Ristoranti solidali, nuove idee di conservazione e Family Bag: così si evita lo spreco di cibo

Ogni anno, secondo la Fao, vengono buttate 1,3 miliardi di tonnellate di alimenti ancora buoni. Se mai lo è stato, ora sprecare il cibo non è però più di moda. E se è vero che, secondo il Rapporto Coop 2016, gli italiani sono tra i più virtuosi in Europa a riguardo, per non lasciare proprio niente al caso lo scorso agosto il Parlamento italiano ha varato una legge antispreco. Snellita la burocrazia, dall’estate è più facile per gli esercizi pubblici donare il cibo invenduto o ancora sono previsti, ad esempio, incentivi per i ristoranti che promuovo la Family bag per consentire ai clienti di portare a casa quello che avanza nel piatto. Mentre l’ultimo obiettivo dichiarato dall’Europa è ridurre gli sprechi del 50% entro il 2030, tante sono le iniziative dal basso che si muovono in questa direzione, tra start up e nuovi strumenti. Ecco le ultime novità.

Il food delivery solidale

Ristorante solidale è un’iniziativa di JustEat, piattaforma online di consegna di cibo a domicilio, in collaborazione con Caritas Ambrosiana e Pony Zero, che ha l’obiettivo di ridurre gli sprechi e ridistribuire il cibo mettendo in contatto chi lo prepara con chi ne ha più bisogno. Il primo food delivery solidale è partito tra gennaio e febbraio a Milano, per poi espandersi in altre città: i ristoranti partner di JustEat che hanno aderito al progetto, potranno donare le loro eccedenze alimentari, le materie prime non lavorate e i prodotti freschi alle persone più bisognose individuate dalla Caritas Ambrosiana. Del ritiro e della consegna del cibo si occuperà invece Pony Zero.

Un speciale pellicola

Spesso compriamo più frutta e verdura di quella che consumiamo oppure ce la dimentichiamo in frigo per così tanto tempo che quando ce ne accorgiamo diventa inevitabile buttare via tutto? La start-up californiana Apeel Sciences ha pensato a una soluzione inventando Edipeel, una pellicola edibile che riveste i prodotti vegetali e li protegge dai parassiti come muffe e batteri prolungando la vita degli alimenti. Come funziona? La pellicola, realizzata partendo da scarti vegetali, è invisibile ma rende irriconoscibili gli alimenti per muffe e batteri. Inoltre, controlla l’ossidazione e la dispersione di acqua e gas, rallentando la decomposizione del cibo. Si applica con uno spray, con un pennello o immergendo l’alimento nella sostanza. E si può mangiare.

Via alle Family Bag

Non c’è più da vergognarsi a chiedere al ristorante di portare a casa il cibo che è avanzato. Anzi, sempre più spesso è il ristorante stesso a proporlo ai clienti adottando la cosiddetta Family Bag. Tra le iniziative più recenti a riguardo, c’è la Save Bag di Cuki realizzata in collaborazione con Banco Alimentare e Politecnico di Torino: si tratta di una vaschetta in alluminio con un coperchio in cartone dotato di manici per il trasporto, disponibile già in tanti ristoranti che hanno aderito al progetto. In altri locali d’Italia si può trovare invece anche la reBOX, nella versione reFOOD (per il cibo avanzato) o reWINE (per il vino non consumato), una scatola pensata appositamente per l’asporto di cibo e bevande: è ecologica (perché fatta con materiali riciclabili), è artistica (i disegni che le decorano sono realizzati da creativi emergenti) ed è etica (per ogni contenitore acquistato dai ristoratori, reBOX devolve una parte del ricavato ad “AZIONE CONTRO LA FAME”, associazione umanitaria internazionale impegnata in 47 paesi del mondo contro fame e malnutrizione infantile).

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