In Cina e Asia — La Corea del Nord aveva proposto un accordo a Washington?

La nostra rassegna quotidiana

Giornale sudcoreano: a maggio Pyongyang aveva proposto un accordo agli Usa

Secondo il quotidiano sudcoreano JoongAng Ilbo, a maggio la Corea del Nord aveva proposto agli Stati Uniti attraverso un canale di dialogo non ufficiale, la sospensione di tutti i test nucleari e missilistici in cambio della rimozione delle sanzioni e di un trattato bilaterale di pace che sostituisse l’armistizio in vigore e concludesse formalmente la Guerra di Corea.

La fonte di questa informazione, un anonimo funzionario sudcoreano, avrebbe detto in esclusiva al JoongAng Ilbo che l’offerta della Corea del Nord sarebbe stata trasmessa alla controparte Usa da Choe Son-hui, direttrice degli affari nordamericani al ministero degli Esteri della Corea del Nord. L’offerta sarebbe stata fatta a Oslo, dove una delegazione nordcoreana si è incontrata con ex funzionari statunitensi nelle cosiddette “Track 1.5”, o discussioni semi-governative, semi-private.

Corea del Sud: ipotesi nucleare

La Corea del Sud ha dichiarato che il ritorno dei missili nucleari statunitensi sul proprio territorio è una delle opzioni possibili per contrastare l’ostilità di Pyongyang. Le armi nucleari erano state rimosse dalla Corea del Sud all’inizio degli anni Novanta quando Seul e Pyongyang aderirono al principio di denuclearizzazione della penisola, ma ora ci sono settori dell’establishment sudcoreano che ritengono tale principio non sia più valido, dopo i ripetuti test nucleari e missilistici di Kim Jong-un. Intanto, anche Donald Trump si è detto favorevole a un aumento della capacità di carico dei missili a disposizione dell’esercito sudcoreano.

Cina-Corea del Nord: verso il taglio delle forniture di petrolio?

Vladimir Putin è contrario a nuove sanzioni contro la Corea del Nord. Intanto si ipotizza quali potrebbero essere quelle che saranno discusse l’11 settembre dal consiglio di sicurezza dell’Onu. È possibile che venga proposto un embargo sulle esportazioni di petrolio verso Pyongyang, ma la Cina giudica comunque inaccettabili le minacce di Trump che ha promesso di boicottare qualsiasi Paese commerci ancora con la Corea del Nord. Pechino fornisce praticamente tutto il petrolio e buona parte delle derrate alimentari che arrivano in Corea del Nord ma teme che un blocco totale possa tagliare definitivamente ogni rapporto con Pyongyang senza raggiungere il risultato di portare il regime al tavolo dei negoziati. Finora, da questo punto di vista, le sanzioni non hanno ottenuto nulla. Pechino vuole anche evitare un repentino crollo del regime nordcoreano, considerato un “cuscinetto” tra i propri confini e i 30mila militari statunitensi presenti in Corea del Sud. Intanto, il ministero degli Esteri cinese ha espresso una protesta formale all’ambasciata nordcoreana di Pechino.

La censura cinese e la questione nordcoreana

Diversi post sulla piattaforma di microblogging Sina Weibo e sull’instant messenger WeChat che sottolineavano o scherzavano sulla bomba nucleare di Kim Jong-un in coincidenza con il summit dei Brics sono stati censurati. Secondo FreeWeibo, un sito che monitora la censura, “Corea del Nord”, “Bomba all’idrogeno” e “Brics” sono tra i primi dieci termini di ricerca censurati su Weibo nelle ultime 24 ore. I media di Stato si sono concentrati sulla celebrazione del “successo” del vertice che riunisce i leader delle economie emergenti: Brasile, Russia, India, Cina e Sudafrica. La Cina ospita il summit nella città sud-orientale di Xiamen. Ma molti utenti web stanno in queste ore esprimendo sempre maggiori preoccupazioni sul fatto che il rapporto sempre più volatile tra la Cina e la Corea del Nord possa provocare una catastrofe nucleare.

Brics summit: Xi Jinping e Modi si parlano

Dopo le tensioni sul confine himalayano delle scorse settimane, Xi Jinping e Narendra Modi si sono parlati a margine del vertice dei Brics di Xiamen, promettendosi che una situazione del genere non si verificherà più. “In un momento in cui il mondo sta cambiando, faremo in modo che le relazioni India-Cina siano un fattore di civiltà”, hanno commentato poi fonti indiane, mentre Xi Jinping avrebbe definito “necessarie” delle relazioni sino-indiane “stabili”. Secondo Xinhua.

Al termine del summit di tre giorni, il presidente cinese ha detto che i leader dei Paesi emergenti hanno raggiunto un ampio consenso sulla situazione internazionale, sulla governance globale e sulla cooperazione tra di loro. I Brics, acronimo che designa Paesi molto diversi tra loro, cercano da tempo una piattaforma di cooperazione Sud-Sud che sia alternativa all’ordine globale.