Disegniamo un finale diverso: i lavori di 8 illustratrici per la campagna di Chayn Italia

Immagina Biancaneve che, senza aspettare il principe, guida i nani fuori dalla foresta. Immagina un esercito di cappuccetti rossi che si ribella insieme contro il lupo. Immagina che le marionette taglino i fili e si aprano insieme una via per sottrarsi a Mangiafuoco. Immagina storie di liberazione, sorellanza, forza, solidarietà, coraggio, autodeterminazione.

Immagina di poter cambiare il finale.

È quello che hanno fatto insieme a Chayn Italia le 8 illustratrici che hanno prestato la propria creatività e il proprio tempo alla campagna ‘Cambiamo il finale’ in supporto del lavoro dei Centri Antiviolenza e in sostegno alla manifestazione nazionale contro la violenza sulle donne che si terrà il 26 novembre prossimo a Roma (qui tutte le info).

Sono Antonella Antonioni, Paloma Canonica, Marta Cavicchioni, Anna Cercignano, Sara Mantoan, Martina Messori, Roberta Rossetti e Pia Taccone, che hanno saputo riscrivere per immagini il tema della violenza sulle donne, lontano dagli stereotipi e dalle semplificazioni a cui ricorre troppo spesso tanta parte dei media e delle campagne di sensibilizzazione governative. Non donne schiacciate in un angolo dalla violenza, ma fiere guerriere in lotta per riprendere in mano il proprio destino. Non donne in attesa di un uomo che le protegga e le tuteli, ma alleate e sorelle che si uniscono e lottano insieme. Non vittime di un raptus o di una tragica casualità, ma oppresse da ruoli di genere che perpetuano l’idea dell’amore come controllo e della donna come oggetto da possedere. Non violenza di genere come fatto privato, ma come male sociale da affrontare a livello strutturale.

I temi affrontati dalle disegnatrici che hanno collaborato alla campagna ‘Cambiamo il finale’ sono vari: si va da illustrazioni che toccano problematiche più concrete, come l’emergenza alloggi vissuta da tante donne che intraprendono un percorso di uscita dalla violenza nel disegno di Paloma Canonica, all’importanza del lavoro dei centri antiviolenza nel fumetto di Sara Mantoan, a illustrazioni che mirano a parlare di coraggio e speranza, ribaltando le narrazioni mediatiche che mostrano invece disperazione e impotenza. È il caso, ad esempio, dell’immagine di Martina Messori, in cui dalla crepa di una matrioska ferita si libera una nuvola di farfalle, o del disegno di Pia Taccone, che rivendica la dimensione sociale e pubblica della violenza sulle donne. E poi, ancora, la denuncia di quella retorica dell’amore criminale che insiste sulle colpe della donna, la quale non “ha saputo sottrarsi a una storia sbagliata”, oppure giustifica l’uomo, in quanto sì violento e colpevole, ma solo per “troppo amore”, come nel fumetto di Marta Cavicchioni.

Con i lavori di queste 8 illustratrici e attraverso l’insieme di immagini, di tratti, di stili, di voci che ne risulta, abbiamo voluto fornire sguardi nuovi sulla violenza sulle donne, fuori da semplificazioni e stereotipi. Come Chayn Italia, dunque, un grazie alle illustratrici che hanno scelto di collaborare con noi e un invito a tutte e a tutti a scendere in piazza a Roma il 26 novembre contro la violenza sulle donne, per cambiare insieme il finale.

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