Sanità, servizi e tecnologie: esperti a confronto al “Trends in the design of healthcare services and technologies”

Lo scorso 7 ottobre 2016 si è svolto l’evento “Trends in the design of healthcare services and technologies” presso Villa La Quite, Firenze. La partecipazione, accolta in larga parte dai maggiori stakeholder nel settore healthcare, è stata un’occasione di confronto e discussione su importanti temi legati al ruolo della progettazione nell’ambito sanitario. Con un occhio al presente ed uno al futuro, tutti gli interventi della mattina hanno sottolineato a più riprese il ruolo centrale del paziente nella progettazione dei servizi e delle tecnologie healthcare, dando voce anche a difficoltà e criticità legate alla gestione e allo sviluppo di nuove soluzioni digitali.

L’introduzione al dibattito è stata affidata agli organizzatori dell’evento, GRC, ESTAR e BSD, i quali hanno sollevato una serie di spunti e linee guida per la progettazione di servizi e prodotti sanitari.

Riccardo tartaglia, direttore del Centro Gestione Rischio Clinico e Sicurezza del Paziente (Centro GRC), rivendica il ruolo prioritario della progettazione di sistemi più sicuri, usabili ed appropriati, che permettano da un lato di creare un rapporto di fiducia con i pazienti-cittadini e dall’altro di mettere gli operatori sanitari nella condizione di lavorare nel modo più efficace ed efficiente possibile. I temi del patient- and staff-centred rappresentano infatti un punto focale del programma Patient Safety 2030.

Tartaglia_GRC

Enrico Desideri, direttore generale Asl Toscana Sud Est, ha portato a confronto una serie di dati socio economici con lo stato di salute e crescita della popolazione italiana, spostando l’attenzione sul modello del Population Health Management. Emerge chiaramente la necessità di eliminare cattive pratiche su tre fronti: riduzione sprechi (ad esempio, circa il 10% dei farmici è inutilizzabile perché scaduto), frodi ed errori, carenze organizzative.

Nicolò Pestelli, direttore generale ESTAR, l’ente di supporto tecnico-amministrativo di regione Toscana istituito a supporto delle aziende sanitarie ed ospedaliere, fornitori di servizi ai cittadini, focalizza il suo intervento sul concetto di qualità dei prodotti e servizi erogati, soprattutto relativamente alle tecnologie dell’informazione e della comunicazione nella sanità. Due le domande sollevate: è possibile distinguere una qualità dei servizi e delle tecnologie necessaria (obbligatoria) da altre non necessarie (opzionale)? È possibile dare un valore economico ai diversi standard di qualità?

Sebastiano Bagnara, presidente di BSD, ha invece introdotto il modello dei sistemi socio-tecnici, tema chiave dell’intervento di Donald Norman, auspicando quindi un confronto partecipato tra gli attori dell’esperienza italiana e quella californiana, soprattutto in relazione al lavoro e alle ricerche del centro XXX di San Diego, California perseguiti sotto la direzione di Norman.

Bagnara_BSD

Sono seguiti tre dibattiti che hanno avuto come filo conduttore il rapporto paziente-utente con le tecnologie e i servizi sanitari di oggi e domani in termini di user-experience (racconto e progettazione dell’intera esperienza utente con il prodotto offerto) e usabilità (sintesi di efficacia, efficienza e soddisfazione).

Alessandro Pollini, Managing Director BSD, ha aperto le danze con una riflessione sul design dei servizi per l’engagement nella sanità. Cosa significa innanzitutto progettare per il pubblico? Incontrare i bisogni delle persone, strutturare servizi efficienti, supportare l’accesso e la fruizione agli stessi, coinvolgere attivamente le persone. Il punto di partenza per la progettazione di servizi healthcare è costituito dalle persone (paziente, caregivers, operatori, etc) e dal coinvolgimento della stesse nella pratica di cura. Questo aspetto, meglio definito come Patient Engagement, rappresenta un modello in cui operatori sanitari e pazienti cooperano attivamente e congiuntamente per nuove soluzioni terapeutiche, politiche, sistemi e servizi a supporto della pratica clinica. La centralità e l’ingaggio del paziente si declinano, attraverso metodologie di evidence-based design, in servizi la cui progettazione partecipativa, sostenibile e socialmente responsabile racchiude temi come: la consapevolezza del paziente sul suo stato di salute, l’empowerment dello stesso, l’accesso all’informazione, l’inclusione sociale, la diversità, la tutela e la protezione, l’impatto e l’efficienza, a durabilità e la qualità.

Pollini_BSD

Sulla scia di quanto presentato da Alessandro Pollini, Francesco Ranzani, collaboratore GRC, ha ribadito l’importanza del design e delle metodologie adottate dai designer italiani del passato nella progettazione di servizi sanitari funzionali e largamente apprezzati. In particolare, come è possibile applicare quell’approccio metodologico nelle soluzioni healthcare di oggi e domani? Il successo risiede nell’utilizzo di tecnologie d’avanguardia con l’applicazione dei principi cari all’ergonomia e all’usabilità. Ciò significa innanzitutto elaborare strategie e soluzioni che prevengono l’errore umano, sia nella creazione di un modello mentale sia nella fruizione stessa del prodotto, e consolidare le pratiche diffuse più efficienti.

Monica Della Riva, rappresentante di Assobiomedica, porta sul tavolo il caso di un inalatore intelligente per asmatici commercializzato dall’azienda 3M. Il device, chiamato 3M Intelligent Control Inhaler, è stato progettato con una serie di caratteristiche user-centred, in particolare relativamente lo sviluppo del design del prodotto ‘a prova di paziente’ in grado si eliminare eventuali errori critici commessi durante l’utilizzo da parte del paziente. Il device inoltre, garantisce un’inspirazione controllata attraverso una somministrazione personalizzata e idonea ad ogni singolo paziente mediante l’utilizzo di una tecnologia in grado di rilevare l’attivazione del respiro e la velocità del flusso inspiratorio. Tutte le informazioni raccolte sull’inspirazione e sull’utilizzo del dispositivo si trovano registrate in una piattaforma di controllo dati utile a favorire il monitoraggio della progressione della malattia e la gestione della terapia dell’utente.

Don Norman_BSD

La giornata è proseguita con l’intervento di Don Norman, uno dei pionieri dello human-centred design, direttore del Design Lab alla University of California, ex vice presidente della Apple ed Inspirational Advisor di BSD design.