auguadra ed io, presenteremo il libro “Ho visto sorgere il sole a Sarajevo” (vedi programma) per la terza volta.

Nell’incontro di lunedì dovrò cercare di offrire a questi ragazzi in partenza, un quadro della città, di com’è ora e di quali conseguenze della guerra si colgono ancora nel suo profilo. So già che non sarà facile riportare una realtà tanto multiforme e sfaccettata, ma mi affiderò alle storie che ho appreso in città da testimoni “eminenti” che ho avuto la fortuna di incontrare, come il Generale Jovan Divjak, ma anche dalla gente comune, che, come ho detto già nel post precedente, non parla mai molto volentieri di sè, ma con i propri atteggiamenti, in qualche modo, racconta il proprio modo di essere e la propria storia.

Giovedì sera, invece, alle 18.00, grazie agli amici dell’ANOLF (Associazione Nazionale Oltre le Frontiere) di Milano e dell’ISCOS () presenteremo “Ho visto sorgere il sole a Sarajevo”, il diario dell’esperienza di volontariato di Lorenza Auguadra, sindacalista della Cisl lariana, che nel 2003, si è recata nella capitale bosniaca, a completamento di un percorso formativo, realizzato in provincia di Como fra il 2002 e 2003, promosso da alcune associazioni, fra cui Sprofondo e il Coordinamento Comasco per la pace.

Come recita la nota stampa relativa alla pubblicazione: “Nonostante il libro venga pubblicato a quasi dieci anni dall’avvenimento dei fatti narrati, è sorprendente l’attualità delle situazioni raccontate. È un racconto costruito sul taccuino di viaggio dell’autrice, rivisto al rientro in Italia, tenuto per anni nel cassetto della memoria e del distacco emotivo, nell’incapacità di riuscire a narrare quanto visto, scrutando e ascoltando gli sguardi di chi quel conflitto l’ha vissuto e subito. Sono proprio questi incontri che conducono l’io narrante, l’autrice, lungo tutto il viaggio, che si rivelerà essere un processo di rivisitazione delle proprie certezze e priorità raggiunte e fin lì ritenute tali”.

Il mio contributo in questo progetto editoriale è stato duplice: ho redatto la prefazione del testo dove ho sottolineato quanto la situazione della Bosnia sia ancora lontana dalla ripresa economica e sociale e ho aiutato Lorenza nel trovare una “buona causa” a cui destinare i proventi delle vendite dei libri. Tutti i fondi che verranno raccolti saranno, infatti, destinati al Progetto Thalia, un centro diurno per minori in difficoltà, situato nel quartiere di Grbavica a Sarajevo, gestito dall’associazione Sprofondo Bedzan, che ha come scopo primario la promozione di attività ricreative, culturali e sportive, che favoriscano la collaborazione e la coesistenza tra le etnie presenti in città e in Bosnia.

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