Scopri come vivere le case firmate dai più importanti architetti internazionali.

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Aug 23 · 7 min read

Da quando Airbnb è diventata la piattaforma di homesharing più famosa, trovare una casa dove trascorrere le vacanze è diventata una questione di pochi minuti. Sul sito sono presenti oltre 4 milioni e mezzo tra ville, stanze e appartamenti; in pratica, ce n’è per tutti i gusti, anche per i più esigenti.

Infatti, nel mare magnum delle offerte presenti sul sito, è possibile trovare anche alcune residenze d’autore firmate da architetti del calibro di Frank Lloyd Wright e Ricardo Bofill. Possono essere affittate come tutte le altre proposte del sito, con la differenza che una volta arrivati la sensazione sarà quella di trovarsi all’interno di un numero di AD.

Bosco Verticale — Stefano Boeri (Milano)

L’unica casa in Italia tra quelle progettate da architetti famosi si trova a Milano, nel quartiere Porta Nuova. È proprio di fianco ai suoi giardini che sorgono i due prestigiosi edifici progettati da Boeri Architetti, ricoperti da più di 1000 specie di piante.

Integrato perfettamente al verde che lo circonda, questo progetto architettonico è innovativo e in grado di rigenerare l’ambiente urbano, e queste peculiarità lo rendono molto esclusivo. Francesca, 35enne con una carriera nella moda e una vita che si divide tra Londra e Milano, ha deciso però di renderlo accessibile alla community di Airbnb offrendo online il suo appartamento al secondo piano di una delle due torri. «E’ stata la mia prima casa — ha detto Francesca — l’ho arredata con cura, con elementi su misura e pezzi dei migliori brand di design. L’anno scorso per amore mi sono trasferita a Londra e ho deciso di affittarla, nonostante la gelosia iniziale. Oggi però sono felice di condividerla».

Cité Radieuse — Le Corbusier (Marsiglia, Francia)

Per i viaggiatori con destinazione Marsiglia, è possibile soggiornare all’interno di un duplex nell’Unité d’Habitation. Nota anche come come Cité radieuse per via della sua doppia esposizione al sole, sia a ovest che ad est, questo complesso fu ideato da Le Corbusier come un vero e proprio quartiere con negozi, scuole e sale comuni; completava il tutto un sistema di interfono grazie al quale era possibile per i condomini parlare gratis fra loro. E se non bastasse il fatto di trovarsi all’interno di uno dei migliori esempi di architettura “brutalista” — cioè fa largo uso del beton brut, il cemento a vista, così da evidenziare la struttura e accentuare i volumi -, l’appartamento è anche completamente attrezzato e gode di un’ottima vista sul mare.

Muralla Roja—Ricardo Bofill (Alicante, Spagna)

Quest’abitazione ispirata alle Qasba tipiche del mediterraneo arabo è un labirinto di colori. Disegnata da Ricardo Bofill all’inizio degli anni Settanta, la struttura si trova nella provincia spagnola di Alicante e oggi è possibile soggiornare in uno dei suoi appartamenti, gestito per conto dei proprietari dalla simpatica Mariola.

L’idea del suo creatore era quella di dare vita a un complesso che rompesse le regole della divisione tra spazi pubblici e privati, dialogando però con il territorio roccioso che lo ospita.

Per innamorarsene, basta leggere una delle recensioni dei suoi ospiti: «Muralla Roja è una location semplicemente fantastica. L’architettura, i colori, il mare…non ci sono parole per la bellezza di questo posto. Lo dovete vedere coi vostri occhi».

Cube House — Piet Blom (Rotterdam, Olanda)

Il complesso di Kubuswoningen (“case cubiche” in olandese) fu disegnato dall’architetto Piet Blom negli anni Settanta e nacque come vera e propria sfida alle convenzioni secondo le quali “un edificio deve essere riconoscibile come una casa perché possa essere classificato come alloggio”.

Il progetto è infatti caratterizzato da vari edifici a forma di cubo rovesciato, immaginati dallo stesso architetto come un insieme di alberi. Ogni casa è formata da tre piani e in alcuni punti la loro altezza non supera il metro e mezzo; un’esperienza consigliata a tutti gli studenti di architettura.

Municipio di Säynätsalo — Alvar Aalto(Säynätsalo, Finlandia)

Progettato da Alvar Aalto, uno dei più grandi maestri del Movimento Moderno, il Municipio di Säynätsalo apri le sue porte come edificio multifunzionale nel 1951. Al suo interno avrebbero dovuto essere ospitati uffici comunali, negozi, una biblioteca ed appartamenti.

Oggi rimangono solo gli ultimi della lista, ma resta comunque un luogo imperdibile per tutti gli amanti dell’architettura.

L’edificio infatti si rifà sia agli edifici storici italiani, per quanto riguarda la pianta sviluppata attorno a una corte interna, che alla tradizione costruttiva medievale tanto ammirata da Aalto e riconoscibile dal rivestimento di mattoni interno ed esterno alla struttura.

Eppstein House—Frank Lloyd Wright (Galesburg, Michigan)

Frank Lloyd Wright progettò questa casa per un gruppo di scienziati, alla fine degli anni Quaranta. All’epoca si trovava all’interno di un complesso di 21 case, mentre oggi è Marika a gestirla e averla rimessa nuovo. Gli attuali proprietari l’hanno infatti acquistata nel 2016 e hanno deciso di condividere il privilegio di abitarla, ma solo dopo un’accurata ristrutturazione che ha dato nuova vita agli elementi originali e eliminato tutto ciò che invece era stato aggiunto dopo, come ad esempio la piscina.

«Tredici anni fa, quando ci siamo trasferiti in America, abbiamo iniziato a interessarci a Frank Lloyd Wright. Conoscevamo già alcuni sui lavori, ma quando li abbiamo visti dal vivo ne siamo rimasti incantati. — dice Marika — Quando poi abbiamo scoperto che la Eppstein House era in vendita, non abbiamo avuto neanche un secondo di esitazione. Oggi siamo felici di aprire al mondo, grazie ad Airbnb, questa gemma architettonica».

Schwartz House — Frank Lloyd (Two Rivers, Wisconsin)

Nasce da un disegno dell’architetto americano anche questa abitazione, costruita nel 1939 per la famiglia di Bernard Schwartz.

Wright la definì “la casa dei sogni”, ed è facile capire perché. La struttura è in mattoni e cipresso rosso, con un balcone interno che si affaccia sul salotto lungo 65 metri; dalle sue vetrate è anche possibile ammirare l’East River, grazie alla planimetria a forma di T studiata proprio per sfruttare l’esposizione a Est e Sud senza l’ostruzione degli edifici limitrofi.

Off–Grid Ithouse — Taalman Kock (Pioneertown, California)

Se cercate un soggiorno in una casa eco-friendly, magari nel deserto californiano, l’Off-Grid itHouse progettata nel 2007 dallo studio Taalman Architeture è ciò che fa per voi. A farla da padroni qui sono il design green e l’estetica industriale, che dialogano grazie a una serie di componenti prefabbricati e alle ampie vetrate. Proprio grazie a quest’ultime è possibile godere pienamente del paesaggio circostante, immergendosi in un’esperienza unica, come testimoniato dalle numerose recensioni all’annuncio.

Southall Studio — Rudolph Schindler (Los Angeles, California)

L’architetto Rudolph Schindler progettò questa casa nel 1938, per la compositrice e insegnante di musica Mildred Southall. La richiesta della donna era quella di uno spazio funzionale sia per la sua famiglia che per il suo lavoro: il salone, ad esempio, avrebbe dovuto ospitare due pianoforti a coda, lavagne e materiale didattico. Oggi l’abitazione è stata ristrutturata dalla sua host Marjory, che l’ha rimessa a nuovo rispettando però il progetto di Schindler.

Kurokawa House — Craig Steely (Pāhoa, Hawaii)

È alle isole Hawaii che si trova invece la Kurokawa House, un rifugio da sogno con interni in legno realizzato dallo studio Craig Steely Architecture e oggi nelle mani degli host Paul e Mike.

La sua peculiarità principale è la posizione: la casa si trova infatti all’interno di una kipuka, parola hawaiana usata per definire una striscia di vegetazione lasciata intatta da una colata di lava passata intorno ad essa.

Chi ha avuto la fortuna di soggiornarvi, scrive tra le recensioni che «le parole non possono spiegare quanto sia unica questa casa. Il suo design è semplicemente impeccabile».

Villa Vista — Shigeru Ban Architects (Mirissa, Sri Lanka)

È l’architetto Shigeru Ban, vincitore del premio Pritzker, l’ideatore di questa villa situata all’estremità meridionale della baia di Weligama. Il progetto è stato realizzato direttamente per il suo host Koenraad, che nel 2003 decise di commissionare all’architetto la sua casa dei sogni, includendo in essa una piscina a sfioro, una palestra, un rifugio estivo sulla scogliera e un ampio giardino di 8 acri. A disposizione degli ospiti, poi, anche un accesso diretto a una baia semi privata. La motivazione dietro l’idea di Koenraad è molto semplice: «Viaggio spesso, e ho pensato che sarebbe stato bello condividere una casa così meravigliosa e vederla così anche agli altri».

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