A Messina, quello che le parole fanno

di Giulia Carmen Fasolo

Cateno De Luca, Sindaco della Città Metropolitana di Messina, forse non sa che le parole sono intenzioni e azioni. Costruiscono la realtà, vengono pronunciate, lette e ascoltate formando discorsi di senso.

Durante una tappa del tour del 29 marzo, che il primo cittadino messinese ha organizzato per promuovere la sua attività politica, gli sarà sembrato particolarmente necessario raccontarci attraverso un post su Facebook di un presunto siparietto con il Sindaco di San Fratello. “Se di buoni pompini vuoi usufruire a San Fratello devi venire!”. Nessun refuso di partenza, anzi secondo il Sindaco di Messina, il suo collega san fratellese avrebbe esclamato: “Sindaco Metropolitano per ora le nostre donne sono impegnate a fare pompini”, e subito dopo avrebbe chiesto: “Vuoi vedere come si fanno i pompini?”. Immediata la risposta fintamente imbarazzata di De Luca: “Ed io mentre volevo sprofondare rispondo: collega veramente siamo di passaggio magari sarà per un’altra volta…”. “Allora te li faccio assaggiare al Palazzo Municipale come finiamo la riunione…”, avrebbe insistito il Sindaco di San Fratello.

Cateno De Luca conclude il post facendo finta di scalare la marcia del suo “trollare” i followers: “I pompini sono dei biscotti tipici con l’uovo sodo che si fanno nel periodo di quaresima. Pompini deriva da pompa cioè dal fare una grande cosa da cui anche pompa magna. Vi invito a venire qui ed assaporare i pompini di San Fratello! Grazie per tutti i pompini che mi avete regalato!”.

Le donne preparano i pompini, magari nel focolare domestico sul quale — la compianta Virginia Woolf — tanto ci ha detto. Magari sarà per un’altra volta che Cateno De Luca scoprirà che sul corpo delle donne e sui loro ruoli si sono addensate derive di senso, affermazioni, tensioni, scelte e azioni che hanno disegnato anche nella città di Messina il passato e il recente presente. Magari sarà per un’altra volta che il primo cittadino scoprirà che la parola, nella sua funzione pubblica, è un mezzo politico di rappresentazione, perché forma la narrazione, le nostre storie, le relazioni sane e quelle tossiche. Magari sarà per un’altra volta che non si proverà imbarazzo per l’attuale Sindaco della città di Messina.

Sia chiaro: non sono i biscotti di San Fratello il problema. Possono essere chiamati anche pompini. È ben altro a destare la preoccupazione di una comunità che dà senso alle parole che usa: quel filo a doppio senso, neppure troppo sottile, sotteso alla battuta. Ci mancherebbe che poi, questa battuta, non sia fatta tra due uomini (sempre che il Sindaco di San Fratello ne abbia colpa!) e sia goliardicamente postata su facebook.

Qualcuno racconti per favore al primo cittadino di Messina, durante i viaggi di spostamento da una tappa all’altra del suo tour, che esistono Centri Antiviolenza che quotidianamente combattono tutto questo, per allontanare anche le nuove generazioni da quel baratro machista, patriarcale, sessista e violento (anche linguisticamente) di cui la sua battuta è intrisa e in cui vorrebbe tanto farci precipitare.