Come dire cose intelligenti sulle isole pedonali

Vendo kit del piccolo assessore all’urbanistica. Usato poco, tenuto bene. Con isole pedonali smontabili. Dai 36 mesi. Nessun titolo di studio richiesto.

Come dire cose intelligenti sulle isole pedonali

Caro letto’, vorrai come prima cosa sapere di che parliamo oggi. Sono stato ispirato da una torbida vicenda recentemente accaduta in una piccola città di provincia italiana, di cui tacerò il nome per una serie di motivi che non svelerò.

(1. la città di provincia non merita il turismo dell’orrore che la milionata di clic che prenderà questo post attirerà come le mosche sulla cacca; 2. questo è un blog di respiro nazionale, ho ben due utenti liguri e sette di milano, non posso mica annoiarli con le stronzatine locali).

Nella piccola città di provincia, che da questo momento denominerò con pseudonimo neutro non denigratorio Unnècosenza, bellissimo posto che potete immaginare incastonato da qualche parte in Friuli sotto le Alpi, è stato di colpo pedonalizzato il pezzo di Via Roma antistante le scuole.

Un fatto senza precedenti che ha stimolato il dibattito (hanno minacciato il sindaco di morte), e ha risvegliato profondo interesse sulle metodologie moderne di pianificazione della viabilità (qualsiasi minchione con un cartina c’aveva la sua).

Ti chiederai adesso letto’, ma “in situazioni del genere è ancora possibile dire qualcosa di intelligente?”. Non ti preoccupare, c’è Barricate contro la Gonzità che ti aiuta a sembrare il miglior urbanista della tua città. Voglio dire, non ti farò declamare il solito “Ma nove per nove farà ottantuno?”: ti ho gugolato il meglio che c’è e te l’ho condensato in una spremuta di robe bellissime e leggende metropolitane raccontate da cugini va-li-dissimi! Cose che se le dici in giro sarai sindaco per acclamazione nell’arco di un paio di settimane.

Scherzo. Non le dire queste cose in giro. Leggi questa analisi pseudoseria degli errori che non devi fare in una discussione sulla viabilità e tienila per te. Ti minano. Ripeto, non capiscono, si incazzano e infine ti minano. In Friuli si dice così.

(Ebbene sì, questa era solo l’introduzione. Ma puoi smettere di leggere e mettere mi piace sulla fiducia, garantisco io.)

“L’ha fatto il sindaco e quindi è una cazzata”. E’ evidente che anche se stai aspettando da sei mesi quel permessino per mettere le gabbiette di arance sul marciapiede, questo non c’entra con l’isola pedonale di Via Roma. Quante volte ti devo dire che certe cose vanno analizzate non in base a chi le ha dette o fatte? E dunque

“L’ha fatto il sindaco e quindi è una cosa leggendaria”. Allora sei proprio de coccio. L’isola pedonale potrebbe non funzionare anche se l’ha messa il tuo sindaco preferito.

“Meno strade più traffico”. Non è così scontato, anzi spesso avviene il contrario. Alcuni arroganti che hanno buttato soldi in titoli di studio inutili sul tema dicono il contrario (qui link pregugolato ad articolo che non cliccherai mai).

“ZTL, isole pedonali. Meno traffico, meno gente, meno commercio”. Facciamo così, prendi un Ryanair qualsiasi verso una capitale europea, che ne so, Helsinki. Le isole pedonali sono enormi, la gente si concentra in questi posti bellissimi, a misura d’uomo, e compra. Compra, mangia, beve, spende. Ricordi quando a Unnècosenza ti sei incazzato per l’isola pedonale di corso Mazzini e poi ti sei trovato la gelateria piena? (Io ho usato due aneddoti per farti capire letto’. Ma gli aneddoti non si usano letto’. Ci vogliono esperimenti ripetuti su base scientifica. Ora però l’articolo te lo gugoli solo così impari).

“Non potrò più ficcare il culo del mio SUV dentro l’ingresso della scuola”. Qui l’articolo ce l’ho ed è la mirabile sezione Trasporti di Nonciclopedia su Unnècosenza. Ho inoltre scoperto gugolando che hanno inventato un oggetto interessante per proteggersi dalla pioggia chiamato fuori dal Friuli “ombrello”.

“Cangia subito si cazzi i sensi unici”. (Trad. dal friulano “Gentile sindaco, volevo informarla che il suo esperimento non ha dato i frutti sperati. La invito pertanto a rivedere le sue intenzioni sulla viabilità in accordo alla mappicella che qui le allego che riporta tutto all’origine”). Questa affermazione è indice di una distorsione cognitiva detta attaccamento allo status-quo. Naturale tendenza a non volere cambiare mai nulla. Si narra appunto di folle urlanti di Unnécosentini che trucidarono sul posto l’uomo che propose per la prima volta di smussare gli angoli delle ruote quadrate.

“Di sicuro la nuova isola pedonale funzionerà”. Sebbene rotatorie e isole pedonali abbiano cambiato, spesso in meglio, il volto dell’Europa, qualche volta non si possono introdurre. Potrebbe essere meglio un incrocio anzichè una rotatoria (hanno dimensioni e proprietà di smaltimento del traffico diverse, ma tu che sei un piccolo urbanista lo sai), e potrebbe essere che l’isola pedonale non sia copribile da sufficienti trasporti, park & ride e punti di accesso. In realtà volevo solo dirti che anche difendere una certa innovazione a spada tratta è un problema cognitivo serio. Non tutto ciò che è nuovo può essere scontatamente buono, morale o accettabile. Per esempio, negli anni ’50 si pensava entusiasticamente che l’energia atomica si sarebbe potuta usare per tutto. E lo sai che Facebook ascolta le tue conversazioni?

[Fine dell’analisi semiseria di cosa non dire in una discussione sulla viabilità. Con tutto già gugolato per te. Come dici? Sei vegano e non mangi i pregugolati? Ne parliamo un’altra volta]

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