Limiti di traffico e d’utilità

L’altro giorno, preparando la valigia per il rientro in Italia per le vacanze natalizie, mi sono accorto che non ho idea di che fine abbia fatto la mia (nano)SIM della Tre. Non la uso da mesi, da quando per università mi sono spostato in Inghilterra. Pazienza, mi sono detto: terrò il numero inglese su terra italica per due settimane. Speriamo sia una cosa fattibile, mi sono detto. Il mio numero inglese appartiene a Three UK, alla quale do £15 mensili, circa 19 euro. Senza contratto: se voglio posso smettere domani di pagare. In cambio ottengo un numero di SMS consistente e intonso (per via di iMessage e WhatsApp), più 500 minuti di chiamate di cui non necessito (uso lo smartphone per tutto, tranne che per chiamare) e una cosa di cui invece sento gran necessità: internet illimitato. Senza limiti giornalieri, senza limiti mensili. Lo specifico perché per gli operatori italiani illimitato è finito con l’essere sinonimo di “tanti GB”: illimitato, ma entro certi limiti. Giornalieri e mensili. No: con Three UK ho internet illimitato, non una versione all’acqua di rose dello stesso. Oltretutto, quando disponibile, si allaccia a rete 4G senza costi aggiuntivi — gratuitamente. Quel numero l’ho fatto due anni fa in un aeroporto, da un distributore automatico, mentre aspettavo la valigia. Stava di fianco a un altro distributore, di bevande: con la stessa facilità e rapidità con cui scelsi cosa bere mi scelsi anche l’operatore — meno di un minuto per un numero di telefono. Perché da nessun altra parte esiste che ti venga richiesta e archiviata la sequenza del DNA per un numero di telefono.

Un piccolo riepilogo dei miei spostamenti ora, per capire dove sto andando con questo post. Due anni fa ero in Inghilterra, poi l’anno scorso sono tornato in Italia, e quest’anno mi trovo di nuovo in Inghilterra. Traduzione: internet illimitato, poi internet limitato a pochi GB mensili, poi di nuovo internet illimitato. Due anni fa ho scoperto che in certe parti del mondo internet illimitato su rete mobile non solo esiste, ma è pure disponibile a prezzo accessibile. Poi sono tornato in Italia e mi sono disperato, e mi sono ricordato di quant’è triste la vita con internet limitato: una lunga e tribolata ricerca mi ha confermato che un abbonamento a prezzo non esorbitante e quantità decente di traffico dati da rete mobile non esiste. Sembra sia concepibile solo per i clienti business. Fallimento. Il meglio che riuscii a trovare fu Tre, 3 GB. Oggi vedo che Tre offre Web senza limiti, ma in realtà con limiti: 500MB giornalieri, 15GB mensili. Lo specificano più sotto nella pagina web dell’offerta: i limiti che non esistono sono di tempo. Ma che bravi.

Ciò che ho avuto modo di notare — passando da internet limitato a illimitato, e poi essendo stato costretto a tornare al primo — è quanto vari l’esperienza d’uso di un iPhone a seconda del tipo di connessione. Dopo avere provato internet illimitato, tornare al primo mi ha riportato alla memoria i tempi di quanto si doveva spegnere il modem, altrimenti la bolletta saliva. È anche la differenza fra l’avere una linea normale e affidarsi a una chiavetta. La seconda è limitante, la prima apre molte possibilità — cambia le regole del gioco. Così come il nostro uso di internet è cambiato con l’arrivo di connessioni illimitate (a casa), aprendo nuove possibilità e creando nuovi servizi, l’arrivo di una connessione senza limiti di traffico su mobile cambierà l’uso che facciamo degli smartphone stessi. Ma perché ciò avvenga non basterà fare un pochettino meglio, non basterà dare uno o due GB in più al mese: ne servono infiniti. Serve che non ci sia più un limite su quanto possiamo scaricare da mobile.

C’è stato un aumento dell’utilità dell’iPhone, e un cambiamento nell’uso che ne faccio. Non ho più alcuna canzone archiviata in locale: solo Spotify. Certe mattine, dal bus, guardo un episodio di una qualche serie tv su Netflix. Le applicazioni mi si aggiornano ovunque. Se un podcast che seguo pubblica un episodio mentre sono in giro posso ascoltarlo subito, in streaming, senza preoccuparmi. Backup ovunque. Uso Skype senza problemi. Posso aprire qualsiasi link — anche video di YouTube di diversi minuti. Chiamo con FaceTime, in giro per la città. Praticamente non faccio mai — mai — una chiamata normale. Se mi serve il MacBook Air posso trasformare l’iPhone in un hotspot senza crucciarmi di quanto traffico dati mi resterà a disposizione. Posso arrivare a casa senza dover subito attivare il WiFi: che tanto non fa più alcuna differenza. Da metà Ottobre ho consumato circa 25GB da rete mobile. Oltretutto, siccome Three UK offre 4G gratuitamente, la connessione è anche velocissima.

Quello che poi ho scoperto — come conseguenza dell’aver perso la mia SIM italiana della Tre — è che Three UK offre un’opzione simile al nostro all’estero come a casa: se ti trovi in un Paese in cui c’è H3G come operatore puoi usufruire delle tue tariffe e del tuo piano dati come fossi nel Paese a cui il tuo numero appartiene. In questo caso un limite c’è, ma è fissato a 25GB mensili: molto più di quanto qualsiasi operatore italiano offra a quel costo. Da quando sono qua ho scaricato circa 645MB, in roaming. Il paradosso, insomma: è più conveniente andare su internet in Italia con un operatore estero, in roaming, che con una qualsiasi altra offerta di un qualsiasi altro operatore italiano.


Originally published at bicyclemind.it on December 23, 2014.

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