Tutti contro Bombshell

Odio ingiustificato o cagata fotonica?

Ammetto candidamente di aver seguito lo sviluppo travagliato di Bombshell sin dall’annuncio ma di essermene disinteressato non appena sono iniziate a spuntare recensioni tutt’altro che entusiastiche per il top-down shooter sviluppato da Interceptor e pubblicato sotto l’etichetta di una rediviva 3D Realms. Ancora oggi Bombshell può vantare una media ponderata di ben 43 su 100 su quel famigerato aggregatore di voti che è Metacritic, croce e delizia di un pubblico troppo spesso abituato a fermarsi al numeretto. Persino l’amico e collega Mario Baccigalupi non rimase del tutto soddisfatto del prodotto finale nella sua recensione pubblicata su TGM (momento spam selvaggio), fermandosi alla soglia della sufficienza.

Questi e tanti altri fattori mi hanno spinto a rivalutare l’acquisto del gioco, lasciandomi però con la voglia di provare con mano e saggiare la bontà — o meno — di Bombshell, magari approfittando di un forte sconto in modo tale da perderci il meno possibile in caso si fosse rivelato davvero un titolo pessimo. È così che, in occasione dei saldi di Steam di qualche giorno fa, ho colmato questa lacuna grazie a un meno novanta percento da non lasciarsi assolutamente sfuggire: per poco più di tre euro ho avuto modo di provare le avventure della bella Shelly “Bombshell” Harrison, una mercenaria con un potentissimo braccio bionico e armata fino ai denti che ha il compito di salvare il presidente degli Stati Uniti e sventare così la solita invasione di un esercito alieno.

La trama, come avrete ben capito, non è di certo il punto forte del gioco, d’altro canto rappresenta un mero pretesto per menare le mani e portare la nostra Shelly in giro per la galassia tra pianeti tanto esotici quanto letali, il tutto cercando di maciullare quanti più alieni possibile. Una linea narrativa che però ben si presta alla struttura ludica di Bombshell: ho già detto che si tratta di uno sparatutto con visuale dall’alto, aggiungo poi che presenta anche alcune dinamiche prese in prestito dagli action RPG di stampo hack & slash, come la progressione a livelli della protagonista e un complesso di quest principali e secondarie che donano ricompense in denaro e punti esperienza. Queste meccaniche sono abbastanza blande ma contribuiscono a fornire una leggera profondità al tutto, senza per questo costringere il giocatore a destreggiarsi tra troppe statistiche. D’altronde Bombshell può essere tranquillamente portato a termine ignorando del tutto la componente action RPG, anche se in questo caso la difficoltà sale moderatamente.

A questo punto la domanda che vi starete ponendo dovrebbe essere: “Sì, ma fa cagare?”. Dal mio punto di vista la risposta non può che essere negativa. Non so come fosse la situazione di Bombshell al lancio, quindi è molto probabile che il gioco fosse terribilmente buggato e di conseguenza almeno su questo fronte le critiche potrebbero essere state abbastanza legittime, tuttavia devo ammettere di non aver avuto particolari problemi a completarlo oggi, a un anno e mezzo dalla release, quindi immagino che i problemi più gravi siano stati risolti. Intendiamoci, questo non significa che lo shooter di Interceptor sia un capolavoro: di difetti ce ne sono, e anche tanti, ma nessuno che possa giustificare tutto l’odio che gli gravita attorno.

Per dire, la critica maggiore che mi sento di dover muovere ai danni di Bombshell riguarda le armi: ce ne sono una decina ma alla fine sono poche quelle che davvero servono a qualcosa. Anche il design dei nemici non è un granché, con pattern di attacco molto simili tra loro, mentre permane la sensazione di trovarsi sempre a maciullare carne da cannone. I livelli sono più o meno ben fatti, ma nessuno brilla per originalità, tanto che i segreti sono telefonatissimi.

Se dovessi definire Bombshell con una parola direi “compitino”: è un prodotto senza infamia né lode, con del potenziale che non è stato sfruttato a dovere, presumibilmente a causa dello sviluppo travagliato. Detto questo, ripeto che davvero non riesco a concepire il perché di tutto questo astio. Se siete interessati dategli una chance. Magari non a prezzo pieno, ecco.

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