GUIDA Salute sessuale e contraccezione

INDICE

1. Metodi contraccettivi

Contraccezione ormonale

Pillola anticoncezionale

Cerotto contraccettivo

Anello vaginale

Impianto sottocutaneo

Preservativo maschile

Preservativo femminile o femidom

Diaframma

Spirale al rame o I.U.D.

2. Contraccezione d’emergenza

Pillola del giorno dopo

Pillola dei cinque giorni dopo

Falsi metodi contraccettivi

3. Cosa fare se si sospetta una gravidanza indesiderata

Test di gravidanza: dove e come procurarselo

Quando contattare un medico

Interruzione di gravidanza

Cosa devi fare per ottenere l’intervento di interruzione di gravidanza?

Prepararsi all’interruzione di gravidanza

Se sei incinta da più di 90 giorni

Se sei minorenne

Se non hai il permesso di soggiorno

Aborto chirurgico

Aborto farmacologico

Centri gratuiti a cui fare riferimento

Parto in anonimato

Cosa fare se sei incinta e scegli di portare avanti la gravidanza

4. Malattie sessualmente trasmissibili

Che cosa è una malattia a trasmissione sessuale?

Qual è la differenza tra malattie sessualmente trasmissibili e infezioni sessualmente trasmissibili?

Quando è necessario sottoporsi a test per malattie o infezioni sessualmente trasmissibili?

Cosa fare se si sospetta di avere contratto una malattia a trasmissione sessuale

Quali sono le malattie e infezioni più comuni

Rischi nei rapporti sessuali non sicuri con partner infetto

Come proteggersi

5. Per saperne di piu’

A chi rivolgersi per test e informazioni

Elenco di consultori e centri di assistenza in Italia

Riserve religiose e morali riguardo a contraccezione e interruzione di gravidanza

Siti a cui fare riferimento

METODI CONTRACCETTIVI

PILLOLA ANTICONCEZIONALE

La pillola anticoncezionale va assunta dalla donna ogni giorno, circa alla stessa ora, per 21 giorni consecutivi, con un’interruzione di 7 giorni in cui la pillola non va presa o ne va presa una inattiva. Il ciclo mestruale si presenta nel periodo di 7 giorni in cui viene assunta la pillola inattiva o non ne viene assunta alcuna.

CONTROINDICAZIONI E LIMITI

È sconsigliata nelle persone con problemi circolatori o a rischio ipertensione. È sconsigliata per i soggetti fumatori sopra i 35 anni. È sconsigliata durante l’allattamento. (in allattamento è possibile usare una minipillola a base solo di progesterone che è totalmente compatibile con l’allattamento). È necessaria una prescrizione medica da rinnovare, di solito, ogni 10 mesi. Non protegge contro malattie sessualmente trasmissibili, ma previene unicamente le gravidanze.

BENEFICI E ASPETTI POSITIVI

Ha un’efficacia molto elevata (fonti diverse danno da il 99% al 91% di affidabilità se la pillola è assunta in modo corretto). Ha un basso dosaggio ormonale che non dà controindicazioni in soggetti sani. È un metodo contraccettivo che si può assumere senza che il partner ne sia al corrente. La sua azione è rapidamente reversibile.

DOVE E COME PROCURARSI LA PILLOLA ANTICONCEZIONALE

È necessario vedere un medico che, dopo una visita ginecologica, deciderà se la paziente può assumere la pillola senza rischi per la salute e quali sia la tipologia migliore per lei. La ricetta, di solito, è valida per l’acquisto di 10–12 confezioni. Per rinnovare la ricetta è necessario tornare dal medico. La pillola si acquista in farmacia e il costo varia dai circa 7 ai 14 euro a confezione a seconda della pillola (una confezione copre 4 settimane). Ci sono siti online che vendono pillole anticoncezionali senza bisogno di ricetta medica: non solo il prezzo è maggiorato (anche 60 euro per una confezione che normalmente costa 10 euro), ma è anche rischioso assumere la pillola senza aver prima consultato un medico.

PER SAPERNE DI PIU’ SULLA PILLOLA ANTICONCEZIONALE

pillola combinata estroprogestinica

pillola progestinica

10 luoghi comuni falsi sulla pillola

CEROTTO CONTRACCETTIVO

È un cerotto quadrato che agisce per via transdermica. Applicato sulla cute, rilascia giornalmente in circolo un’associazione di estrogeni e progestinici. Può essere applicato su: natiche, schiena, addome, parte superiore del braccio, 1 volta alla settimana per 3 settimane (totale di 3 cerotti x 21 giorni + sospensione per 7 giorni). Il rischio che il cerotto si stacchi del tutto o parzialmente, come documentato da alcuni studi, è basso: distacco completo < 2%; parziale = 2,9%. In questi casi il cerotto va sostituito entro 24 ore e quel giorno della settimana diventa il nuovo giorno in cui si cambiano i 3 cerotti mensili.

CONTROINDICAZIONI E LIMITI

È sconsigliata nelle persone con problemi circolatori o a rischio ipertensione. È sconsigliata per i soggetti fumatori sopra i 35 anni. È sconsigliata durante l’allattamento. A differenza della pillola, il cerotto è visibile (è un quadrato con lati di circa 4,5 cm). Non protegge contro le malattie sessualmente trasmissibili. Può causare irritazioni.

BENEFICI E ASPETTI POSITIVI

A differenza della pillola contraccettiva, non è necessario ricordarsene ogni giorno. Gli ormoni assunti tramite il cerotto non sono assorbiti dallo stomaco, quindi casi di vomito o diarrea non interferiscono con l’efficacia del cerotto. La sua azione è rapidamente reversibile.

DOVE E COME PROCURARSI IL CEROTTO

Il cerotto contraccettivo è acquistabile in farmacia, ma solo con la ricetta medica. Pertanto è necessario vedere un medico che, dopo una visita ginecologica, deciderà se la paziente può usare il cerotto senza rischi per la salute. Il prezzo del cerotto contraccettivo varia a seconda della marca e del numero di cerotti per confezione, ma il costo è comunque di circa 13 euro per un mese di terapia.

PER SAPERNE DI PIU’ SUL CEROTTO

http://sicontraccezione.it/metodo-in-sintesi-cerotto-a-rilascio-transdermico-2.php

http://www.coopfirenze.it/informatori/notizie/dalla-pillola-al-cerotto-4918

ANELLO VAGINALE

È un anello da inserire in vagina. È flessibile, trasparente, incolore o quasi, di materiale biocompatibile e contiene un’associazione di ormoni estro-progestinici femminili che vengono progressivamente rilasciati. Il primo inserimento avviene in presenza del ginecologo che insegna alla paziente come inserire l’anello correttamente, dopo di che l’anello sarà inserito in vagina e rimosso direttamente dalla donna, lo stesso giorno della settimana in cui era stato inserito. Ad esempio, se l’anello viene inserito il lunedì intorno alle 22.00, deve essere rimosso di nuovo il lunedì della terza settimana successiva all’incirca alle ore 22.00. Questo va mantenuto per 3 settimane, a cui segue una settimana di intervallo libero da anello, (durante la quale compare la pseudomestruazione). Nel caso in cui l’anello venga accidentalmente espulso, esso può essere lavato con acqua fredda o tiepida e deve essere reinserito immediatamente.

CONTROINDICAZIONI E LIMITI

È sconsigliato in persone con:

– malattie dell’apparato cardiocircolatorio (pressione alta, trombosi, embolie, flebiti);

– diabete o una ridotta tolleranza agli zuccheri;

– alcune malattie dei reni e del fegato;

– alterazioni nel metabolismo dei grassi;

– tumori maligni dell’apparato genitale e della mammella.

È sconsigliato nei soggetti fumatori. È sconsigliato durante l’allattamento. Non protegge contro le malattie sessualmente trasmissibili. Può causare irritazioni e infezioni tipo candidosi.

BENEFICI E ASPETTI POSITIVI

Ha un’efficacia molto alta (99%). Utilizzare l’anello vaginale mette a riparo dal rischio di dimenticanze o ritardi di assunzione legati alla pillola. Ha un dosaggio inferiore a quello della pillola pur mantenendo un buon controllo del ciclo e quindi causa meno effetti collaterali dei contraccettivi assunti per via orale, soprattutto quelli legati all’interazione con altri farmaci, ma anche nausea ed emicrania. L’anello può garantire una migliore efficacia contraccettiva, anche in caso di vomito e diarrea, rispetto alla via orale. La presenza dell’anello vaginale non è percepibile né da chi lo assume nè dal partner durante il rapporto sessuale. La sua azione è rapidamente reversibile.

DOVE E COME PROCURARSI L’ANELLO VAGINALE

L’anello vaginale è acquistabile in farmacia, ma solo con la ricetta medica. Pertanto è necessario vedere un medico che, dopo una visita ginecologica, deciderà se la paziente può usare l’anello senza rischi per la salute. Il prezzo dell’anello vaginale è di circa 17 euro per un mese di terapia.

PER SAPERNE DI PIU’ SULL’ANELLO VAGINALE

http://sicontraccezione.it/metodo-in-sintesi-anello-vaginale.php

http://www.sceglitu.it/contraccezione/anello-vaginale/l-anello-vaginale/art-40

IMPIANTO SOTTOCUTANEO

Il contraccettivo sottocutaneo, a lungo termine, è a base di solo progestinico (etonogestrel) ed efficace per un periodo di 3 anni. Trascorso questo termine, deve essere rimosso e può essere eventualmente subito sostituito con un nuovo impianto. E’ uno dei più efficaci metodi di controllo delle nascite oggi disponibili in commercio, che richiede comunque la prescrizione di un medico ed è consigliato nei casi in cui non si può o non si vuole assumere gli estrogeni. Si tratta di un bastoncino morbido e flessibile, che viene inserito sotto la pelle del braccio dal ginecologo, ambulatorialmente, seguendo indicazioni specifiche. Per ridurre il fastidio in fase di inserimento e rimozione, viene somministrato un blando anestetico locale. In qualunque momento la paziente cambi idea, l’impianto può essere immediatamente rimosso.

CONTROINDICAZIONI E LIMITI

È una procedura ambulatoriale che deve sempre essere effettuata dal ginecologo, sia per l’inserimento che per la rimozione. Si avverte al tatto e lascia una piccola cicatrice dopo la rimozione. È una scelta semi-permanente anche se in realtà lo si può rimuovere quando si vuole ma certo non è come smettere di prendere la pillola, il cerotto o l’anello e non si può pensare di continuare a metterlo e rimetterlo, quindi è una scelta più a lungo termine. Non protegge contro le malattie sessualmente trasmissibili.

BENEFICI E ASPETTI POSITIVI

E’ un metodo discreto, la maggior parte delle donne non è in grado di vederlo dopo l’inserimento, solo premendo delicatamente le dita sul punto di inserimento si possono sentire le due estremità dell’impianto. È attivo sin dal primo giorno, e la sua efficacia supera il 99% (secondo il Ministero della Salute è uno dei più efficaci metodi di controllo delle nascite oggi disponibili in commercio), se inserito correttamente da personale medico.

L’uso di contraccettivi sottocutanei è controindicato nelle pazienti con:

– disturbi tromboembolici venosi in atto;

– tumori maligni noti o sospetti ormone-steroideo dipendenti;

– grave patologia epatica in atto o pregressa;

– emorragia vaginale di natura non accertata;

– ipersensibilità a uno qualunque dei componenti o degli eccipienti degli altri contraccettivi ormonali.

La sua azione è rapidamente reversibile. Non è sconsigliato nei soggetti fumatori. Può essere utilizzato durante l’allattamento.

DOVE E COME RICEVERE L’IMPIANTO SOTTOCUTANEO

La procedura di inserimento dell’impianto sottocutaneo deve essere eseguita da un medico che, dopo aver fatto alcuni esami di routine, applica una piccola incisione nel braccio della paziente per inserirvi il tubicino che durerà tre anni. Il costo totale della procedura di inserimento è di circa 300 e varia a seconda del medico o del centro a cui ci si rivolge.

PER SAPERNE DI PIU’ SULL’IMPIANTO SOTTOCUTANEO

http://sicontraccezione.it/metodo-in-sintesi-impianto-sottocutaneo.php

http://www.vitadidonna.it/contraccezione/emergenza/impianto-contraccettivo-sottocutaneo.html

http://www.gineweb.it/index.php?option=com_content&view=article&id=112&Itemid=64

PRESERVATIVO MASCHILE

È una sottilissima guaina di gomma che avvolge completamente il pene in erezione evitando il contatto diretto con l’apparato genitale della donna influendo in modo minimo sulla sensibilità di entrambi.L’efficacia contraccettiva del profilattico dipende da un suo buon utilizzo. Deve essere messo sul pene in erezione prima di qualsiasi contatto con l’apparato genitale della donna e non al momento dell’eiaculazione in quanto l’uomo, già all’inizio dell’erezione, può emettere alcune gocce di secrezione che potrebbero contenere degli spermatozoi. L’uomo deve ritirare il pene dalla vagina prima che l’erezione cessi, per evitare che lo sperma refluisca fuori dal preservativo. Si raccomanda di tenere il preservativo tra le dita durante la retrazione del pene dalla vagina per evitare che si sfili all’interno di questa e/o per evitare la fuoriuscita di liquido seminale. Si può, per maggiore precauzione, utilizzare in associazione al preservativo un prodotto spermicida. Ogni preservativo può essere utilizzato una sola volta. Ne esistono di differenti tipi in grado quindi di soddisfare ogni esigenza; alcuni hanno un piccolo serbatoio per raccogliere lo sperma all’estremità, cosa che assicura una maggiore sicurezza. Se tale serbatoio manca bisogna lasciare un po’ di spazio tra l’estremità del pene e quella del preservativo.

CONTROINDICAZIONI E LIMITI

Ha un’efficacia medio-alta, quindi inferiore a quella dei contraccetivi ormonali e intrauterini. La percentuale di fallimento varia dal 2 al 15% in base alla correttezza d’uso. Alcune persone, di ambo i sessi, sono allergiche al lattice. In questo caso si possono utilizzare preservativi di poliuretano. Possono verificarsi resistenze psicologiche di uno dei partner L’utilizzo di alcune medicazioni vaginali, di ubrificanti, oli, lozioni e Vasellina possono rendere i preservativi di latex e polyisoprene meno efficaci ed è quindi consigliabile in questi casi usare preservativi di poliuretano.

BENEFICI E ASPETTI POSITIVI

La sua comodità d’uso e la facile reperibilità. È liberamente in vendita. Permette di avere rapporti sessuali (non solo vaginali, ma anche orali e anali) senza rischi di contrarre malattie a trasmissione sessuale a differenza dei contraccettivi ormonali. Non ha controindicazioni — tranne nei rari casi di allergia al lattice. È un metodo contraccettivo che non richiede pianificazione (non serve né vedere un medico, né fare esami o richiedere ricette).

DOVE E COME PROCURARSI IL PRESERVATIVO MASCHILE

I preservativi sono venduti in farmacia, nei grandi magazzini, nei supermercati e in distributori automatici di solito posti nei bagni di bar e luoghi pubblici e fuori dalle farmacie. Se acquistati da un distributore, controllare la data di scadenza. I preservativi possono anche essere acquistati online. Il prezzo varia a seconda delle marche, del tipo e dal numero di preservativi per confezione; tuttavia si aggira intorno a 1 euro a preservativo.

PER SAPERNE DI PIU’ SUL PRESERVATIVO MASCHILE http://www.casserosalute.it/preservativo/

http://www.sceglitu.it/contraccezione/profilattico/art-55

PRESERVATIVO FEMMINILE O FEMIDOM

E’ un metodo di barriera esercitata da una guaina di poliuretano trasparente, lunga 17 cm, simile al preservativo maschile, ma più spesso, e con due anelli flessibili alle estremità. Va inserito in profondità in vagina prima di un rapporto sessuale. L’anello più piccolo, di circa 5 cm di diametro, scivola fino al collo dell’utero e il secondo, più largo, di circa 7 cm di diametro, ricopre in parte anche i genitali esterni (vulva) della donna, permettendo di mantenere il profilattico in sede. La guaina, a forma di sacchetto, funziona come una barriera che impedisce agli spermatozoi di risalire fino all’utero.

Il femidom può essere inserito fino a 8 ore prima del rapporto sessuale e non è vincolato all’erezione del partner.

CONTROINDICAZIONI E LIMITI

Ha un’efficacia contraccettiva media, inferiore ai metodi contraccettivi ormonali, ma anche livemente inferiore al preservativo maschile. La percentuale di falliemento varia dal 5 al 21% a seconda dell’uso più o meno corretto. È più complicato da inserire rispetto al preservativo maschile e richiede familiarità con il proprio corpo e le sue parti intime. È indispensabile una visita ginecologica e una fase di addestramento per poterlo usare correttamente.

BENEFICI E ASPETTI POSITIVI

Permette di avere rapporti sessuali (vaginali) senza rischi di contrarre malattie a trasmissione sessuale a differenza dei contraccettivi ormonali. Non ha controindicazioni e può essere utilizzato dalle donne che sono allergiche al lattice dei preservativi maschili. È più resistente del preservativo maschile e può essere utilizzato in associazione a lubrificanti acquosi od oleosi. Non richiede prescrizione medica.

Il femidon permette alla donna di gestire la propria protezione sessuale in prima persona, al contrario di quanto avviene per il preservativo maschile.

DOVE E COME PROCURARSI IL PRESERVATIVO FEMMINILE

Il femidom può essere acquistato in farmacia, online o nei sexy shop, difficilmente al supermercato (si trova da Panorama) o ai distributori automatici a causa della sua scarsa diffusione in Italia. Il costo è di circa 6,50–7,50 euro per una confezione da 3 preservativi. È possibile rivolgersi alla sede della Lega Italiana per la Lotta contro l’AIDS (LILA) più vicina per provarlo gratuitamente (elenco sedi LILA).

PER SAPERNE DI PIU’ SUL PRESERVATIVO FEMMINILE

Notizie generali (LILA)

Notizie generali (Cassero Salute)

Notizie generali (Società Italiana della Contraccezione)

Come si mette il Femidom

DIAFRAMMA

È una cupola di gomma, fissata su un anello flessibile che la donna colloca sul fondo della vagina e che copre il collo dell’utero ed impedisce agli spermatozoi di penetrarvi. Il diaframma deve esser utilizzato con un prodotto spermicida, da spalmare sui bordi e sul fondo. Se non si usa lo spermicida la sua efficacia diminuisce notevolmente. Può essere messo in vagina in qualsiasi momento, ma è necessario aggiungere un po’ di prodotto spermicida prima di ogni rapporto sessuale, anche senza togliere il diaframma. Deve essere tenuto in vagina per almeno 6 ore dopo il rapporto, così che lo spermicida possa avere effetto sugli spermatozoi. Per non ridurre l’efficacia dello spermicida è bene evitare di fare lavande durante queste 6 ore. Il ginecologo o l’ostetrica prescrivono il diaframma dopo una visita ginecologica, poiché questo strumento deve adattarsi perfettamente alla donna che lo utilizza e deve essere, quindi, della misura esatta ed insegnano come inserirlo, come toglierlo e come mettere lo spermicida. Dopo l’uso il diaframma deve essere lavato con acqua e sapone neutro, asciugato con cura e riposto in una scatola rigida. È importante che la donna controlli periodicamente il diaframma controluce, per assicurarsi che la gomma non sia più sottile in alcuni punti o bucata.

CONTROINDICAZIONI E LIMITI

La sicurezza nell’uso del diaframma richiede una buona pratica. Inoltre implica la pianificazione dei rapporti sessuali (bisogna pensare ad inserirlo prima del rapporto sessuale). È controindicato in presenza di malformazioni o malposizioni della vagina o del collo dell’utero (prolasso uterino, cistocele o rettocele) , o in caso di allergia alle creme spermicide. Alcuni considerano fastidioso l’uso di prodotti spermicidi durante il rapporto. In caso di infiammazioni vaginali, l’uso del diaframma deve essere sospeso fino alla guarigione. Non protegge contro le malattie sessualmente trasmissibili.

È sconsigliato

– quando la donna soffre di cistite;

– in presenza di AIDS o alto rischio di contrarre l’infezione da HIV;

– nelle donne che hanno partorito per via vaginale.

BENEFICI E ASPETTI POSITIVI

Può essere inserito alcune ore prima del rapporto e quindi non interferisce sul suo svolgimento. La sua presenza non viene percepita né dall’uomo né dalla donna durante il rapporto sessuale. Ha un’efficacia contraccettiva medio/alta: la percentuale di fallimenti del diaframma vanno dal 6 al 16% e la sua efficacia aumenta se si utilizza in combinazione con un prodotto spermicida. Non è necessaria prescrizione medica, anche se è altamente consigliabile vedere un medico la prima volta che lo si usa. La presenza del diaframma non viene percepita né dall’uomo né dalla donna durante il rapporto sessuale.

DOVE E COME PROCURARSI IL DIAFRAMMA

Il diaframma può essere acquistato in farmacia senza ricetta medica. Il costo è di circa 50 euro, ma, a meno che non ci siano cambiamenti ne corpo della donna che richiedano di cambiare la dimensione del diaframma (es.: gravidanze, cambiamento consistente di peso), un diaframma dura per vari anni. La crema spermicida costa circa 12–15 euro a confezione la quale è sufficiente per 15–20 rapporti.

PER SAPERNE DI PIU’ SUL DIAFRAMMA

Notizie generali (Società Italiana Contraccezione)

Istruzioni per l’uso (AIED Roma)

SPIRALE AL RAME O I.U.D.

La spirale al rame o I.U.D. è un dispositivo intrauterino meccanico con filamento di rame o di rame e argento, non contiene ormoni ed è lungo circa 3–5 cm. L’inserimento all’interno dell’utero attraverso il canale cervicale è effettuato dal ginecologo durante il flusso mestruale, l’applicazione dura solo pochi minuti, non è molto dolorosa e non richiede anestesia. Per assicurarsi che la spirale sia al suo posto, la donna può toccare il filo sul fondo della vagina. È necessario, comunque, un controllo del ginecologo dopo la prima mestruazione, dopo tre mesi dall’applicazione e, in seguito, ogni sei mesi o ogni anno. La rimozione della spirale è semplice e non è dolorosa: è sufficiente infatti che il medico faccia trazione sul filo per estrarre la spirale. È importante che la donna non cerchi di farlo da sola.

CONTROINDICAZIONI E LIMITI

Nei primi giorni dall’inserimento possono intervenire crampi e dolori addominali. Le mestruazioni sono più lunghe e più abbondanti. In qualche caso la spirale può essere espulsa spontaneamente. Dopo un aborto eseguito nel II trimestre o dopo un parto, è infatti consigliabile attendere che l’utero sia tornato alle dimensioni che aveva prima della gravidanza, altrimenti la donna potrebbe espellere la spirale. La presenza della spirale in utero può favorire lo svilupparsi di infiammazioni ed infezioni che, se non curate, possono avere conseguenze negative sulla fertilità. È necessaria, quindi, una certa attenzione da parte della donna che deve consultare il medico in caso di disturbi (dolori al ventre, perdite maleodoranti, febbre, ecc.). È in genere sconsigliato alle donne giovani che non hanno ancora avuto gravidanze sia perché l’inserimento è più doloroso, sia perché sono più frequenti i crampi o i dolori e soprattutto perché una infiammazione pelvica potrebbe compromettere gravemente la futura fertilità.

BENEFICI E ASPETTI POSITIVI

È un metodo molto efficace e, una volta inserita, la spirale svolge un’azione contraccettiva permanente per anni (percentuali di fallimento = 0,8–1%). Non c’è il rischio di dimenticarsene e la durata approvata di una spirale varia dai 2 ai 5 anni ma spesso nelle donne che si trovano bene con questo metodo viene consigliata anche per 10–12 anni. Non ci si accorge di averla, e il partner non percepisce la sua presenza durante il rapporto sessuale.

DOVE E COME PROCURARSI LA SPIRALE

La spirale è acquistabile in farmacia dietro prescrizione medica. Inoltre è necessario consultare un medico che provvederà a inserire la spirale e, prima ancora, a svolgere alcuni esami, tra cui un PAP-test e tamponi vaginali (o esame batteriologico a fresco del secreto vaginale) per essere certi dell’assenza di cerviciti o vaginiti causate da batteri che potrebbero essere involontariamente trasportati nella cavità uterina durante l’inserimento. Il costo di una spirale varia dai 100 ai 200 euro a seconda della ditta farmaceutica produttrice a cui va aggiunto il costo della visita ginecologica necessaria al suo inserimento e del PAP-test.

PER SAPERNE DI PIU’ SULLA SPIRALE

Notizie generali (Società Italiana Ginecologia e Ostetricia)

Notizie generali (Società Italiana della Contraccezione)

CONTRACCEZIONE D’EMERGENZA

PILLOLA DEL GIORNO DOPO

Con il temine “pillola del giorno dopo” sono indicati i preparati orali progestinici (levorgestrel). La pillola del giorno dopo va assunta entro le 72 ore seguenti il rapporto sessuale non protetto, anche se l’efficacia massima si ha assumendo la pillola nell’arco delle prime 12 ore. A seconda della tipologia, vanno assunte una o due compresse in una sola volta. Dopo aver preso la pillola è comunque necessario utilizzare durante i successivi rapporti sessuali un altro metodo contraccettivo di supporto (ad esempio il preservativo) fino alla comparsa delle mestruazioni. L’Organizzazione Mondiale della Sanità ha dichiarato che la pillola del giorno dopo non interrompe alcuna gravidanza in corso, pertanto non causa aborto. In Italia ci sono tuttavia alcuni medici che si rifiutano di prescrivere la pillola appellandosi all’obiezione di coscienza.

CONTROINDICAZIONI E POSSIBILI LIMITI

Le controindicazioni sono le stesse della pillola anticoncezionale estro-progestinica (rischio nei soggetti con ipertensione, malattie cardiovascolari, obesità), ma minori considerando che la pillola si assume una sola volta e non ripetutamente nel tempo. La pillola del giorno dopo non protegge dalla gravidanza qualora si verifichino altri rapporti a rischio durante lo stesso ciclo. La pillola del giorno dopo non protegge da malattie sessualmente trasmesse. Le mestruazioni successive possono assumere carattere emorragico e possono essere anticipate o ritardate. La pillola del giorno dopo non può essere utilizzata regolarmente né ad intervalli ravvicinati. Si possono riscontrare comunemente nausea e vomito. Altri effetti collaterali sono cefalea, senso di affaticamento e di gonfiore e dolori all’addome.

BENEFICI E ASPETTI POSITIVI

Ha un’elevata efficacia, soprattutto se la pillola viene assunta entro le prime 12 ore dal rapporto a rischio. La probabilità di evitare la gravidanza va dal 95% se la pillola è presa nelle prime 24 ore, dell’85% tra le 24 e 48 ore dopo, del 58% tra le 48 e 72 ore.

DOVE E COME PROCURARSI LA PILLOLA DEL GIORNO DOPO

La pillola del giorno dopo è acquistabile in farmacia, ma è necessaria una prescrizione medica che si può richiedere a un medico generico o a un ginecologo o recandosi in consultorio. Essendo necessario assumere la pillola il prima possibile, se il rapporto non protetto avviene durante le ore notturne, è consigliabile recarsi al pronto soccorso per farsi prescrivere la pillola. La pillola del giorno dopo è un farmaco non mutuabile e costa circa 12 euro. A Roma, Milano, Bari e Salerno l’Associazione Vita di donna ha messo a disposizione un servizio chiamato “SOS pillola del giorno dopo” che aiuta le donne a cui è stata rifiutata la prescrizione per la pillola. Qui il sito: http://www.vitadidonna.org/salute/2816-sos-pillola-del-giorno-dopo-il-servizio-estende-la-sua-rete-2816.html

PER SAPERNE DI PIU’ SULLA PILLOLA DEL GIORNO DOPO

https://it.wikipedia.org/wiki/Pillola_del_giorno_dopo#cite_note-9

http://www.salute.gov.it/portale/temi/p2_6.jsp?id=956&area=Salute%20donna&menu=sessuale

PILLOLA DEI 5 GIORNI DOPO

Con il termine “pillola dei cinque giorni dopo” si indica il farmaco Ella One a base di ulipristal acetato. La pillola dei cinque giorni dopo è simile a quella del giorno dopo, solo può essere assunta fino a 5 giorni (120 ore) dal rapporto sessuale a rischio. In uno studio condotto su 3400 donne è stato notato che il rischio di gravidanza tra le pazienti che avevano assunto la pillola dei cinque giorni dopo entro 72 ore dal rapporto non protetto era la metà rispetto a quello di donne che avevano assunto la pillola del giorno dopo entro le stesse 72 ore. Dopo aver preso la pillola è comunque necessario utilizzare durante i successivi rapporti sessuali un altro metodo contraccettivo di supporto (ad esempio il preservativo) fino alla comparsa delle mestruazioni. L’Organizzazione Mondiale della Sanità ha dichiarato che la pillola dei cinque giorni dopo non interrompe alcuna gravidanza in corso, pertanto non causa aborto. In Italia ci sono tuttavia alcuni medici che si rifiutano di prescrivere la pillola appellandosi all’obiezione di coscienza.

CONTROINDICAZIONI E POSSIBILI LIMITI

La pillola dei cinque giorni dopo non protegge dalla gravidanza qualora si verifichino altri rapporti a rischio durante lo stesso ciclo. La pillola dei cinque giorni dopo non protegge da malattie sessualmente trasmesse. Le mestruazioni successive possono assumere carattere emorragico e possono essere anticipate o ritardate. La pillola dei cinque giorni dopo non può essere utilizzata regolarmente né ad intervalli ravvicinati. Si possono riscontrare comunemente nausea e vomito. Altri effetti collaterali sono cefalea, senso di affaticamento e di gonfiore e dolori all’addome.

BENEFICI E ASPETTI POSITIVI

Ha un’elevata efficacia. La probabilità di evitare la gravidanza e del 98%. Non è necessaria la ricetta medica per i maggiori di 18 anni. Per quanto non ci sia una posizione definitiva, molti medici ritengono che la pillola dei cinque giorni dopo sia più efficace di quella del giorno dopo. Permette di intervenire fino a 120 ore dal rapporto a rischio, quindi offre più tempo.

DOVE E COME PROCURARSI LA PILLOLA DEI 5 GIORNI DOPO

La pillola dei cinque giorni dopo è acquistabile in farmacia senza ricetta medica per chi ha più di 18 anni. Per le minorenni è necessaria una ricetta medica da richiedere a un medico generico o un ginecologo o recandosi a un consultorio o pronto soccorso. Il prezzo della pillola dei cinque giorni dopo è di circa 27 euro. A Roma, Milano, Bari e Salerno l’Associazione Vita di donna ha messo a disposizione un servizio chiamato “SOS pillola del giorno dopo” che aiuta le donne a cui è stata rifiutata la prescrizione per la pillola. Qui il sito: http://www.vitadidonna.org/salute/2816-sos-pillola-del-giorno-dopo-il-servizio-estende-la-sua-rete-2816.html

PER SAPERNE DI PIU’ SULLA PILLOLA DEI 5 GIORNI DOPO

Notizie generali (Società Italiana della Contraccezione)

FALSI METODI CONTRACCETTIVI

● LA PRIMA VOLTA CONTA

Una donna può a tutti gli effetti rimanere incinta la prima volta. Le possibilità che ha una donna di rimanere incinta sono sempre le stesse, circa 1 su 20, anche se si tratta del primo rapporto.

● LAVARSI NON SERVE

Fare una lavanda, un bagno o una doccia non può prevenire la gravidanza. Nessuna lavanda vaginale, sapone né tanto meno lavaggi con la coca-cola possono funzionare come spermicidi. I prodotti spermicidi, da acquistare in farmacia, vanno applicati prima del rapporto e non dopo e comunque hanno un’efficacia limitata.

● IL COITO INTERROTTO NON E’ UNA GARANZIA

Il fatto che l’eiaculazione avvenga fuori dalla vagina non è un metodo sicuro a scongiurare una gravidanza, infatti un uomo può espellere sperma anche prima dell’eiaculazione e senza che se ne accorga.

● FARE SESSO DURANTE IL CICLO NON E’ UNA GARANZIA

Molti credono che non sia possibile per una donna rimanere incinta in qualsiasi giorno durante il suo ciclo mestruale. Generalmente quando si ha il ciclo, significa che una donna non sta ovulando, quindi non può rimanere incinta. Tuttavia, le donne con cicli irregolari o con cicli più brevi possono effettivamente ovulare durante il loro ciclo e quindi rimanere incinte se fanno sesso in quei giorni.

● IL SESSO ANALE NON E’ UN METODO SICURO

Sebbene non si possa rimanere incinta in conseguenza di un rapporto anale è tuttavia possibile che durante l’eiaculazione lo sperma passi dal perineo e raggiunga le labbra della vagina e quindi l’utero. Ovviamente il rischio è molto minore che durante la penetrazione vaginale, ma non è del tutto esistente.

FARE SESSO IN PIEDI NON CAMBIA ASSOLUTAMENTE LA PROBABILITA’ DI RIMANERE INCINTA

COSA FARE SE SI SOSPETTA UNA GRAVIDANZA INDESIDERATA

TEST DI GRAVIDANZA

DOVE E COME PROCURARSELO

Fin dal primo giorno di ritardo puoi eseguire un test di gravidanza sulle urine. I test di gravidanza si trovano sia in farmacia che in molti supermercati e costano abitualmente tra i 15 e i 20 euro. Se il test è positivo e intendi interrompere la gravidanza, è necessario per te avere un test di gravidanza “stampato”, contenente il tuo nome e cognome, da poter esibire al medico, per cui rivolgiti al consultorio, ad un laboratorio analisi oppure ad una farmacia che svolge questo servizio. Alcune farmacie restituiscono l’esito in un paio d’ore, altre dopo uno o due giorni. Per il test basta raccogliere un po’ della prima pipì della mattina in un barattolino pulito che potranno fornirti in farmacia o al centro analisi.

QUANDO CONTATTARE UN MEDICO

Se anche il secondo test di gravidanza è positivo e intendi interrompere la gravidanza è necessario che ti rivolga a un medico che può essere il ginecologo del consultorio più vicino ma anche il tuo medico di famiglia o un qualunque medico di cui ti fidi per ottenere il certificato per l’interruzione di gravidanza, che ti verrà rilasciato gratuitamente.

QUANTO TEMPO HAI PER L’INTERRUZIONE DI GRAVIDANZA?

Per la legge italiana l’aborto è consentito nei primi 90 giorni di gestazione (cioè dal primo giorno dell’ultima mestruazione), che corrisponde in termini ecografici a 12 settimane e 6 giorni. Questo significa se hai 7 giorni di ritardo sei già al 37° giorno di gestazione, a meno che le tue mestruazioni siano irregolari, nel qual caso quello che conta è l’ecografia. Se l’ultima mestruazione è stata molto scarsa potresti essere incinta dal mese precedente e avere molto meno tempo di quanto supponi per interrompere la gravidanza.

RICHIEDERE IL CERTIFICATO DI INTERRUZIONE VOLONTARIA DI GRAVIDANZA (IVG)

È sempre bene verificare in anticipo che il medico con cui si avrà il colloquio non sia obiettore di coscienza altrimenti si rischia di perdere tempo prezioso. Se vuoi, puoi recarti al colloquio col tuo partner, ma non sei tenuta a farlo e nessuno può importi che lui sia presente. Il medico è tenuto a verificare con te i motivi che ti portano ad interrompere la gravidanza nel rispetto della tua dignità, libertà e riservatezza, e a fornirti indicazioni sugli aiuti e i supporti di carattere sociale ed economico a cui hai diritto nel caso tu decida di non abortire. Al termine del colloquio la legge prevede che egli ti inviti a un periodo di riflessione non inferiore a 7 giorni e che ti rilasci un certificato che attesti l’avvenuto colloquio. In molti consultori si invita la paziente a parlare con l’assistente sociale o con lo psicologo ma la legge non lo prevede e può essere solo una offerta, mai un obbligo. Per ottenere il certificato per l’interruzione di gravidanza porta con te alla visita un documento, la tessera sanitaria e, nel caso il medico a cui ti rivolgi non sia un ginecologo, il test di gravidanza stampato eseguito presso una farmacia o un laboratorio analisi. E’ molto importante che il certificato per la richiesta di interruzione di gravidanza (IVG) venga compilato correttamente per evitare che sia rifiutato dall’ospedale. Controlla che siano indicati la data di rilascio, il tuo nome e cognome, la data delle ultime mestruazioni, le formulazioni di legge (per es. “Espletate le procedure previste ai sensi dell’art. 5 L 194/78 si ritiene che sussistano le circostanze di cui all’articolo 4, per cui, trascorsi sette giorni dalla data del presente certificato, la richiedente potrà presentarsi in una delle sedi autorizzate per effettuare l’intervento”).

Ricorda: il certificato non ti vincola in alcun modo, puoi decidere di strapparlo in qualunque momento, di cancellare l’appuntamento per l’interruzione di gravidanza in ospedale e di tenere il bambino.

INTERRUZIONE DI GRAVIDANZA

DA SAPERE:

– In Italia è legale interrompere la gravidanza entro 90 giorni dall’inizio dell’ultima mestruazione, dopo i 90 giorni è possibile solo per gravi problemi di salute.

– Non hai bisogno del consenso del partner.

– In consultorio non si possono materialmente effettuare interruzioni volontarie di gravidanza. L’intervento avverrà in ospedale.

– L’interruzione di gravidanza è una prestazione gratuita così come tutti gli esami e/o gli eventuali accertamenti necessari.

– Questo intervento, al di fuori delle strutture sanitarie, è molto pericoloso per la tua salute ed è un reato.

– I nominativi delle donne che ricorrono all’interruzione di gravidanza non possono essere divulgati o resi pubblici, anche le relazioni che i medici e gli ospedali, per legge, devono far pervenire all’autorità sanitaria provinciale, non devono fare menzione dell’identità della donna.

– La legge tutela anche il diritto all’IVG delle minorenni, con una specifica procedura (vedi sezione “Se sei minorenne”).

– Dopo l’interruzione volontaria di gravidanza è opportuno che torni in consultorio per un controllo clinico, per discutere di contraccezione e per trovare il metodo contraccettivo più adatto a te. Inoltre, se lo vorrai, potrai anche essere messa in contatto con uno psicologo o assistente sociale del consultorio.

COSA DEVI FARE PER OTTENERE L’INTERVENTO DI INTERRUZIONE DI GRAVIDANZA?

Con il certificato (IVG), mentre aspetti che i 7 giorni trascorrano, puoi cercare l’appuntamento per l’interruzione di gravidanza in una struttura autorizzata all’intervento, sia pubblica che convenzionata. Se il medico che ti rilascia il certificato riscontra un’urgenza, può farti saltare la riflessione di 7 giorni rilasciandoti un certificato con la dizione “urgente”. Molti consultori gestiscono direttamente le liste di attesa degli ospedali, molti altri hanno accesso alle liste operatorie tenute dagli ospedali. La maggior parte degli ospedali accettano direttamente le richieste di aborto da donne provenienti da qualunque zona, altri accettano solo le pazienti passate dal consultorio, altri accettano solo pazienti del proprio territorio, quindi è bene informarsi per tempo. Ricordati comunque che la tua ASL ha il dovere di garantirti l’intervento di interruzione di gravidanza o di metterti in contatto con la struttura più vicina.

PREPARARSI ALL’INTERRUZIONE DI GRAVIDANZA

In ospedale verranno fissati gli esami di routine e la data per l’intervento. In alcuni ospedali per eseguire gli esami è necessario tornare due o tre volte, quindi se hai problemi ad assentarti dal lavoro o da scuola informati prima.

SE SEI INCINTA DA PIU’ DI 90 GIORNI

La legge italiana consente l’interruzione della gravidanza oltre i 90 giorni solo in caso di grave rischio per la salute materna. Anche in caso di gravi malformazioni fetali si può ottenere l’interruzione della gravidanza solo con un certificato psichiatrico che attesti il rischio per la salute mentale della madre. Per questa procedura la cosa migliore è rivolgersi al consultorio più vicino.

SE SEI MINORENNE

La legge ti consente di interrompere una gravidanza indesiderata anche se sei minorenne, previo il consenso di entrambi i tuoi genitori. Se per vari motivi non è opportuno coinvolgerli, o sono contrari, rivolgiti ad un consultorio pubblico: il medico, entro sette giorni dalla tua richiesta, inoltrerà al giudice tutelare competente una relazione, corredata del proprio parere. Il giudice tutelare, entro cinque giorni, fisserà un colloquio con te e tenuto conto della tua volontà, delle tue ragioni e della relazione del medico, può autorizzarti, con atto non soggetto a reclamo, a decidere l’interruzione della gravidanza. Ricordati che nessuno è tenuto ad informare i tuoi genitori della tua decisione. Inoltre, anche se i tuoi genitori venissero a sapere della tua situazione e non approvassero la tua decisione, non possono tuttavia impedirtelo. Sarà solo il Giudice Tutelare, dopo aver letto la relazione dell’Assistente Sociale ed averti sentito, che potrà decidere di autorizzarti o meno ad interrompere la gravidanza.

SE NON HAI IL PERMESSO DI SOGGIORNO

La legge prevede che tu possa interrompere la gravidanza anche se non hai il permesso di soggiorno, nessuno potrà segnalarti alla polizia o trattenerti. Ricordati che puoi accedere ai consultori pubblici e agli ospedali per ottenere il certificato e richiedere l’intervento anche se non hai la tessera sanitaria.

ABORTO CHIRURGICO

L’interruzione volontaria di gravidanza attraverso il metodo chirurgico può essere effettuata entro 12 settimane e 6 giorni dall’impianto della gravidanza. L’intervento chirurgico comporta un ricovero in day hospital. Si entra la mattina presto e si viene dimesse nel pomeriggio dello stesso giorno. Può essere eseguito in anestesia locale o generale; in quest’ultimo caso si tratta di un’anestesia che non richiede intubazione ma semplice assistenza con mascherina. Si procede quindi alla dilatazione del collo dell’utero sino a poter accedere alla cavità uterina con una cannula a bordo smusso che, collegata ad un sistema che crea pressione negativa (apirazione), viene delicatamente passata su tutte le pareti della cavità aspirando il materiale presente. L’operazione dura circa 20 minuti ed è seguita da perdite di sangue poco abbondanti e di breve durata. È molto raro che in seguito si avvertano dolori prolungati. Per maggiori informazioni sul post-operatorio e i sintomi più comuni dopo l’interruzione di gravidanza con metodo chirurgico vedi: http://www.vitadidonna.it/aborto/sintomi/interruzione-di-gravidanza-i-disturbi-che-compaiono-dopo-l-aborto.html

ABORTO FARMACOLOGICO

L’interruzione volontaria di gravidanza attraverso il metodo farmacologico può essere effettuata entro le 7 settimane dall’impianto della gravidanza. L’interruzione volontaria di gravidanza attraverso il metodo farmacologico è una procedura medica, distinta in due fasi, che si basa sull’assunzione di almeno due principi attivi diversi, il mifepristone (chiamato RU486) e una prostaglandina, a distanza di 48 ore l’uno dall’altro. Il mifepristone causa la cessazione della vitalità dell’embrione; l’assunzione del secondo farmaco ne determina invece l’espulsione. L’espulsione del materiale abortivo, dopo l’assunzione della seconda pillola, avviene mediante sanguinamento e contrazioni. In pratica è come se si avesse il ciclo mestruale, per alcune donne è più intenso e doloroso, per altre meno. In Italia è possibile ricorrere all’interruzione volontaria di gravidanza con il metodo farmacologico dietro richiesta della persona interessata, in regime di ricovero ordinario, ossia con un ricovero di tre giorni. I 3 giorni di ricovero non sono ritenuti necessari per la salute della paziente dall’Organizzazione Mondiale della Sanità, ma è tuttavia obbligatorio in molte regioni d’Italia. Solo in Umbria, Toscana ed Emilia Romagna è possibile effettuare l’aborto farmacologico in day hospital: in questo caso la paziente viene ricoverata in day hospital per la somministrazione di tre compresse di RU486, dopodiché viene dimessa. 48 ore dopo l’assunzione della RU486, la paziente deve recarsi di nuovo in ospedale dove è tenuta sotto osservazione per alcune ore per assumere il secondo farmaco, questa volta senza essere ricoverata. È necessario effettuare poi un controllo medico presso la struttura a cui ci si è rivolte 14 giorni dopo l’interruzione di gravidanza. L’Organizzazione Mondiale della Sanità ha inserito i farmaci utilizzati per l’aborto farmacologico nella lista dei farmaci essenziali per la salute riproduttiva riconoscendo che l’aborto farmacologico non è più rischioso di quello chirurgico. Rispetto ai metodi tradizionali l’aborto con la RU486 non richiede né anestesia né l’intervento chirurgico e, se usata correttamente, funziona nel 95% dei casi. Qualora non funzioni si deve poi ricorrere al raschiamento tradizionale. Anche per avere accesso all’interruzione di gravidanza con metodo farmacologico è necessario il certificato di IVG rilasciato da un medico e firmato dalla paziente.

Ospedali che praticano l’aborto farmacologico in Italia

Confronto fra aborto chirurgico e farmacologico: pro e contro

CENTRI GRATUITI A CUI FARE RIFERIMENTO

Come già detto, l’interruzione di gravidanza e le analisi preliminari necessarie rientrano nelle prestazioni gratuite e sono a carico del Servizio Sanitario Nazionale. Per quel che riguarda invece il test di gravidanza, il colloquio con un medico per decidere se intraprendere o no l’interruzione di gravidanza e l’eventuale supporto psicologico durante e dopo la procedura, ci si può rivolgere gratuitamente a qualsiasi consultorio. Non è necessario essere cittadini italiani, né residenti in una certa città o quartiere, ma ci si può rivolgere a qualunque consultorio per accedere ai servizi sanitari. Anche le donne straniere senza permesso di soggiorno hanno diritto a essere assistite. In alcuni consultori troverai le mediatrici linguistico-culturali, che aiutano gli stranieri a orientarsi tra i servizi sanitari e facilitano la comprensione con gli operatori. Tutti gli operatori hanno l’obbligo del segreto professionale, ossia non possono raccontare a nessuno quello che vi direte in ambulatorio.

COSA FARE SE SI INCINTA E SCEGLI DI PORTARE AVANTI LA GRAVIDANZA

A CHI RIVOLGERSI?

La figura sanitaria di riferimento per le gravidanze fisiologiche è l’ostetrica. La trovi presso i Consultori o puoi rivolgerti alle ostetriche libere professioniste. Ricorda che la gravidanza non è una malattia e che presso le strutture pubbliche consultoriali o ospedaliere è possibile frequentare incontri di accompagnamento alla nascita, utili per vivere al meglio questa fase della vita.

QUALI ESAMI FARE?

Per evitare un eccesso di medicalizzazione di gravidanza e parto puoi fare riferimento all’agenda di gravidanza, un documento che contiene l’elenco di tutti gli esami utili e necessari in esenzione. In caso di problemi o patologie sarà l’ostetrica a indirizzarti verso il professionista del caso (ginecologa, diabetologo etc.).

I TUOI DIRITTI DURANTE LA GRAVIDANZA E IL PARTO

Se decidi di partorire in ospedale, hai il diritto

- di scegliere come partorire e la posizione in cui fare il travaglio e il parto; puoi rifiutarti di stare o restare sdraiata sul letto

- di avere il rispetto per i tuoi tempi, i tuoi bisogni, le tue scelte

- di tenere vicino a te una persona di tua fiducia che ti faccia compagnia durante tutto il travaglio, prima durante e dopo il parto

- di avere informazioni chiare e dettagliate e di dare (o negare) il tuo consenso su tutti gli interventi che ti vogliono eseguire e su tutti i farmaci che ti vogliono somministrare

- di farti assistere durante il travaglio e il parto, se questi procedono senza complicazioni, soltanto dalle ostetriche della sala parto senza la presenza e/o l’intervento del ginecologo

- di muoverti, mangiare e bere quando ne hai voglia o necessità

- di tenere con te tu* figli* appena nat* e di non essere separata da lei/lui, di allattarla/o e nutrirla/o secondo i tuoi ed i suoi tempi e non secondo i tempi dell’ospedale

- di chiedere l’anestesia epidurale, per il controllo del dolore

Ogni intervento medico e/o chirurgico deve essere praticato solo in caso di necessità e comunque deve essere da te acconsentito (consenso libero e informato). Se la tua gravidanza è fisiologica, puoi partorire a casa facendoti assistere da due ostetriche di tua fiducia. La Regione Lazio riconosce un rimborso parziale delle spese che sostieni per l’assistenza delle ostetriche e la visita del pediatra a domicilio. Durante il travaglio e il parto NON perdi la capacità di intendere e di volere e quindi la capacità (e il diritto)!) di decidere per te stessa, il tuo corpo e tua/o figlia/o! Durante il parto la donna produce gli stessi ormoni prodotti durante un rapporto sessuale: la serenità con cui vivi questi momenti è quindi molto importante! Preservala e chiedi all’ostetrica che ti assiste di essere una tua alleata, di rispettare e far rispettare la tua personalità, i tuoi bisogni e i tuoi tempi, di assecondare i tuoi desideri!

Per approfondimenti:

Raccomandazioni Organizzazione Mondiale della Sanità su Gravidanza e Parto

Legge regione Lazio “Tutela della dimensione Psicoaffettiva del Parto”

Modelli per la richiesta di rimborso in caso di Parto a Domicilio

PARTO IN ANONIMATO

Se non vuoi abortire o se ti trovi in una situazione di difficoltà che ti impedisce di tenere il bambino, la legge italiana ti consente di:

– partorire in ospedale senza dichiarare il tuo nome;

– dare il bambino in adozione a una famiglia che si prenderà cura di lui.

La donna, italiana o migrante, che aspetta un bambino e, al momento de parto, non vuole dare il proprio nome e non vuole riconoscere il proprio figlio, ha il diritto a partorire in anonimato, cioè senza dare il proprio nome e cognome e senza riconoscere il bambino. Il nome della madre rimane per sempre segreto, la sua volontà di anonimato deve essere rispettata e nell’atto di nascita del bambino viene scritto “nato da donna che non consente di essere nominata”. Il bambino sarà lasciato nell’Ospedale dove è nato, affinché venga protetto, assistito e tutelato

DICHIARAZIONE DI NASCITA

Solitamente, la madre che riconosce il proprio figlio fa la dichiarazione di nascita, con cui si forma l’atto di nascita (e quindi l’identità anagrafica, l’acquisizione del nome e la cittadinanza del neonato). Se la madre vuole restare nell’anonimato e non vuole riconoscere il figlio, la dichiarazione di nascita è fatta dal medico o dall’ostetrica (in genere, la dichiarazione di nascita da parte del personale sanitario ospedaliero è fatta dopo il 10° giorno dalla nascita del minore e comunque dopo la dimissione ospedaliera della partoriente, in modo da concedere alla donna un ulteriore tempo di riflessione per ripensarci). Quando il parto avviene in anonimato il neonato viene dato in adozione. Su segnalazione dell’Ospedale, il Tribunale per i Minorenni apre subito per il neonato il procedimento di adottabilità e si cerca una coppia adottante. Il neonato vedrà così garantito il suo diritto a crescere ed essere educato in una famiglia e sarà amato e accudito dai genitori adottivi. Nella segnalazione e in ogni successiva comunicazione all’autorità giudiziaria saranno sempre omessi i dati identificativi della madre (tutti i dati sono sostituiti dalla dicitura “Anonima”). La donna che ha partorito in anonimato ha il diritto di ripensarci. La donna può ripensarci mentre è ancora in Ospedale. In questo caso farà la dichiarazione di nascita e riconoscerà il neonato. La donna può ripensarci anche dopo le dimissioni dall’Ospedale. La madre che ha particolari e gravi motivi che le hanno impedito di formalizzare il riconoscimento, può chiedere al Tribunale per i Minorenni presso il quale è aperta la procedura per la dichiarazione di adottabilità del neonato, un periodo di tempo per provvedere al riconoscimento. In questi casi si sospende la procedura di adottabilità per un periodo massimo di due mesi, nel quali la madre deve mantenere con continuità il rapporto con il bambino. Il riconoscimento può essere fatto dal genitore che abbia compiuto 16 anni. Nel caso di madre non ancora sedicenne, impossibilitata quindi al riconoscimento, ma che voglia occuparsi del figlio, la procedura di adottabilità è sospesa anche d’ufficio sino al compimento del 16°anno, purché il minore, adeguatamente accudito, abbia un rapporto continuativo con la madre.

MALATTIE SESSUALMENTE TRASMISSIBILI

INFORMAZIONI E DOMANDE GENERALI

CHE COSA E’ UNA MALATTIA A TRASMISSIONE SESSUALE?

Una malattia a trasmissione sessuale è una malattia che si trasmette da un portatore della malattia (cioè la persona che ospita l’organismo che causa la malattia) ad un’altra persona attraverso il contatto sessuale. Malattie veneree sono causate da microrganismi come batteri, virus, funghi o minuscoli parassiti che sono presenti in uno o più fluidi corporei (saliva, sangue, fluido vaginale, eiaculato) o sulla superficie dei propri genitali.

QUAL E’ LA DIFFERENZA TRA MALATTIE SESSUALMENTE TRASMISSIBILI E INFEZIONI SESSUALMENTE TRASMISSIBILI?

Oggi si preferisce parlare di “Infezioni sessualmente trasmesse” (IST) anziché di “malattie sessualmente trasmesse” (MST). Le IST, molto più frequenti e comuni, non hanno sintomi e sono quindi difficili da individuare a meno di fare test medici. Le MST sono invece meno diffuse e presentano sintomi riconoscibili. Le infezioni da clamydia, da trichomonas, le epatiti virali da HBV, HCV (epatite B, e C), la sifilide, la gonorrea, l’AIDS, l’herpes genitale, il papillomavirus (HPV), possono essere presenti in una persona anche senza provocare sintomi particolari e sono quindi indicate come IST. L’incidenza delle IST nel mondo è in continuo aumento, grazie anche alla maggiore mobilità e all’aumentata tendenza ad avere rapporti sessuali con più partners. L’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) stima 340 milioni di casi l’anno di IST (AIDS esclusa), prevalentemente nella fascia di età 15–49 anni.

Sottogruppi di popolazione particolarmente suscettibili sono:

● le donne, per la struttura anatomica dell’apparato genitale più complessa e più favorevole all’insediamento dei patogeni

● gli adolescenti, con tessuti genitali ancora immaturi e più recettivi

● gli individui con stati di grave deficienza immunitaria.

DOVREI VERGOGNARMI DI AVER CONTRATTO UN’INFEZIONE A TRASMISSIONE SESSUALE (IST)?

Certo che no. La vergogna o il senso di colpa associato con la contrazione di una IST nasce dallo stigma di avere rapporti sessuali, soprattutto se si verificano al di fuori del matrimonio, fra persone dello stesso sesso, con lavoratori del sesso o con diversi partner sessuali. L’idea che dietro la contrazione di IST ci sia qualcosa di “immorale” è molto pericolosa, oltre che sbagliata, perché diminuisce la motivazione a fare regolari test e quindi a proteggersi e curarsi adeguatamente e, inoltre, aumenta il rischio di infettare altre persone con cui si hanno rapporti sessuali.

SCHEDA ESPLICATIVA GENERALE DELLE MST/IST: SINTOMI E TRATTAMENTO

QUANDO E’ NECESSARIO SOTTOPORSI A TEST PER MALATTIA O INFEZIONI SESSUALMENTE TRASMISSIBILI?

Dopo ogni rapporto sessuale, soprattutto dopo aver fatto sesso non protetto con un nuovo partner o nel caso di un rapporto sessuale non consensuale come uno stupro. Anche se il vostro partner è una persona di fiducia e dice di non avere una malattia o infezione sessualmente trasmissibile, è sempre meglio fare un esame poiché il vostro partner potrebbe essere infetto senza saperlo o potrebbe avere avuto rapporti non protetti di cui voi non siete a conoscenza durante la quale ha contratto una malattia o infezione a trasmissione sessuale.

COSA FARE SE SI SOSPETTA DI AVERE CONTRATTO UNA MALATTIA A TRASMISSIONE SESSUALE?

Parla con il vostro medico e sottoponetevi ai test necessari. La maggior parte delle malattie sessualmente trasmissibili possono essere trattate con successo, ma è importante sottoporsi a un test il prima possibile. Informate le persone con cui avete un rapporto sessuale della vostra condizione e prendete le necessarie precauzioni (in alcuni casi è sufficiente usare un metodo tra quelli elencati sotto, in altri, invece, è consigliabile astenersi dall’avere rapporti finché l’infezione non è guarita). Questo renderà anche meno probabile contagiare altre persone con cui avete rapporti.

HIV, AIDS E ALTRE INFEZIONI COMUNI

HIV

COME SI CONTRAE L’HIV

HIV è il virus responsabile dell’AIDS (Sindrome da Immunodeficienza Acquisita). L’HIV può provocare problemi molto seri e portare infine alla morte di chi ne è infetto. Se adeguatamente trattate, le persone che sono infette da HIV possono trovare una certa immunità che permette loro di ritardare l’insorgere di infezioni opportunistiche (AIDS). Il virus dell’HIV può essere presente in diversi fluidi corporei di una persona infetta. Per essere infettati con l’HIV, il virus deve attraversare il fluido corpo della persona infetta nella circolazione della persona non infetta. Questo può avvenire in diverse situazioni:

– procedure mediche che coinvolgono il sangue contaminato o apparecchi chirurgici

– il rapporto sessuale (rapporto vaginale e anale, sesso orale)

– scambiandosi sexy toys

– il latte materno

L’HIV non si trasmette:

– attraverso una stretta di mano;

– attraverso il sudore o le lacrime;

– attraverso i morsi di insetti;

– attraverso la tavoletta del water;

– nuotando in una piscina;

– condividendo il cibo;

– usando il bucato, gli asciugamani o il telefono di una persona infetta.

IL TEST DELL’HIV

Per sapere se si è stati contagiati dall’HIV è sufficiente sottoporsi al test specifico per la ricerca degli anticorpi anti-HIV che si effettua attraverso un normale prelievo di sangue. Il test dell’HIV è in grado di identificare la presenza di anticorpi specifici che l’organismo produce nel caso in cui entra in contatto con questo virus. Nelle strutture pubbliche, il test anti-HIV, in grado di identificare la presenza di anticorpi specifici che l’organismo produce nel caso in cui entra in contatto con questo virus, è anonimo e gratuito. Il test non è obbligatorio, ma se si sono avuti comportamenti a rischio sarebbe opportuno effettuarlo. Per eseguire il test, nella maggior parte dei Centri, non serve ricetta medica. Le persone straniere, anche se prive del permesso di soggiorno, possono effettuare il test alle stesse condizioni del cittadino italiano.

COSA FARE SE SI RISULTA POSITIVI ALL’HIV

È importante ricordare che l’HIV è una malattia gestibile che può essere trattata con farmaci anti-HIV. Ad oggi questi farmaci non possono curare in maniera definitiva l’HIV, ma permettere al paziente di condurre una vita più sana e gestire meglio la malattia. Per prima cosa, appena si viene a conoscenza di essere positivi all’HIV, è necessario contattare il proprio medico medico o il consultorio anche se non si avverte alcun sintomo. Il medico deciderà quando iniziare il trattamento e quali farmaci anti-HIV a prescrivere. Essere seguiti fin da subito è fondamentale per prevenire che il virus dell’HIV degeneri in AIDS (l’AIDS è la fase finale di infezione da HIV).

COME PROTEGGERSI DALL’HIV: LA PROFILASSI POST ESPOSIZIONE

Esiste un trattamento d’emergenza che riduce il rischio di trasmissione dell’HIV, chiamato PPE (profilassi post esposizione) che deve essere assunto al massimo entro 48 ore dal possibile contatto con l’infezione. La profilassi ha poi una durata di 4 settimane. È necessario recarsi al pronto soccorso e parlare con un medico per valutare il proprio caso. La PPE è consigliata solo nei casi il cui partner con cui si ha avuto un rapporto non protetto sia positivo all’HIV. Per maggiori informazioni sulla PPE leggi: http://www.casserosalute.it/ppe/

http://www.lila.it/it/infoaids/467-ppe

ULTERIORI INFORMAZIONI SULL’HIV, I TEST E LE TERAPIE

http://www.casserosalute.it/category/mts-e-hiv/hiv/

http://www.salute.gov.it/portale/temi/p2_4.jsp?lingua=italiano&tema=Prevenzione&area=aids

HIV + AIDS

Si definisce AIDS — sindrome da immudeficienza acquisita — la malattia causata dal virus del’Hiv. Nelle persone malate di Aids le difese immunitarie normalmente presenti nell’organismo sono state fortemente indebolite a causa di un virus denominato Hiv (Human immunodeficiency virus) e non sono più in grado di contrastare l’insorgenza di infezioni e malattie — più o meno gravi — causate da altri virus, batteri o funghi (infezioni/malattie opportunistiche). Oggi i farmaci sono molto efficaci nell’impedire la replicazione del virus e quindi nel non consentirgli di danneggiare il sistema immunitario al punto da sviluppare l’AIDS e anche se dovessi avere una diagnosi di AIDS, i farmaci sono in grado di tenerne sotto controllo la progressione. È per questa ragione che è importantissimo fare il test e mantenere il controllo della propria salute, perché la diagnosi precoce è essenziale per il buon risultato dell’azione delle terapie.

Per approfondimenti sulla malattia, i farmaci disponibili e i comportamenti da seguire per prevenire l’AIDS o per affrontarlo nel modo migliore leggi:

http://www.casserosalute.it/category/mts-e-hiv/hiv-aids/

ALTRE MALATTIE E INFEZIONI SESSUALMENTE TRASMISSIBILI

Oltre al virus dell’HIV/AIDS ci sono molte altre malattie e infezioni sessualmente trasmissibili, alcune potenzialmente molto gravi, come la Clamidia, altre facilmente guaribili in poco tempo come la Candidosi. Sebbene spesso non si riscontrino sintomi (e per questo è necessario sottoporsi ai test anche quando ci si sente bene, ma si sono avuto rapporti sessuali non protetti), spesso chi è affetto da una di queste infezioni può riscontrare questi disturbi:

– Bruciore, prurito o verruche attorno alla vagina o all’ano

– Secrezioni vaginali più consistenti del normale, di colore e odore anormale

– Sensazioni di dolore o bruciore vaginale durante e dopo i rapporti sessuali

– Sensazione di bruciore durante la minzione

– Dolori anormali al basso ventre, sanguinamento al di fuori del ciclo mestruale, lesioni cutanee, soprattutto nell’area inguinale e febbre

Tra le malattie sessualmente trasmissibili più diffuse ci sono:

– Clamidia

– Gonorrea

– Condilomi

– Epatiti

– Sifilide

– Candidosi

– Uretrite

– Herpes simplex

– Vaginite

– Tricomonas

– Gardrenella

– Papilloma virus (HPV)

Per un elenco esaustivo delle malattie sessualmente trasmissibili più comuni, cosa comportano, come e dove fare un test e come curarsi leggi:

http://www.casserosalute.it/category/mts-e-hiv/mts/

http://www.salute.gov.it/portale/temi/p2_6.jsp?lingua=italiano&id=905&area=Salute%20donna&menu=sessuale

Per informazioni più generali riguardo alle malattie sessualmente trasmissibili leggi:

http://www.sceglitu.it/sesso-e-salute/mst/art-126

COME PROTEGGERSI

Oltre al preservativo maschile e femminile che sono stati introdotti all’inizio della guida, ci sono altri due modi:

GUANTI E PROTEZIONI DIGITALI

«I guanti e i ditali in lattice sono strumenti necessari per la protezione dalle infezioni durante le pratiche sessuali che prevedono la penetrazione della vagina o dell’ano con dita (“fingering”) e/o con la mano (“fisting”). Ti ricordiamo che l’inserimento delle dita e delle mani dentro l’ano è una delle pratiche a maggior rischio per le infezioni perché si provocano facilmente lacerazioni delle mucose. In questo caso l’uso delle protezioni idonee riduce il rischio di infezione ma non della lacerazione! Ricordati inoltre di utilizzare sempre un lubrificante a base d’acqua.» (fonte: http://www.casserosalute.it/guanti-e-protezioni-digitali/ )

DENTAL DAM

Per evitare il contatto fra la vostra bocca ed il muco vaginale o anale del vostro partner, usate un dental dam. Il dental dam è un fazzoletto in lattice di dimensioni 25×15cm circa. Utilizzato come barriera durante l’anilingus (o rimming) e il sesso orale vaginale è estremamente efficace per la prevenzione delle infezioni a trasmissione sessuale. Per essere sicuro deve essere integro, quindi attenzione a unghie, denti e anelli. Va usato solo da un lato, non va riposizionato su altre parti del corpo (passato ad esempio da vagina ad ano o viceversa potrebbe trasmettere germi) e una volta finito deve essere buttato perché monouso. Per quanto possa sembrare scomodo, il dental dam è estremamente facile da utilizzare. Può essere tenuto sia dalla persona che lo utilizza, che dalla persona che lo riceve. È possibile acquistare il dental gam in farmacia, ma, non essendo così diffuso come il preservativo, potrebbe essere più comodo comprarlo online. Si può creare da sole un fazzoletto di latex tagliando un normale preservativo.

Per maggiori informazioni leggi:

http://www.lila.it/it/infoaids/56-il-dental-dam.html

PER SAPERNE DI PIU’

A CHI RIVOLGERSI PER TEST E INFORMAZIONI

Puoi effettuare il test per l’Hiv in forma gratuita presso le Unità Operative Aids delle Asl e presso Centri e Reparti di Malattie Infettive. Le modalità di accesso cambiano di struttura in struttura: generalmente non è richiesta l’impegnativa del medico di base e basta presentarsi direttamente sul posto. In alcune strutture è necessario invece prenotarsi. Qui una cartina interattiva divisa per regioni e province per trovare il centro più vicino a te dove fare test per l’HIV e per le altre infezioni sessualmente trasmissibili:

http://www.uniticontrolaids.it/aids-ist/test/dove.aspx

Per informazioni e assistenza gratuita su test e prevenzione rivolgiti ai Consultori, ai centri di consulenza dei circoli arcilesbica, alle sedi della Lila (Lega Italiana per la Lotta all’AIDS). Oppure chiama il Telefono Verde Aids e Infezioni sessualmente trasmesse (Aids/IST) al numero 800 861 861. Il servizio è attivo dal lunedì al venerdì, dalle ore 13.00 alle ore 18.00. Gli esperti rispondono anche in inglese, francese e portoghese. Un consulente in materia legale risponde il lunedì e il giovedì, dalle ore 14.00 alle ore 18.00. Dal 1° luglio 2014 il Telefono Verde Aids/IST è raggiungibile anche al contatto skype uniticontrolaids.

ELENCO DI CONSULTORI E CENTRI ASSISTENZA IN ITALIA

Consultori — Mappa interattiva dei consultori, divisi per regioni, con indirizzi, email, e numeri di telefono. Servizi offerti: informazioni e assistenza medico-sanitaria riguardo a contraccezione, concepimento, gravidanza, malattie sessualmente trasmissibili; assistenza psicologica e sociale.

Sedi Lila (Lega Italiana per la lotta contro l’AIDS) — Mappa interattiva delle sedi, divise per regioni, con i contatti e la lista dei servizi offerti. La LILA ha offre anche un servizio telefonico a cui rivolgersi per informazioni e sostegno: qui l’elenco dei numeri da chiamare e degli orari http://www.lila.it/it/helpline

Sedi AIED (Associazione Italiana per l’Educazione Demografica) — Lista delle città italiane in cui si trova una sedie AIED completa di indirizzi, contatti e lista dei servizi offerti da ogni sede (qui la lista completa dei servizi offerti).

RISERVE RELIGIOSE E MORALI RIGUARDO A CONTRACCEZIONE E INTERRUZIONE GRAVIDANZA

http://www.sceglitu.it/dettagliocontenuto.aspx?c_id=197

SITI A CUI FARE RIFERIMENTO

Ministero delle Salute, Salute sessuale e riproduttiva:

http://www.salute.gov.it/portale/temi/p2_5.jsp?lingua=italiano&area=Salute%20donna&menu=sessuale

Società italiana della contraccezione (S.I.C):

http://sicontraccezione.it/index.php

LINKS

http://chaynitalia.org/

@Chayn_Italia |facebook.com/chaynitalia| #ChaynItalia

info@chaynitalia.org
 
 PERSONE CHE HANNO CONTRIBUITO: Eleonora Lima | Chiara Capraro

ILLUSTRAZIONE DI COPERTINA: Ilaria Ruggeri

DESIGN DI COPERTINA: Giulia Bazoli

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