Ode ad Andrés Iniesta

Un giovane iniesta con la maglia blaugrana (foto: Wikimedia Commons)

Prima di scrivere questo pezzo ho dovuto riguardare almeno una decina di video Youtube su Andrés Iniesta. Da quando ancora aveva i capelli fino alla sua evidente stempiatura. Sì perché purtroppo noi italiani non è che siamo così amanti del Liga spagnola che, in collaborazione con la Premier League, ci ha scippato il primato di campionato più bello del mondo. E purtroppo solo con poche partite di Champions League non si riesce a cogliere quello che è Andrés Iniesta.

Iniesta ha giocato insieme a dei fenomeni veri. Messi, Ronaldinho, Xavi, Neymar. A volte la sua stella è stata un po’ nascosta da questi funamboli, da Pep Guardiola e dal mitico tiki-taka di cui pur Andrés è stato uno dei principali interpreti e artefici. Ma gli anni sono passati e lui è stato la costante.

Andrés Iniesta con le furie rosse, contro il Chile (foto: Wikimedia Commons)

Tiki Taka

Già, il tiki-taka. Ora va di moda snobbarlo. “Preferisco una squadra concreta”, si sente dire. Stronzate. Il tiki-taka è stata goduria pura. Quantomeno per i tifosi del Barça. Avrei pagato e pagherei ancora, come credo tutti i tifosi del mondo, per vedere la mia squadra dimostrare la propria superiorità ovunque e comunque con una semplicità pacifica, vicina all’arroganza. Poetica. Cercate tiki-taka su Youtube e guardate lui. Iniesta e Xavi Hernandez sono il tiki-taka. Non sbagliano un passaggio: interno, esterno, tacco, testa. Tacco. Di prima. Tacco. Tiki. Taka. Gol.

Tiki-Taka Trio

L’illusionista

Qualche anno fa e prima di conoscerlo bene mi chiedevo perché il soprannome di Andrés fosse l’Illusionista. Non mi sembrava un fenomeno all’altezza dei già citati funamboli (povero me…). Riguardando questi video me lo sono ricordato, il perché. Da una parte letteralmente fa scomparire sempre il pallone dalla portata di qualsiasi avversario. Dall’altra si inventa effettivamente degli spazi che prima non c’erano, o nessuno vedeva. Davvero la palla diventa come un coniglio: a volte te la nasconde nel suo cilindro, a volte te la fa trovare dove non ti sembra possibile che sia. E tutto è facile quando ha la palla lui, per questo non lo noti, come ha descritto perfettamente il compagno Messi:

Fa tutto bene, con semplicità. A volte sembra non stia facendo niente, invece fa tutto. Tutto è diverso con Andrés. La cosa più difficile nel calcio è far sembrare tutto semplice, naturale. Questo è Andrés. (Lionel Messi)

La Roja

Sì, c’è un motivo se la Spagna ha vissuto il suo momento d’oro proprio con Andrès. Pensateci. Nell’era del tiki-taka come mai l’Argentina di Messi non ha vinto niente? Non era lui il fenomeno dei fenomeni? Eppure la Spagna si è portata a casa 2 Campionati d’Europa e il Mondiale del 2010. E l’Argentina di Leo? Zero tituli. Ah, vi ricordate di chi è stato il gol decisivo di quel Campionato del Mondo? Esatto: Don Andrès.

La cosa davvero incredibile è che non gli è stato consegnato il Pallone d’Oro in quell’anno. Cosa di cui France Football si è giustamente scusata.

Dietro le quinte

Amo Iniesta perché mi dà sempre l’impressione di un giocatore che lavora per gli altri. Di qualcuno che fa girare la squadra in cabina di regia, dentro e fuori il rettangolo verde. Mai sopra le righe e mai troppo appariscente. Non serve esultare mostrando i muscoli. Non serve fare scenate. Neppure quando ti ritiri. Per certi versi mi ha ricordato un po’ Alessandro del Piero, o Paolo Maldini. Gente che, al di là della bandiera, ti fa innamorare. Al contrario di questi però a Iniesta va riconosciuta una classe e un savoir-faire davvero incredibili, anche e forse soprattutto al momento di lasciare.

È il giocatore perfetto. Non parla mai di sé, non chiede mai nulla, ma quelli che pensano che sia soddisfatto di giocare e basta si sbagliano di grosso. (Joseph Guardiola)

Il momento di smettere

Perché bisogna anche avere classe nel ritirasi. Non mi è piaciuto molto il ritiro di Del Piero, con due stagioni mediocri nella sua Juventus e poi a trovar fortuna all’estero. Mi è dispiaciuto per quello di Maldini, passato troppo in sordina anche per colpa di qualche imbecille sugli spalti. Ho trovato un po’ kitch quello di Totti davanti allo stadio in diretta TV: ok, lì era una questione di cuore ma anche Er Pupone veniva da 2 stagioni praticamente a scaldare la panca, purtroppo. Iniesta no. Andrès se ne va da titolare di una delle squadre più forti in Europa. Magari andrà anche lui all’estero ma se ne va al top, con un Barcellona eliminato solo da una clamorosa rimonta dei giallorossi (senza Totti). Non è da tutti andarsene così. E anche in questo ha dimostrato di essere un fuoriclasse. Per fortuna potrà dire di averlo visto giocare.
O forse era un’illusione?

Ha forse vinto qualche cosa?

Per finire il “modesto” palmares di Andrés Iniesta Luján. E questi sono soli i titoli di squadra. Qui la lista completa dei personali.

  • 9 Campionati Spagnoli.
  • 7 Supercoppe di Spagna.
  • 6 Coppe di Spagna.
  • 4 UEFA Champions League.
  • 3 Supercoppe UEFA.
  • 3 Coppe del Mondo per Club.
  • 2 Campionati d’Europa.
  • 1 Campionato del Mondo.