Uno scrigno del sapere: la biblioteca del Collegio Capizzi di Bronte

La biblioteca del Real Collegio Capizzi di Bronte, raccoglie gran parte delle opere che formavano la cultura umanistica e scientifica del ‘700. Questo inestimabile patrimonio della conoscenza si deve al lavoro svolto dal fondatore del Collegio: Ignazio Capizzi.Infatti, quando nella metà del ‘700, per ordine di Ferdinando III, vennero cacciati tutti i gesuiti dalla Sicilia, il Capizzi ottenne in dono molti dei volumi confiscati nelle loro biblioteche. Oggi, questo magnifico luogo contiene oltre 21 mila volumi, divisi tra testi scientifici, teologici, letterari e filosofici.

All’interno della biblioteca sono presenti molte opere letterarie dal valore inestimabile: una Divina Commedia con incisioni, stampata a Venezia nel 1536, un’edizione del Canzoniere di Petrarca datata 1563 e un raro dizionario del Calepino del 1571, stampato nella tipografia del grande umanista Aldo Manuzio. Negli scaffali, inoltre, si trovano anche molti classici latini e greci: Senofonte, Tacito, Svetonio, Plutarco, Plinio e Lucrezio, per citarne alcuni. Inestimabili anche un bellissimo atlante geografico del 1692, La Historia d’Italia di Guicciardini del 1587 e un antichissimo volume in lingua orientale.

Questo luogo è rimasto chiuso per oltre quarant’anni, ma da alcuni decenni è stato fortunatamente riaperto al pubblico.La biblioteca del Collegio Capizzi, aperta tutti i giorni, costituisce un patrimonio, culturale e storico, di straordinario interesse ed è un luogo da visitare, amare e proteggere.