Cinque sfumature di centravanti

Mertens, Higuain, Dzeko, Immobile, Icardi. Abbiamo analizzato i centravanti titolari delle prime cinque del campionato per capire cosa rappresentano e quanto incidono su risultati e manovra delle rispettive squadre.

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1. Perche’ nessuno e’ importante quanto Mertens

Nato da un imprevisto, un “male” che sembrava poter nuocere decisivamente sulle sorti del Napoli e che invece ha aperto uno scenario impossibile, ha stuzzicato la creatività di Sarri. Mertens centravanti è nato così, e, ad oggi, risulta difficile pensare ad un Napoli primo in classifica senza il belga come fulcro del tridente offensivo. Ma a Mertens il ruolo di finalizzatore sta stretto. É l’ ultimo uomo a toccare palla ed il primo a cercare di riconquistarla. Tra i 5 centravanti analizzati è primo per falli commessi (32 in totale, statistica cara ad Allegri, ndr), tackles vincenti (18) e per falli subiti (30). Rappresenta l’estremo arrembante , detta i tempi del pressing oltre ad essere parte integrante della manovra del Napoli. 
26,3 passaggi completati a partita (secondo, dietro ad Immobile) con una precisione del 74,2% ne testimoniano la rilevanza nel contesto azzurro. Allo stesso modo gli 1,7 passaggi chiave a partita e i 6 assist sottolineano la capacità di Mertens di staccarsi dalla linea offensiva, aprire spazi per gli inserimenti di ali e mezzali, e servirsi di una tecnica da 14 olandese per assisterli verso la porta.

“Ogni lunedì mi arrivano dei pacchi di roba con tutti i numeri e le statistiche immaginabili, ma io guardo soltanto due cose: i falli fatti e subiti e i contrasti aerei vinti e persi. Perchè se fai fallo vuol dire che sei vicino alla palla” Massimiliano Allegri intervistato da GQ

2. Perchè Higuain è il centravanti piú completo

Non è in cima alla classifica marcatori, non è il centravanti con il maggior numero di assist ma è il più costante. Presente nella top 3 di ogni statistica oltre che eccellente nel supporto alla manovra bianconera. Higuain si è inserito perfettamente nel contesto juventino, dove difficilmente il nove fa il 50% delle reti complessive di squadra, dove il peso di gol, recuperi, passaggi vale più del numero di palloni infilati in rete. Ha una tecnica che gli permette di viaggiare con l’80% di precisione passaggi (primo tra i centravanti in Serie A) e di essere, tra i top 5, quello con il maggior numero di dribbling vincenti, 38, più di Mertens, 32, ed Immobile, 20. E’ nella fase di stagione dove da il suo meglio, doppietta al Tottenham in una partita dal sapore agrodolce, tripletta al Sassuolo, gol decisivo a Bergamo, in Coppa Italia. L’esito della stagione bianconera, in campionato e Champions League, passerà anche dai suoi piedi.

3. Perché questa Roma non puó prescindere da Dzeko

Ultimo tra i cinque attaccanti per gol ed assist (14 in totale, 11 gol e 3 assist), per conversion rate (solo il 9,7% dei tiri convertiti in gol) e per pass accuracy (71,7%), Dzeko è il centravanti che porta meno punti alla sua squadra. Il suo contributo è tuttavia fondamentale per lo sviluppo della manovra giallorossa. I suoi 2,9 duelli aerei vinti a partita (72 in totale, 46 in piu’ di Icardi, secondo) permettono di sfruttare quelle seconde palle che, nella scorsa stagione, hanno fatto la fortuna di Nainggolan. 
Edin Dzeko è l’attaccante che fa giocare bene chi gli sta attorno. Salah, El Shaarawy, Under oggi. Ha la capacità di assorbire l’attenzione dei centrali avversari e lasciare spazio agli inserimenti dei compagni. Il bosniaco fornisce inoltre 1,4 passaggi chiave a partita, a testimonianza di come la sua raffinata tecnica sia ben inserita nel contesto di gioco. La sua mancata partenza nel mercato di Gennaio può aver complicato i piani economici dei giallorossi ma ha sicuramente lasciato tranquillo Di Francesco, il quale, in caso di addio, avrebbe dovuto ricorrere alla completa riformulazione della manovra offensiva, alternando Defrel e Schick ad un “falso nueve” come Perotti.

4. Perchè Immobile è l’attaccante più in forma d’Europa

In vetta alla classifica marcatori con 23 gol, primo tra i 5 centravanti per numero di assist (8), dai suoi piedi passano il 48% dei gol della Lazio. Non basta? Immobile è ormai giocatore fondamentale nell’ ecosistema biancoceleste a prescindere dalle sue realizzazioni. Secondo per passaggi completati, 24 a partita con il 77,7% di precisione, secondo per passaggi chiave a partita, 1.4. Vede la porta come nessun altro, in Serie A. Gli bastano 3,7 tiri per andare a segno. Una rete ogni 84 minuti e un tasso di conversione del 27,4%. Dopo le difficili esperienze estere Immobile ha trovato nella Lazio costruita da Inzaghi il contesto perfetto dove veder valorizzate mobilità e capacità di attaccare la porta. Il prossimo CT dell’Italia non potrà fare a meno di considerarlo come il faro su cui ricostruire l’attacco azzurro.

5. Perchè Icardi è il più 9 di tutti

Peggiore per passaggi completati a partita (13,9) per numero di assist, soltanto 1, per tackles vincenti, 2, e per dribbling completati, 6. Migliore per minor numero di palle perse — 18, 23 in meno di Immobile secondo — e per peso dei gol realizzati, pari al 42% dei 42 dell’Inter. Negli ultimi anni ha subito analisi e tentativi vari di trasformazione al fine di coinvolgerlo maggiormente nella costruzione del gioco. Mazzarri, Mancini, ora Spalletti, hanno provato, anche se con poca costanza, a farlo venire incontro alla squadra, ad aprire spazi per ali e centrocampisti. Ad Icardi si chiede però anche di allungare le difese, di andare in profondità. La sua figura si destreggia quindi tra un’innaturale propensione al prender parte alla manovra e le richieste ambigue di tecnici e tifosi. Icardi è il centravanti che trasforma in gol il 26,5% delle conclusioni, che segna ogni 3,8 tiri — primo al pari di Immobile — che sente la porta senza vederla. Gli si può chiedere qualcosa di diverso? Sicuramente. Risulta tuttavia difficile analizzare a priori quale possa essere il trade-off tra un suo adattarsi al contesto e l’eventuale, conseguente, lontananza dalla porta. La mancanza di centrocampisti capaci di andare in doppia cifra sta portando Spalletti a rintanarlo dentro la sua area di caccia, di occupare uno spazio che altrimenti non verrebbe occupato. In un contesto di gioco in cui la manovra offensiva trova quasi univocamente sbocco sulle corsie laterali, il miglior modo di utilizzare Icardi è questo. In area di rigore, Triste, solitario y Letal.

“Il Centravanti é stato assassinato verso sera”?

Le top 5 della Serie A hanno scelto vie alternative alla finalizzazione. I profili dei centravanti, evidenziati dalle statistiche, mostrano come il ruolo di puro finalizzatore, sia ormai raro, rarissimo. Icardi sembra essere l’ultimo rappresentante di una categoria evoluta, snaturata, essenzialmente diversa ed in continuo cambiamento. Da Pulici, Graziani a Vialli, Careca. Abbiamo attraversato le ere del centravanti-boa e del “falso nueve” per proiettarci in un’ epoca in cui i limiti di definizione del ruolo di centravanti sono pressoché infiniti. 
Il numero nove non é morto, si é evoluto, ha esteso i suoi compiti, abbracciato aree di campo inesplorate. Da verticale a trasversale. Mertens, Higuain, Immobile, Icardi e Dzeko rappresentano cinque sfumature diverse della figura di centravanti nel calcio moderno. 


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