In Cina e Asia — Corea del Nord, prossimo obiettivo Guam

La rassegna sino-asiatica di oggi

Corea del Nord, lancio missile preludio a «contenimento» Usa nel Pacifico

Un preludio al contenimento degli Usa nel Pacifico. Così Pyongyang descrive il lancio missilistico che ieri mattina ha svegliato mezzo Giappone sorvolando lo spazio aereo di Tokyo per poi schiantarsi nell’Oceano Pacifico. La reazione del Consiglio di sicurezza dell’Onu non si è fatta attendere: il gesto di Pyongyang è stato definito al termine di una riunione di emergenza «una minaccia a tutti i membri delle Nazioni Unite». Il Consiglio di sicurezza ha poi chiesto a tutti gli stati membri di applicare in modo severo e completo le sanzioni contro Pyongyang. Soddisfazione invece da parte nordcoreana — il missile Hwasong-12 sarebbe stato pilotato personalmente da Kim Jong-un — che annuncia nuovi test balistici, obiettivo dichiarato Guam, territorio statunitense nel Pacifico. Ma il lancio di ieri aveva anche un significato storico preciso: è arrivato infatti nel 107esimo anniversario dell’annessione giapponese della Corea, preludio di un governo coloniale durato dal 1910 al 1945.

Corea del Nord, Cina: «Nessuna sanzione unilaterale»

Il ministero degli Esteri di Pechino fa sapere che continuerà a lavorare con i partner internazionali e non procederà a imporre alcuna sanzione unilaterale contro la Corea del Nord. Il titolare del dicastero Wang Yi ha infatti risposto negativamente a una domanda sullo stop delle importazioni di materie prime dalla Corea del Nord e quindi a parte dei finanziamenti al programma militare nordcoreano. La Cina, ha spiegato Wang, lavorerà con le Nazioni Unite, nel caso ci sia una reazione necessaria ma sulla base di una risoluzione concordata.

Myanmar, scontro Onu-Suu Kyi sugli aiuti ai rohingya

Tra il governo quasi-democratico del Myanmar e le organizzazioni internazionali è ormai scontro aperto. Aung San Suu Kyi, ministro degli esteri e leader di fatto del Myanmar ha accusato via Facebook le organizzazioni internazionali di aver aiutato terroristi estremisti fornendo loro generi di prima necessità durante gli scontri tra militari e separatisti nello stato di Rakhine, al confine con il Bangladesh. Le parole della Premio Nobel per la Pace hanno scatenato forti reazioni da Ginevra che per bocca dell’Alto Commissario per i Diritti Umani, Zeid Ra’ad al-Hussein ha definito le parole di Suu Kyi «irresponsabili», perché istigatrici a nuova violenza, e ha chiesto al tempo stesso al governo di Naypyidaw di tenere a freno le violenze dei propri militari.

Circa 9mila persone di etnia rohingya — una minoranza musulmana residente in una regione al confine tra Myanmar e Bangladesh — hanno sconfinato negli ultimi giorni in Bangladesh in seguito a scontri tra forze di sicurezza birmane e militanti separatisti. Oltre 100 persone sono rimaste uccise nelle violenze.

Un solo protagonista alla Fiera del Libro di Pechino: Xi Jinping

Il presidente e capo del partito comunista cinese è il protagonista assoluto della Beijing International Book Fair di quest’anno. Nella principale area espositiva si viene accolti da una parete di libri che riguardano Xi e le politiche avviate sotto il suo mandato — che verrà probabilmente rinnovato tra qualche settimana quando si aprirà il 19esimo Congresso del Partito a Pechino, le cui date sono però ancora un mistero. Una celebrazione in particolare del libro «Governare la Cina» che ha venduto 6,42 milioni di copie in 160 paesi e regioni ed è oggi disponibile in 21 lingue. «Per chi vuole capire la Cina — spiega un espositore — questo libro è un must». Ma alla fiera è stato protagonista anche un libro inedito dedicato ai sette anni trascorsi dal giovane Xi in un piccolo villaggio del Nordest della Cina durante la Rivoluzione culturale.

L’evento di Pechino, che serve anche da hub per accordi commerciali tra case editrici cinesi e straniere, ha attirato oltre 2mila espositori e 200mila visitatori.

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