Sulla rotta di Correggio

Visitare Mercanteinfiera è un’occasione per immergersi nel paradiso del collezionismo e del vintage, dove oggetti curiosi, rari e di design rievocano intriganti storie del passato. Ogni appuntamento si trasforma per me anche in un nuovo viaggio per scoprire la città in cui si svolge e Parma è una città d’arte meravigliosa, da vivere come fosse una piccola capitale europea.

Parma, uno scrigno di tesori

Raffinata e preziosa, Parma è uno scrigno di tesori, arte e cultura. Tanti sono i personaggi illustri che hanno reso famosa Parma, ma pochi hanno segnato l’immagine artistica della città. Tra questi l’artista più importante è Antonio Allegri, detto il Correggio, (1489–1534).

La città di Correggio

Il mio viaggio alla scoperta di Parma inizia proprio dalle opere di questo artista e mi fa piacere poter condividere con voi qualche consiglio per un percorso suggestivo. Parma ha la fortuna di custodire la maggior parte della produzione artistica di Correggio, che arriva in città nel 1519, e realizza qui i suoi capolavori più importanti.

La meraviglia della Camera di San Paolo

Si trova a circa 8 km dal Mercanteinfiera, nel Convento di San Paolo, il primo lavoro che Correggio esegue a Parma, quando viene chiamato dalla Badessa Giovanna da Piacenza per dipingere una stanza del suo appartamento privato. La volta della stanza si trasforma in un pergolato aperto sul cielo, una pura illusione prospettica in cui puttini e personaggi mitologici rendono l’ambiente un sogno ad occhi aperti.

Il cielo di San Giovanni

La seconda tappa del mio percorso è 500 metri più in là, nella Chiesa di San Giovanni Evangelista, dove Correggio viene chiamato per dipingere sia la cupola che l’abside. Si tratta del primo incarico dell’artista per un’opera pubblica. Un capolavoro che lascia senza fiato, la vista di un cielo sfavillante in cui appare la venuta di Cristo secondo la descrizione dell’Apocalisse di Giovanni. Lo sguardo non sa dove fermarsi e costringe a contemplare per un tempo indefinito uno dei capolavori del Rinascimento italiano.

Il vortice di angeli del Duomo

Mentre ancora sta lavorando nella Chiesa di San Giovanni Evangelista a Correggio viene chiesto di decorare la cupola del Duomo di Parma, che si trova a 150 metri di distanza da San Giovanni.

Qui dipinge il tema dell’Assunzione della Vergine, a cui la Chiesa è dedicata, ma lo fa in un modo nuovo e raggiunge l’apice della sua produzione pittorica. Trasforma la cupola in un vortice di angeli, di Santi e di Padri della Chiesa in cui Maria sale al cielo mentre scende ad accoglierla Cristo, sotto lo sguardo degli Apostoli sbigottiti. La cupola e le pareti della Chiesa sembrano sparire e le figure dipinte galleggiano nell’aria. Se si visita Parma non si può non entrare al Duomo perché qui si trovano le origini dell’arte barocca, dove realtà e finzione si amalgamano e diventano prospettive impossibili.

Il fasto della Galleria Nazionale

Nel Seicento arriveranno a Parma grandi maestri come Carracci, Bernini, Rubens e Velazquez per ammirare le opere di Correggio e per farsi ispirare dai suoi capolavori, alcuni dei quali si trovano anche all’interno del Palazzo della Pilotta, dove ha sede la Galleria Nazionale di Parma e che è distante solo 10 chilometri da Mercanteinfiera. La Galleria è nata dalla collezione di opere e oggetti rari e preziosi della famiglia Farnese e fu trasformata in un museo agli inizi dell’Ottocento per dare il massimo risalto proprio alle pale d’altare di Correggio e alle altre opere che nel frattempo si erano aggiunte.

Info: http://turismo.comune.parma.it/it

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