User Experience nei software di Business Intelligence (BI) e Corporate Performance Management (CPM)

Nel corso degli ultimi anni, abbiamo avuto l’opportunità di lavorare alla ri-progettazione User-Centred delle interfacce dei software di Business Intelligence (BI) e di Corporate Performance Management (CPM). Dalle prime attività di analisi sono emerse diverse questioni, in particolare sugli aspetti di interazione e di visualizzazione dati. Ecco una breve sintesi:

  1. Modello di navigazione
    I modelli di navigazione proposti nei software di BI e CPM sono progettati sulla base dei due casi d’uso principali, ovvero la selezione dei dati di interesse e il reporting.
    Nel primo caso, il modello proposto è alquanto semplice poiché focalizzato sulla selezione dei dati di interesse e sulla selezione della tipologia di grafico attraverso il quale visualizzare tali dati. Queste operazioni sono generalmente effettuate attraverso un query panel o una libreria ad hoc, sempre a portata di mano.
    Nel secondo caso, i sistemi elaborano automaticamente delle rappresentazioni grafiche coerentemente con la tipologia di dato selezionato. Soluzioni di questo tipo agevolano da una parte le operazioni di reporting (es.: scelta del grafico appropriato e riduzione delle operazioni da svolgere), dall’altra semplificano il processo di risoluzione di quesiti, poiché le risposte emergono immediatamente mediante la visualizzazione grafica dei dati (es.: qual è l’andamento dei ricavi del mese? Attraverso la selezione dei dati di interesse e la visualizzazione di tali grafici si riesce in breve tempo a rispondere alla domanda).
  2. Rappresentazione dati
    Le soluzioni grafiche proposte sono molteplici, a volte fin troppe, e spesso la più grande difficoltà degli utilizzatori finali consiste proprio nella scelta del grafico migliore per visualizzare certi dati. Tanto per citare qualche esempio di grafici utilizzati nei software di BI e CPM: pie chart, table, auge, map, dot map, columns, etc. Inoltre, molte delle infografiche hanno una duplice natura, che varia a seconda degli scopi: esistono infatti infografiche statiche, maggiormente orientate all’immediata comprensione del dato, e infografiche interattive, che hanno l’obiettivo di invogliare l’utente all’esplorazione e all’approfondimento del dato proposto. L’uso narrativo del colore è un’altra importante strategia di narrazione che però non sempre è sfruttata appieno: l’utilizzo del verde per indicare un andamento positivo e quello del rosso per evidenziare un trend negativo sono tra gli esempi più diffusi di comunicazione immediata del dato.
  3. Interpretazione dati
    L’interpretazione è dipendente non solo dalla capacità del grafico di raccontare il dato numerico e rendere visibili certi fenomeni, ma anche dalle operazioni che posso effettuare sullo stesso e dalle chiavi di lettura che l’utente ha a disposizione. La comparazione, il filtraggio, il monitoraggio di dati di interesse sono alcune possibili strategie che supportano il processo di interpretazione. L’interpretazione inoltre è in stretta correlazione ad altri oggetti quali: l’utilizzo di strumenti di supporto alla comprensione (es.: legende, tooltip, riferimenti), la numerosità delle informazioni proposte (un eccessivo numero di informazioni senza alcuna categorizzazione è spesso causa di confusione ed errata interpretazione dei dati), il linguaggio grafico utilizzato.

L’articolo di Angela Di Massa è stato pubblicato all’interno della piattaforma Open Innovation al seguente link:
http://www.openinnovation.regione.lombardia.it/it/default/search-detail?tipologia=discussioni&slug=la-user-experience-dei-software-di-business-intelligence-bi-e-corporate-performance-management-cpm