In Cina e Asia — L’esercito di Xi

La nostra rassegna quotidiana da Cina e Asia

Cina, verso il congresso: Xi e l’esercito

La riorganizzazione in corso dei vertici militari ha visto di recente la rimozione di due pesi massimi della potente commissione militare centrale (Cmc), il che viene interpretato come strategia del presidente Xi Jinping per scuotere l’organismo supremo che controlla l’Esercito Popolare di Liberazione (Epl) e accrescere il proprio dominio. L’allontanamento dei generali Fang Fenghui, ex capo del dipartimento del Personale, e Zhang Yang, ex numero uno del dipartimento Politico, è un’ulteriore prova che Xi, formalmente presidente anche della Cmc, sta cementando la sua presa sui militari. È dai tempi di Deng Xioping che il controllo della Cmc è strategicamente fondamentale. Nel 1989, un “piccolo timoniere” ormai in pensione riuscì a imporre la repressione di piazza Tian’anmen proprio in virtù del fatto che aveva conservato il ruolo di supremo capo dell’esercito e, non a caso, tutti i successivi leader hanno riunito in sé le cariche di segretario del Partito, presidente della Repubblica Popolare e capo della Cmc.

Corea del Nord: sanzioni cinesi e telecomunicazioni russe

Numerosi lavoratori nordcoreani hanno cominciato a lasciare la città cinese di Dandong, al confine con il loro Paese, dopo l’ultimo pacchetto di sanzioni Onu che cercano di limitare la capacità di Pyongyang di rastrellare valuta estera. Tra le sanzioni, era previsto anche un limite al numero di nordcoreani che lavoravano all’estero e Dandong è stata da sempre la mecca dei frontalieri e di attività commerciali a conduzione nordcoreana. È una città di 800mila abitanti sul fiume Yalu, che segna il confine tra Cina e Corea del Nord, ospita numerosi ristoranti e alberghi in cui lavorano camerieri e musicisti nordcoreani. Intanto, però, la società di telecomunicazioni russa TransTeleCom avrebbe cominciato a fornire un nuovo collegamento Internet alla Corea del Nord, aggiungendosi alla già esistente rete fornita dalla Cina. Lo riporta il sito 38 North.

Elezioni giapponesi: Koike non si candida

La governatrice di Tokyo, Yuriko Koike, il cui nuovo partito è considerato il più pericoloso sfidante del blocco governativo del Primo ministro Shinzo Abe nelle elezioni del 22 ottobre, ha dichiarato che “al 100 per cento” non si candiderà in prima persona. È l’ennesimo episodio di una telenovela elettorale fatta di rimpasti politici e sottigliezze strategiche. Koike, che è un ex membro del Partito liberaldemocratico di Abe ed è stata anche ministro della Difesa in un governo dell’attuale premier, ha così deciso di non competere per quel posto in parlamento che le consentirebbe, in caso di vittoria, di diventare premier. Secondo gli esperti questo potrebbe voler dire che la governatrice di Tokyo non è molto sicura di un successo elettorale e che preferirebbe non bruciarsi ora per giocarsi invece le sue carte più avanti, specialmente se la capitale del Giappone otterrà l’assegnazione dei Giochi Olimpici. Le elezioni anticipate del 22 ottobre sono state volute da Abe che cerca così di sfruttare un positivo trend nei sondaggi per rafforzare la propria maggioranza.

Indonesia: l’applicazione poligama

Un’app per apputamenti in stile Tinder, ma dedicata esplicitamente ai poligami, sta scatenando polemiche in Indonesia, la nazione musulmana più popolosa del mondo. Il suo sviluppatore dice però che la sua intenzione è solo quella di “aiutare” le donne di mezza età non sposate.
La legge indonesiana definisce il matrimonio come il patto tra un uomo e una donna, ma la poligamia è tollerata in certe circostanze.
Ayo Poligami, che va tradotto approssimativamente come “vai poligamia!”, è un’applicazione per smartphone gratuita che abbina uomini musulmani sia sposati sia single a donne disponibili a creare “grandi famiglie”. Ha attirato già più di 56mila user dal momento del suo lancio, lo scorso aprile, secondo il suo sviluppatore, Lindu Cipta Pranayama. Tuttavia, i gruppi che si battono per i diritti delle donne hanno criticato Ayo Poligami, ricordando il forte nesso tra poligamia e violenza domestica.