Gluten sensitivity e grassi nel cibo

Queste due tematiche, entrambe attuali e controverse, saranno al centro del convegno “Pianeta Nutrizione” del 12 maggio a Cibus. Tra gli ospiti del dibattito studiosi ed esperti di alimentazione

I grassi fanno sempre male? E una dieta gluten free fa stare meglio? Le risposte non sono così scontate. Se da una parte siamo influenzati da vecchi preconcetti, dall’altra la ricerca nutrizionale progredisce proponendo nuovi approcci all’alimentazione. Di tutto questo si discuterà durante l’edizione 2016 di Pianeta Nutrizione, in programma il 12 maggio a Cibus, il Salone Internazionale dell’Alimentazione a Parma. Due i macro temi su cui si dibatterà durante il convegno, entrambi molto attuali e controversi: la gluten sensitivity e i lipidi negli alimenti.

“La sensibilità al glutine è una patologia emergente che potrebbe spiegare molti disturbi sia gastrointestinali sia extraintestinali — spiega la professoressa Nicoletta Pellegrini del Dipartimento di Scienze degli Alimenti dell’Università di Parma — ma la cui validità scientifica è ancora molto discussa soprattutto tra i sostenitori di una dieta priva di fodmaps, ovvero a basso contenuto di fibre fermentescibili, lattosio, fruttosio e altri dolcificanti”.

Si stima che la gluten sensitivity possa riguardare il 6% della popolazione mondiale, ma senza test diagnostici sierologici è difficile avere dati certi su questa patologia.

“Escludendo il glutine ci priviamo di molti alimenti che sono alla base della nostra alimentazione come pane e pasta. In generale, se non siamo celiaci non abbiamo motivo di temerlo, ma se ci scoprissimo sensibili al glutine, limitandoci per un certo periodo nel consumo di alimenti che lo contengono dovremmo avere una remissione dei sintomi. In ogni caso, diagnosticare questa patologia è complicato, solo recentemente ne sono stati stabiliti i criteri per la sua diagnosi, e anche di questo si parlerà al convegno. I sintomi possono andare dai disturbi intestinali al mal di testa, dalla stanchezza all’astenia. Quello che è certo è che le persone non devono avventurarsi in diete auto prodotte perché questo complica ulteriormente la diagnosi”.

I relatori dell’incontro mattutino saranno Luca Elli che al Policlinico di Milano si occupa di prevenzione e diagnosi della celiachia; Elena Lionetti che collabora con il professor Carlo Catassi dell’Università politecnica delle Marche, esperta di gluten sensitivity e infanzia; Tiziana Bacchetti, sempre dell’università marchigiana, che illustrerà la qualità nutrizionale degli alimenti senza glutine; Leda Roncoroni e Alessandro Casini che parleranno rispettivamente di dieta fodmaps e di nuovi cereali.

Per quanto riguarda invece le diete a basso contenuto di grassi, prescritte in molte patologie tra cui il diabete, l’approccio più recente è che non tutti gli alimenti contenenti grassi dovrebbero essere demonizzati.

“L’idea è sempre quella di limitare i grassi — continua Pellegrini — In realtà non sono tutti uguali, quindi la quantità non è un problema se la qualità è buona. Olio d’oliva e frutta secca sono alimenti importanti da assumere, anche se sempre con moderazione. Anche i prodotti lattiero-caseari possono avere effetti benefici sulla salute o ancora ci sono steroli vegetali che aiutano ad abbassare il colesterolo e che sono naturalmente presente in certi alimenti senza bisogno di assumere bevande addizionate”.

Si discuterà anche di acidi grassi polinsaturi come gli omega 3: si parla molto di quanto sia importante assumerli, ma in realtà oltre ai “pro” ci sono anche alcune controindicazioni e di questo ci parlerà Alessandra Bordoni dell’Università di Bologna. Tra gli altri relatori dell’incontro pomeridiano di Pianeta Nutrizione ci saranno Alessandra Fabbri, specializzata in nutrizione; Sebastiano Banni dell’Università di Cagliari; Andrea Poli, della Nutrition Foundation of Italy; Simona D’Amore, ricercatrice all’Università di Cambridge; Angela Rivellese dell’Università degli Studi di Napoli.

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