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La singolarità del dono

Non importa quanto ricco tu sia e quante cose o esseri tu possieda, solo quello che la vita ti ha donato ha avuto un significato per te. Anche se l’hai comprato e credi di averlo perché te lo sei pagato e continui a mantenerlo, spesso non senza sacrifici, ciò che ha significato nella tua vita, fra le poche o infinite tue proprietà è la sola che ha valore. Spesso abbiamo veramente molto, ma di quelle non possiamo averne di più.

Quello che fa davvero la differenza è che uno sappia riconoscerlo in quanto tale, perché il Dono è tale, non tanto se è gratis o se è ricevuto, ma se viene vissuto come una risorsa di significato della propria vita: è un dono, non quando lo accetti, ma quando lo riconosci in quanto tale.

Sei per strada e un gattino ti avvicina, ti segue, entra con te in auto come se ti aspettasse da sempre, come se fosse il gesto più ovvio e normale dell’Universo. Lui e la vita ti stanno donando un’opportunità che è tale, non tanto quando la ricevi, ma quando la accetti; la accogli.

Un giorno ti sveglierai con lei accanto e comprenderai che ti sta accompagnando, che è entrata a far parte del tuo percorso e che costituisce una parte importante del suo significato, non solo una compagnia, ma una fonte di ispirazione. Non per le Grandi Opere che ti aspetti di fare, ma per quella che stai facendo già, la più difficile: il tuo quotidiano. Esso richiede un continuo riconoscimento di senso che sarà tale solo nel momento in cui lo cogli e fra i tuoi 10 o 10.000 averi solo quelli che sei in grado di cogliere come un «dono ricevuto» sono lì per aiutarti a coglierlo, a dar senso all’adesso, al «che ci sto a fare qui», al «ma che senso ha che mi sia svegliato stamattina».

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