“C’era una volta una medusa…” ma questa è un’altra storia.

Il paladino degli animali che mangiava nel piatto di plastica

C’erano una volta delle persone molto coscienziose che volevano salvare animali innocenti dalla morte e dall’estinzione. Non potevano sopportare l’idea d’indurre tanta inutile sofferenza, non solo a causa degli allevamenti industriali, ma anche agli animali allevati rispettando la loro natura. Poi c’erano quelli che addirittura non si sarebbero mai permessi di rubare loro le uova, il latte, il miele, anche nel caso in cui questi animali ne producessero in modo naturale in eccesso. Molti di loro, però, mangiavano il pesce. Perchè, si sa, la sofferenza di un pesce è diversa da quella di un pollo.

Un giorno furono invitati a una festa. Si premurarono di far sapere ai loro ospiti che non avrebbero mangiato animali, poverini! Si tennero ben lontani da tutto ciò che aveva parvenza di carne, alcuni accettarono piatti contenenti pesce, altri si informarono se nella pizza non fosse stato utilizzato il miele per aiutare la lievitazione.

Tutti si riempirono i loro bei piatti di plastica e si rifocillarono, con posate di plastica, di cibi che non avevano provocato sofferenza a nessuno. Quando il piatto si sporcava ne prendevano uno nuovo, pulito. Se il piatto era troppo sottile ne mettevano anche 2 o 3, uno sull’altro. Finito di mangiare furono così gentili da aiutare la padrona di casa a ripulire chiedendo in quale bidone della spazzatura avrebbero dovuto buttare la plastica da riciclare.

Per onorare l’ospitalità portarono in dono ottimi dolci industriali: gelati, contenuti in vaschette di plastica, torte e biscotti, incartati in sfavillanti pacchetti di plastica.

A fine giornata brindarono anche in sontuosi bicchieri a calice, di plastica, che al termine buttarono allegramente.

In quello stesso istante, in tutto il mondo, morivano milioni di pesci, uccelli, insetti, mammiferi. Soffocati, sepolti, inghiottiti da un mare di plastica.

Un giorno gli animali sparirono dalla faccia della terra. Si salvarono quelli che gli uomini più crudeli avevano allevato nei loro cortili, per cibarsene. Erano ben pasciuti, si riproducevano e protraevano, così, la specie.

Si organizzarono, quindi, gite di persone coscienziose che non sapevano più che aspetto avessero gli animali che avevano salvato. Ora volevano far imparare ai loro bambini com’era il mondo prima della loro quasi totale estinzione.

E così le fattorie si riempirono di turisti: gente perbene, che si era sacrificata perché esistessero ancora queste isole felici.

Tutti soddisfatti per la bella gita istruttiva, stesero sul prato variopinte tovaglie di plastica, pranzando nei loro piatti di plastica, brindando alla vita. In calici di plastica.

Like what you read? Give Nadia Camandona a round of applause.

From a quick cheer to a standing ovation, clap to show how much you enjoyed this story.