Cosa impariamo dalle elezioni britanniche

La situazione nel Regno Unito dopo le ultime elezioni e nuovi possibili scenari. Ma cosa apprende davvero l’Italia da tutto questo?

Theresa May, foto: Daily Mirror.

Anche il sistema elettorale britannico, (fino a stanotte) perfetto: maggioritario e nominale, ha fallito. Non si è trovata una maggioranza. Conservatori e laburisti sono appaiati al 40%, ma nessuno di loro ha raggiunto i 326 seggi: minimo per governare.

Cosa succede adesso? Maxi coalizione con i pariti di centro?

Difficile pensare che i Lib Dems (7%) facciano una nuova coalizione con i Tories (dopo quella Cameron-Clegg): troppo distanti le opinioni sulla Brexit. Difficile pensare che i Dems lavorino con Corbyn; troppo radicale per i moderati guidati da Tim Farron. Impossibile invece considerare gli scozzesi dell’ SNP (3%) nella roulette delle ‘coalitions’.

Mentre i cittadini britannici e FTSE100 si sono svegliati con questi quesiti che li terranno impegnati per i prossimi mesi, in Italia continua la questione sulla nuova legge elettorale.

Matteo Renzi, foto: Huffington Post

Dopo il caos dei giorni scorsi e il naufragio del nuovo tedescum, l’Italia prende tempo e impara dalle ‘snap elections’ di ieri nel Regno Unito. Si deve riflettere su diversi aspetti.

Punto primo, elezioni anticipate e il poco tempo per votare su questioni importanti, vedi secondo voto decisivo in 2 anni (dopo Brexit; giugno 2016). I citizens si sono trovati smarriti: votare Conservative e proseguire con la hard-Brexit; votare Labour e fare un passo indietro sperando in una soft-Brexit.

In Italia, dopo il referendum del Dicembre scorso, le nuove elezioni avrebbero un effetto molto simile a quello britannico. Poco tempo è passato dall’ ultima chiamata ai seggi e i cittadini difficilmente avranno avuto occasione di studiare i nuovi possibili candidati (anche se, come sempre, poco è cambiato).

Punto secondo, le elezioni non hanno mai beneficiato i mercati: oggi la sterlina crolla a picco come mai negli ultimi 10 anni.

Nell’evento di elezioni anticipate, l’instabile equilibrio di Piazza Affari favorirebbe il braccio negativo della bilancia. E questo non farebbe bene alle nostre tasche.

Punto terzo, ha fallito il sistema elettorale ‘First-past-the-post’ elogiato da molti esperti come migliore metodo di votazione.

Nel nostro paese, attualmente si voterebbe con il tanto discusso italicum; ancora in vigore. La questione è ancora aperta, ma difficilmente forza-4 (FI, Lega, M5S e PD) troverà un accordo dopo quanto successo alle ultime votazioni in aula.

Per il momento, l’Euro si gode i punti guadagnati sulla sterlina, L’Italia impara qualcosa in più sulle elezioni e l’ UE, dopo questa instabile linea di Brexit, potrebbe uscirne anch'essa più forte.