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La vita che non m’interessa più

La vita è una giovane signora che ti avvicina mentre sei nel dormiveglia e ti appare di un’eleganza raffinata ma anche di una semplicità innocente e pura, tale che tu non possa che essere preso da lei fino a far di tutto per conquistarla ed essere un mito ai suoi occhi.

Questo ti porta ad avere un appuntamento con lei dove sfoderi tutto il tuo repertorio creativo di seduttore per portarla a letto. Quando sei lì e lei esce dal bagno vedi che i suoi seni sono flosci e cadenti, la sua pelle rugosa e con chiazze purulente, le gambe e il fondoschiena grasse piene di cellulite. Nonostante il disappunto, l’amore che hai provato e il rifiuto di perdere ti portano a sfilarle le mutandine, gesto che scopre un membro orrendo. Fino all’ultimo ti rifiuti di rinnegarla e accetti di accedere a lei con un rapporto sodomita e, nonostante da sempre avessi rifiutato l’omosessualità, lecchi il suo didietro e le emorroidi sanguinose, quando lei ti gira violentemente e prende te da dietro con una violenza sadica e crudele e ti stupra in questo modo per giorni e giorni.

No, Teresa, non ho più alcun interesse per questa vita, ma questo non significa che voglia morire. Volere morire è quasi in antitesi con questo disinteresse a vivere. Non c’è niente che possiamo fare per cambiarla: possiamo solo adattarci ai cicli e accettare i suoi continui cambiamenti d’umore.

Passo i miei giorni con te e in fondo ti amo per abitudine, ma non mi interessi più, affatto. Non sono geloso anche se ti temo perché so che fino all’ultimo, non fosse che per tenere sulla punta della bacchetta la mia attenzione per te, non perdi occasione per donarmi dolori sempre più lancinanti: in questo sei brava ma non m’interessa affatto, tu non m’interessi proprio più.

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