Onestà maschile e amore romantico

Abbiamo scelto di tradurre questo articolo perché ben rappresenta, a nostro avviso, alcune dinamiche di rapporti basati su una mascolinità tossica, tipica della società patriarcale in cui siamo cresciute e immerse.

Perché gli uomini patriarcali mentono? Perché si innamorano di donne, fanno loro promesse su possibile un futuro insieme, le conquistano e poi scappano? Perché pensano sia normale, e addirittura necessario, nascondere le informazioni alla partner ma non sopportano quando fanno lo stesso? Perché difendono così tanto la loro libertà ma limitano la libertà del partner?

Nelle guerre d’amore vale tutto, perché è la battaglia più importante della guerra dei sessi. Il regime eterosessuale si basa su una distribuzione dei ruoli in cui gli uomini hanno sempre il diritto di vincere: progettano e impongono le regole per rispettarle. Loro concordano la monogamia, giurano fedeltà, promettono di essere sinceri, nella misura in cui possono giocare sporco e rimanere impigliati in catene di menzogne.

Le menzogne sono consustanziali con la mascolinità patriarcale. L’inganno e il tradimento dei patti concordati è la conseguenza della firma di un contratto in cui apparentemente la coppia gioca a parità di condizioni, ma che in realtà è stata progettata sulle donne, che si vogliono fedeli e sempre in attesa — a casa — mentre i loro partner si divertono. La monogamia, quindi, è un mito che hanno creato per noi, molto utile per assicurare loro la paternità “pura” e la trasmissione del patrimonio, ed è anche molto utile per addomesticarci e chiuderci nello spazio domestico.

Nella battaglia dell’amore etero il patto è: “Io non faccio sesso fuori dalla coppia e nemmeno tu”. Ci limitiamo entrambi, rinunciamo entrambi alla libertà sessuale, o meglio: credono di impegnarsi a rispettare questa autoproibizione. Ma no: la strategia è quella di censurare sé stesse mentre gli uomini fanno quello che vogliono, sapendo che godono di una relativa impunità e che saranno perdonati.

In questa guerra dei sessi gli uomini vanno armati fino ai denti, le donne vanno nude, indifese e innamorate. Giocano a loro vantaggio e quasi sempre vincono: la doppia morale ci incolpa e si scusa con loro. Per godere della diversità sessuale e amorosa tipica dell’uomo, gli uomini sanno che devono difendere la loro libertà limitando al tempo stesso quella delle loro partner. E per questo devono promettere molto, mentire, ingannare e tradire i nemici.

Perché le donne non sono mai compagne: vengono trattate come avversarie che devono essere sedotte, addomesticate, ingannate dal romanticismo e dalla bontà della famiglia patriarcale.

La doppia morale tipica della società patriarcale permette agli uomini di avere una doppia vita: una come adulti responsabili e impegnati, l’altra come bambini bugiardi che non si assumono mai le conseguenze delle loro azioni. Gli uomini imparano presto che possono abusare del loro potere perché il mercato dell’amore è pieno di donne disposte ad essere amate. Proprio come i datori di lavoro abusano della necessità dei loro lavoratori perché hanno molta manodopera a buon mercato disposta a lavorare per molto poco; gli uomini patriarcali sanno che possono mentire e approfittarsi dell’altra, perché la società -così come è stata strutturata — è piena di donne con bassa autostima e bisognose d’amore. Molte donne preferiscono sopportare menzogne e inganni piuttosto che essere sole e raramente identificano questo trattamento come un cattivo trattamento, un abuso. Non è affatto facile assumere questo comportamento come violento perché normalizzato nella nostra cultura patriarcale.

Gli uomini patriarcali, tuttavia, sono considerati brave persone. L’inganno fa parte delle strategie di guerra, quindi tradire e mentire alle donne con cui si relazionano non le fa sentire traditori o bugiardi. E’ semplicemente un modo per dominare il mondo e relazionarsi con il nemico. E quando il nemico è una donna, allora non ci sono regole cavalleresche o principi o etica che possa fermarli: nella cultura machista ogni strategia è valida. L’obiettivo è sempre quello di sottomettere le donne per vivere bene, per salvaguardare l’onore, per aumentare il loro prestigio di fronte agli altri uomini.

Ecco perché l’onestà non è una questione che riguarda gli uomini patriarcali. Non c’è contraddizione, non è un problema loro. È semplicemente che, essendo onesti, non si può avere tutto ciò che si vuole, non si possono avere più amanti e una moglie fedele, non si può fare ciò che si vuole senza dover rendere conto a nessuno, non si può mentire, non si può accumulare ricchezza, non si può rubare o usare il proprio potere per trarre vantaggio dagli altri. L’onestà non corrisponde ai valori della mascolinità patriarcale, almeno non nel regno delle guerre contro le donne.

Monogamia e onestà maschile

Tesoro, che stai facendo?

Lui: Sono a letto, sto per addormentarmi, e tu, amore mio?

Lei: Sono al bar della discoteca, dietro di te.

Questo è uno degli schemi di base degli scherzi machisti: lui mente, lei lo cattura. E’ il gioco del gatto e del topo: nei rapporti diretti siamo la polizia, i giudici e i carcerieri e loro sono i bambini cattivi che si divertono a far soffrire o ingannare la mamma.

La monogamia è un’invenzione del patriarcato per tenerci rinchiuse. L’inganno consiste nel farci credere che l’adulterio non è la norma, ma l’eccezione, e che possiamo evitarlo se siamo compiacenti con i nostri mariti, se rispettiamo le loro regole, se appaghiamo le loro esigenze e se impediamo ad altre donne di avvicinarsi a loro. Alcuni vivono rassegnati alla fuga occasionale dell’uccello dalla gabbia. Quando scoprono delle infedeltà, vengono mandati a dormire sul divano per alcuni giorni, prima di essere riammessi nel letto coniugale qualche giorno dopo.

Perché molte donne investono così tante energie nel guardare, punire e perdonare i loro mariti? In primo luogo perché in molti paesi fino a poco tempo fa le donne non potevano divorziare, né lavorare, né creare un’impresa o aprire un conto in banca, cosicché la dipendenza economica era accompagnata da una dipendenza emotiva e non c’era altro da fare che sopportare la situazione, arrendendosi a regole non stabilite da loro, per quanto umiliante fosse essere una “cornuta”.

In secondo luogo, perché la doppia morale giustifica l’adulterio maschile e accusa le donne: siamo noi a sedurre e indurre gli uomini al peccato. Il mondo è pieno di donne cattive, di “gatte morte in cerca di marito” che non rispettano la proprietà privata delle mogli e che tentano gli uomini ad ogni passo che fanno. Con tanta malvagia seduzione è “normale” che i poveri piccoli non possano sempre fuggire.

In questa logica, la cultura patriarcale porta alla competizione e alla rivalità tra donne, per cui il marito è perdonato e tutte le altre sono incolpate. Il patriarcato lo dice chiaramente: gli uomini hanno un appetito sessuale sproporzionato e, anche se fanno grandi sforzi per controllare sé stessi, sono persone fatte di carne e sangue. Soccombono al fascino femminile perché sono deboli e non sempre riescono a resistere alle tentazioni. ecco perché hanno permesso ai loro amici di portarli al puticlub*, o si sono fatti sedurre da donne perverse che rubano i mariti

È la stessa cosa che è successa al povero bambino Adamo, guidato dall’insolente e disobbediente Eva. In questo immaginario patriarcale, siamo sempre da condannare: nel caso di infedeltà maschili e femminili, quest’ultime sono infinitamente peggiori di quelle maschili.

Le nostre infedeltà sono mostruose e non rimaniamo mai impunite: tutte le donne cattive vengono scoperte e massacrate, sia nella realtà che nella finzione. Alcune vengono torturate, altre violentate e uccise: il patriarcato sottopone le donne alle peggiori punizioni per dissuaderle dal cercare altro.

Quando ci innamoriamo di un’altra persona o abbiamo altre relazioni al di fuori del matrimonio siamo bollate come traditrici e mettiamo a repentaglio l’intero sistema economico, politico, sessuale, sociale, culturale ed emotivo, ed è per questo che è così importante applicare le punizioni più crudeli quando disobbediamo ai mandati di genere o quando spingiamo gli uomini al limite.

Gli uomini patriarcali non tollerano l’infedeltà, l’inganno o la menzogna. Sono inorriditi dall’idea che altri uomini ridano di loro e li etichettino come cornuti, perché è quello che succede ai deboli, a chi non sa come tenere a bada le proprie mogli. Per questo motivo preferiscono sposare le donne buone, quelle che sono state educate ad essere come la loro madre: mostrano loro il modo giusto di vivere, investono molte energie nell’educarle, nell’addomesticarle, nel guardarle, nel perdonarle più e più volte. Gli uomini devono solo far finta di non aver voluto davvero fare quello che hanno fatto, spiegare che erano ubriachi, o drogati, o messi all’angolo, esprimere il pentimento e andare avanti.

Gli uomini patriarcali amano essere al centro dell’attenzione: sanno che quanto peggio si comportano nei loro confronti, tanto più strisciano dietro di loro. Hanno bisogno di donne insicure, controllanti, gelose, con un’autostima molto bassa, mangiate dalla paura della solitudine e dell’abbandono. Bisogna farli soffrire per sentirsi importanti e per ottenere dimostrazioni d’amore sotto forma di drammi, lotte e grida. Hanno bisogno di sentirsi necessari, indispensabili e potenti perché non sanno come rapportarsi su un piano di parità, e perché la mascolinità patriarcale gonfia molto il loro ego e abbassa molto la loro autostima. Così li vuole il patriarcato: paurosi, insicuri, impotenti, impotenti, violenti e divertenti nel dimostrare che sono quelli che indossano i pantaloni.

I vantaggi e i piaceri dell’onestà

Il romantico è politico: se vogliamo trasformare, migliorare o rivoluzionare il mondo in cui viviamo, dobbiamo cambiare il modo in cui ci relazioniamo sessualmente, emotivamente ed affettivamente. Per costruire un mondo migliore, dobbiamo liberare l’amore da tutto il suo fardello machista e porre fine alle guerre romantiche che perpetuano la disuguaglianza e la violenza.

Molte donne stanno compiendo passi da gigante per de-patriarcalizzare le emozioni, i discorsi, il comportamento, il modo di relazionarsi. Dalle nostre posizioni femministe cerchiamo di eliminare le contraddizioni patriarcali e collegare quello che pensiamo, quello che sentiamo, quello che diciamo e quello che facciamo. Onestà e coerenza sono le chiavi per mettere in pratica la teoria: vogliamo un mondo migliore, vogliamo relazioni più sane, più belle e piacevoli. Non vogliamo essere il freno a mano dell’uomo: vogliamo essere soci alla pari.

Alcuni uomini si sono anche posti il compito di de-costruire la loro mascolinità patriarcale e di creare strumenti che consentano loro di relazionarsi su un piano paritario. C’è ancora molto lavoro da fare: sono pochi, ma sono sempre di più. Sono ottimista da quando sono entrata in contatto con uomini e donne che praticano mascolinità dissidenti. Poiché altre forme di mascolinità sono possibili, altre forme di amore sono possibili, altre forme di accompagnamento e di cura per noi sono possibili.

Dall’onestà è molto più facile costruire relazioni basate sulla fiducia, la sincerità e la complicità. Lavorare sul tema dell’onestà è fondamentale per disimparare il machismo, sfrattare il patriarcato che ci abita, creare relazioni libere da violenza, gelosia, inganno, tormento.

L’onestà nei rapporti di coppia ci permette di collegare il centro delle nostre esistenze ad altre. Possiamo spogliarci per comunicare senza maschere o scudi protettivi. Lavorando in coppia, l’onestà e la verità possono dirvi come siete, come vi sentite, cosa volete, cosa non volete, di cosa avete bisogno di stare bene. Si può camminare nudi senza paura, ci si può mostrare come si è, ci si può fidare, e arrivare a costruire la coppia che si desidera, raggiungendo accordi e lavorando come una squadra.

In breve, credo che dobbiamo scommettere sull’onestà: lavorarci sopra è una sfida per tutte le persone che vogliono de-patriarizzarcalizare le mascolinità, coltivare l’etica dell’amore e della cura, e costruire relazioni basate sulla compagnia e sul divertimento.


  • In spagnolo volgare, è il posto dove si pratica la prostituzione.