Cibo e cervello? Un semaforo al contrario

Uno studio ha dimostrato come il nostro cervello sceglie il cibo in base ai colori: rosso è buono, verde no. Si tratta di un meccanismo sviluppato nel corso dell’evoluzione che ci guida verso i cibi più nutrienti e calorici.

Davanti a una mela rossa e una mela verde, o davanti a una pasta al pomodoro o una pasta al pesto, cosa sceglieremmo di mangiare? Probabilmente, la maggior parte di noi (e non solo i bambini che, si sa, non amano particolarmente i cibi verdi) la mela rossa e la pasta al pomodoro. Perché diciamo così? Perché una ricerca scientifica ha dimostrato come il cervello scelga il cibo in base ai colori, prediligendo quelli rossi a quelli verdi.

Lo studio, teso a indagare i processi cognitivi che stanno alla base delle nostre scelte e comportamenti alimentari, è stato condotto dai ricercatori della Sissa (Scuola Internazionale Superiore di Studi Avanzati) di Trieste, nell’ambito di un progetto più ampio di ricerca, FoodCAST, che ha coinvolto diversi enti nell’affrontare le dinamiche complesse del cibo con un approccio multidisciplinare e innovativo mai tentato prima, allo scopo di far luce sulle possibili soluzioni nella pianificazione e gestione delle risorse alimentari, sia a livello locale che globale.

Il gruppo di ricercatori della Sissa guidati dalla neuroscienziata Raffaella Rumiati, ha messo a punto un database di immagini di diverse categorie, dal cibo naturale a quello trasformato fino a oggetti di vario genere, sottoponendolo a 76 persone giovani e in buona salute. I partecipanti all’esperimento dovevano indicare quanto per loro fossero attraenti le immagini– ha spiegato Francesco Foroni, tra gli autori dello studio e oggi impegnato nella ricerca e nell’insegnamento all’università di Strathfield, Sydney — Il loro giudizio medio è stato rapportato quindi alla quantità di colore rosso o verde che c’era nelle immagini, giungendo infine alla conclusione che c’era una predilezione per il rosso”. Perché avviene questo? “Nei cibi naturali, non processati, il colore è un buon predittore dell’apporto calorico: più un cibo tende al rosso e più è probabile che sia nutriente, mentre quelli verdi tendono a essere poco calorici’’.

La preferenza del rosso sul verde è stata riscontrata anche per i cibi processati, ovvero cotti (anche se in questo caso il colore non è indicativo della maturazione) segno che il nostro sistema visivo si è adattato a questa regolarità fin dai tempi ancestrali, ancora prima della scoperta del fuoco, e ha sviluppato questo meccanismo nel corso dell’evoluzione. Siamo “animali visivi”: è il colore degli alimenti a guidarci nella scelta del cibo più che, ad esempio, l’olfatto. La ricerca ha dimostrato come. Il semaforo al contrario (rosso ok, verde no) non viene applicato invece dal nostro cervello nel caso di oggetti non commestibili: questo vuol dire che il sistema visivo si attiva, correttamente, solo con gli stimoli alimentari. La scoperta potrebbe essere d’aiuto nella risoluzione di patologie legate al cibo, nel campo dell’educazione alimentare o, ancora, per indirizzare il marketing di un prodotto.