Microstoria n.002

Era come una piuma che volteggiava per la via sulle sue scarpe da ginnastica bianche; come la bambina che il piccolo De Niro spiava tra le travi in C’era una volta in America. Sognava le sue labbra ma più d’ogni altra cosa la sentiva cantare ballate e poesie.

Quando trovò il coraggio di rompere il ghiaccio e rivolgersi a lei palpitante, non fu tanto quel tono roco della voce, quanto quel congiuntivo tradito a infrangere tutti i suoi sogni e fargli perdere ogni altra illusione.

Oggi che è Amministratore Delegato di una grande impresa partecipata gli è tornata alla mente quella ragazza degli anni ’70 mentre sorseggiava il drink con l’impresaria russa di una ditta di escort che stava sospirando sensualmente al suo orecchio sinistro se avesse voluto salire in camera sua ad insegnarle come si usa quel caso del verbo italiano così fragile e raffinato.

Si domandava se fossero mai esistite. Fragilità e raffinatezza, che altro?

“Non fa niente, non fa niente siamo tutte specie in via di corruzione”