Passione Bijoux, una mostra dedicata alla storia della bigiotteria

Photo credit: Museo del Bijou

Oro matto è l’espressione che si usa per indicare quello che oro non è e, tra i banchi degli espositori di Mercanteinfiera, lo troverete in quei bijoux che non hanno niente da invidiare ad un gioiello vero e proprio, scoprendo anche che c’è stato chi di questo materiale ne ha fatto un’arte.

S’intitola “L’Oro Matto e il gioiello-fantasia”, la mostra che si svolge dal 25 febbraio al 5 marzo presso il Padiglione 4 della Fiera di Parma, che vi permetterà di fare un viaggio nella moda delle creazioni della bigiotteria italiana.

Si potranno ammirare bijoux particolari, come i gemelli da polso dei primi del Novecento che richiamano le sperimentazioni proposte dal movimento dei Futuristi, ma anche le riproduzioni di veri oggetti del desiderio per una donna, come la collana che Richard Burton comprò da Bulgari per Liz Taylor durante le riprese del film “Cleopatra” a Cinecittà nel 1964.

Photo credit: Museo del Bijou

La mostra, a cura di Bianca Cappello, conta oltre cento bijoux ed è realizzata in collaborazione con il Museo del Bijou che si trova a Casalmaggiore (CR), nella cittadina che sta al centro del triangolo formato da Mantova, Parma e Cremona e che è stata capitale mondiale della bigiotteria per decenni.

Il nucleo più importante dei pezzi in mostra proviene proprio dalla collezione del Museo del Bijou di Casalmaggiore, che riunisce e conserva decine di migliaia di oggetti provenienti dallo storico distretto produttivo della città, fondato verso la fine dell’Ottocento da Giulio Galluzzi grazie alla sua invenzione del placcato oro, il procedimento che permette di ricoprire una lastra di metallo con una lamina d’oro su entrambe le facce.

Photo credit: Museo del Bijou

Questa fu una vera rivoluzione del settore e trasformò Casalmaggiore nel punto di riferimento per il commercio di Bijoux dell’epoca, arrivando ad esportare in tutto il mondo spille, orecchini e collane.

Ho fatto qualche domanda alla curatrice Bianca Cappello, storica e critica del gioiello, che mi ha fornito informazioni e curiosità sui pezzi esposti in mostra.

In quali occasioni erano indossati i Bijoux prodotti a Casalmaggiore?

La bigiotteria di Casalmaggiore era un gioiello democratico fatto per essere indossato tutti i giorni, come la divertentissima e caleidoscopica produzione di bottoni gemelli per polsino del primo ventennio del Novecento.

Alcuni di questi erano pensati per ricorrenze speciali?

In effetti alcuni pezzi erano pensati per ricorrenze particolari, come ad esempio i bijoux da lutto, che riprendono le forme della gioielleria vittoriana e sono rigorosamente colorati di vernice nera. 
 I bijoux prodotti a Casalmaggiore scandivano le ricorrenze della vita, c’erano i bijoux souvenir come ricordo di un viaggio (magari proprio il viaggio di nozze), e quelli sentimentali per tenere sempre vicino a sé un’immagine della persona amata. Ma anche spille vezzosissime dalle mille forme e colori dei fiori oppure ispirate alla quotidianità, come i lampioni delle strade oppure le borsette per signora.
Photo credit: Museo del Bijou

Una serie che ricorda con particolare simpatia?

Una serie molto divertente è quella ispirata ai personaggi dei fumetti del Corriere dei Piccoli come il nostrano Signor Bonaventura oppure l’inglese Gatto Felix ma anche Charlie Chaplin ed il primissimo Micky Mouse.

Quali sono i Bijou più significativi di questa mostra?

Difficile dire quale sia il più significativo. Ogni bijou in mostra è stato selezionato per essere un tassello in grado di raccontare la storia e l’evoluzione degli italiani nel primo mezzo secolo del Novecento.