Prima intossicazione — 18.

Nella nostra camera, ora solo tua, ci sono due letti e il mio rimarrà per sempre vuoto.

Ti lamenti, sei seduto sul tappeto e non capisci, hai le mutande e i pantaloni del pigiama fradici di urina, anche la maglia del pigiama, sotto, si è inzuppata, ti intossichi in maniera pesantissima, nostra madre apre la porta e accende la luce, non riesci ad aprire gli occhi, non riesci a parlare, lei sottovoce pronuncia le parole adatte al disastro, non sai cosa possa pensare, ma tutto è perduto per sempre, ci metti tutta l’eternità a capire dove sei, cosa sta succedendo, come si fa a tornare normali, tutta l’eternità.

Esci di casa alle tre di notte col cazzo duro, guidi fino a casa sua e le suoni il campanello, la padrona di casa dorme, per andare da lei devi passare dall’ appartamento della padrona, dalla cucina, non sono cose da fare nel cuore della notte, lei ti apre e ti fa entrare, la scopi, scopate, una due tre quattro volte, poi non sai più cosa fare e torni a casa, lei un giorno ti confessa che l’idea del campanello che suona nel cuore della notte la angoscia, ha paura di essere cacciata di casa e poi lei il giorno dopo lavora, come mai non hai capito queste cose prima da solo?

Guardi l’armadio di fronte a te, è grigio come la morte che ti sta prendendo il corpo, stai morendo e decidi di pregare. Non chiedi la vita salva perché non sapresti che fartene, ci hai messo tanto ad arrivare a questo punto e ci stai riuscendo, tantissima sofferenza in te e in tutti quelli che ti stanno attorno, credi in Dio, ci hai sempre creduto, prima per educazione e poi per esperienza, l’esperienza di Dio non si cancella, ma non è una cosa di cui parlare con la gente, specie se la gente ti capisce, quello è il caso peggiore, chissà cosa capisce, allora preghi e chiedi solo di capire, vuoi capire il senso di tutta quella cosa e poi va bene morire.

Ma non muori. E non capisci.

One clap, two clap, three clap, forty?

By clapping more or less, you can signal to us which stories really stand out.