Dentro la Milano di Leonardo

Esperienze virtuali e passeggiate tra le vie meneghine per riscoprire la genialità di Da Vinci, a 500 anni dalla morte.

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Nov 29 · 5 min read

Il 2019 è stato (ed è ancora) l’anno di Leonardo; 500 anni dopo la morte di Da Vinci, le celebrazioni hanno coinvolto tutta la penisola e aperto una nuova finestra sulla storia del grande genio rinascimentale.

Tra le città più affezionate, c’è sicuramente Milano. Il capoluogo lombardo è stato infatti sede delle attività del visionario toscano per ben 18 anni. Leonardo vi approdò nel 1482, in cerca di fama e fortuna, portando in dono al Moro una lira, strumento musicale che all’epoca in Italia nessuno sapeva suonare.

La scelta ricadde sulla città meneghina per la sua ricchezza, e Leonardo era convinto che tra le sue mura avrebbe progettato armi e macchine da guerra per la signoria locale; finì invece col progettarvi tutt’altro, fortunatamente. Alla fine, rimase fino al 1500 e oggi è possibile ripercorrere i suoi stessi passi grazie a un itinerario molto particolare.

“You are Leo” è un’esperienza culturale e turistica, tra il reale e il virtuale, che si propone di far rivivere ai suoi partecipanti il passaggio milanese di Da Vinci tramite un visore VR.

Il percorso nella Milano Medievale parte da Piazza Duomo, dall’aspetto completamente diverso da quello odierno, e prosegue verso la chiesa di Santa Tecla fino ad arrivare al campanile di San Gottardo e poi a Santa Maria delle Grazie (virtualmente ancora immersa nel verde della campagna). Quando si indossa il VR è lo stesso Leonardo a parlare, coadiuvato dalla guida che accompagna e introduce i visitatori alla Storia.

L’idea è nasce dalla collaborazione tra Way — We Augment You, start up milanese che opera in ambito culturale e turistico utilizzando la tecnologia della realtà aumentata per offrire esperienze immersive in ambienti a 360°, e Ad Artem, attiva da venticinque anni nella didattica e nella divulgazione dell’arte, oltre che nelle visite guidate. «Un moderno storytelling che alterna il presente al passato. Pensiamo che il divertimento sarà anche riconoscere i luoghi, accostare il Medioevo ai giorni nostri, sognare, emozionarsi, dispiacersi per qualcosa che è andato perduto. È un percorso adatto a tutti, piacevole anche per i bambini, da provare in famiglia, con gli amici», afferma Marco Pizzoni di Way.

Dietro, lo studio e la ricerca di un team multidisciplinare di storici dell’arte e architetti, insieme a digital designer, tecnici 3D e autori, per trovare le giuste fonti e il modo perfetto di trasporre il tutto a misura di VR.

Ma qualcosa della Milano dei tempi di Leonardo è rimasto in piedi anche oggi. Ed è possibile ammirarlo anche senza 3D, con i propri occhi.

La prima tappa di quest’altro percorso parte obbligatoriamente dal Cenacolo Vinciano, nel refettorio della Chiesa di Santa Maria delle Grazie. L’affresco, tra le opere più conosciute di Leonardo, venne realizzato su incarico di Ludovico il Moro tra il 1496 e il 1498. Il duca voleva infatti collocare qui la propria sepoltura, e quindi esigeva che l’intero complesso architettonico della Chiesa e del Convento fosse in linea con le sue ambizioni. Leonardo non deluse le sue aspettative, e oggi possiamo ancora ammirare questo capolavoro che, oltre a raffigurare iconicamente l’Ultima Cena, grazie alla sua prospettiva apre la parete di fondo del refettorio con l’illusione di una stanza spaziosa.

A poca distanza da questa chiesa milanese, si può ammirare un altro luogo dove Leonardo ha lasciato un segno: la Casa degli Atellani, splendido edificio rinascimentale in cui si pensa Leonardo vivesse mentre lavorava proprio al Cenacolo. Oltre a visitare il chiostro e gli scaloni di pietra, è possibile immergersi anche in quelli che sono divenuti noti come gli Orti di Leonardo, ovvero un parco di circa 5mila metri quadrati che la tradizione fa derivare da una vigna donata da Ludovico il Moro come riconoscimento tangibile per tutta l’opera svolta dal genio toscano nel Ducato di Milano.

Tracce di Leonardo sono conservate anche presso la Biblioteca Ambrosiana di Milano. È qui che si trova il famoso Codice Atlantico, la più ampia raccolta di disegni e scritti di Da Vinci: 1.119 fogli raccolti in 12 volumi e redatti in circa quarant’anni (dal 14878 al 1519), su vari argomenti tra cui astronomia, botanica, anatomia e meccanica.

Nella passeggiata non può poi mancare la Sala delle Asse del Castello Sforzesco, interamente affrescata da Leonardo nel 1498 con raffigurazioni di alberi e di vegetali. Le decorazioni si sviluppano in una sorta di pergolato e offrono l’illusione di trovarsi non in una stanza chiusa ma in un ambiente aperto verso l’esterno. Al centro di questo paesaggio naturalistico compare, ben evidenziato, lo stemma della famiglia Sforza a cui Ludovico il Moro apparteneva.

Un altro progetto di Leonardo, non portato a termine da lui però, è l’enorme cavallo di bronzo di fronte all’Ippodromo. Si tratta di una delle statue equestri più grandi al mondo e venne commissionata sempre dal Moro, che voleva dedicarla alla memoria del padre Francesco. I disegni originali di Leonardo risalgono al 1482, ma il risultato che hanno ispirato è da attribuire alla scultrice statunitense Nina Akamu.

Infine, in via San Marco, si trova la più importante testimonianza delle geniali opere di ingegneria idraulica leonardesca che permisero un efficiente trasporto fluviale a Milano. Si tratta della Conca dell’Incoronata, conosciuta anche come Conca di Leonardo per via della sua costruzione nel1496, periodo in cui Leonardo da Vinci divenne ingegnere ducale. L’obiettivo era connettere il Naviglio Martesana, in arrivo da nord, alla cerchia dei Navigli Cittadini; il problema era però l’altezza del primo, diversa rispetto ai secondi. La Conca, realizzata poi a fine ‘400 da Giuliano Guasconi e Bartolomeo della Valle, nacque per risolvere il problema grazie ai primi progetti di Leonardo nel 1482.

L’interramento dell’intera cerchia, avvenuto nel 1929, fece venire meno questa funzione di collegamento tra canali acquatici, ma ancora oggi è visibile il sistema di chiuse formato dalle porte originali.

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