Bronte, uno stemma che narra tante storie


Lo stemma è un elemento grafico che, saldandosi nella memoria degli uomini, consente di richiamare alla mente, con immediatezza e precisione, una persona, un gruppo sociale o un territorio.
In origine lo stemma del comune di Bronte non apparteneva alla città del pistacchio, ma venne adottato alla fine del XIX secolo come ripresa dello stemma di Carlo III di Borbone, ad indicare la dipendenza demaniale di Bronte dai re spagnoli.

Consiste in un’Aquila ad ali spiegate, ornata da due corone, che mostra uno scudo in cui sono riuniti diversi stemmi: due aquile, un leone incoronato, una torre, dei gigli e delle palle. I gigli e le palle sono stemma di casa francese borbonica. Il leone, simbolo del regno di Leòn e il castello, emblema del regno di Castiglia, invece indicano le varie dominazioni in Sicilia. La corona è simbolo di città demaniale.
Con le zampe l’uccello sostiene un festone con il motto: “Fidelis­sima Brontis Universitas”, ad indicare i casali riunitisi sotto il nome di Bronte nella prima metà del ‘500. Lo stemma è attraversato da un monile di perle, di colore rosso e con ricami in filo color oro, con al centro lo stemma comunale.
Uno stemma altamente blasonato che però non rispecchia a pieno la storia di Bronte.

Infatti, non furono nobili o guerrieri a fondare la città del pistacchio, bensì l’impegno e il sudore della fronte di agricoltori e pastori, che con il lavoro delle mani hanno costruito il loro futuro e fatto di Bronte un tesoro alle pendici dell’Etna.


Stemma del Comune di Bronte (particolare tratto da un di­pin­to di Giuseppe Politi del 1832 raffigurante l’eruzione dell’Etna dello stesso anno).

One clap, two clap, three clap, forty?

By clapping more or less, you can signal to us which stories really stand out.