In Cina e Asia — Salari minimi in crescita

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Sarà la concomitanza del Congresso del Partito comunista cinese, oppure la necessità di garantire pace sociale in una fase di ristrutturazione del sistema economico. In Cina crescono i salari minimi. Quest’anno 17 tra province e municipalità hanno optato per un rialzo, contro le nove dello scorso. L’ultima in ordine di tempo è stata quella di Jilin, al confine con la Corea del Nord, che ha rivisto gli stipendi del 20% portandoli a 1.780 yuan, circa 270 dollari, dal primo ottobre. E da novembre Hanan, Shanxi e Ningxia si muoveranno allo stesso modo, con rialzi tra il 5 e il 12%. Dove la cifra è più alta è Shanghai. Nella metropoli il salario minimo è di 2.300 yuan contro i 2.130 di Shenzhen e i 2.000 di Pechino. Nonostate gli sforzi del governo l’ineguaglianza nella Repubblica popolare continua a essere alta. Ci sono almeno 42 milioni di cinesi che vivono in povertà assoluta e il coefficiente di Gini continua a essere sopra la soglia dello 0,4 ossia sopra il limite di diseguaglianza oltre il quale si rischiano proteste.

Pechino ritira la candidatura Unesco

Pechino non intende più guidare l’Unesco. La Repubblica popolare ha infatti ritirato la candidatura di Qian Tang a direttore generale dell’agenzia Onu per la cultura sostenendo la corsa dell’egiziano Moushira Khattab. La decisione è stata presa a stretto giro dall’annuncio statunitense di uscire dall’organizzazione, accusata di pregiudizi contro Israele, critico in passato per aver riconosciuto alla Palestina la città di Hebron in Cisgiordania. Una scelta, quella di Donald Trump, che priverà l’Unesco di circa un quinto dei fondi

L’India fa concorrenza alla Cina, in Sri Lanka

Hambantota dovrà essere uno degli snodi della nuova Via della Seta. In questa località singalese i cinesi hanno costruito un porto e sono pronti a tirare su zone d’investimento e una raffineria, infrastrutture che andranno a far parte dell’iniziativa One Bealt One Road. Progetti interamente finanziati da Pechino e osteggiati dalla popolazione locale, sfollata dalle proprie terre. Ma l’area potrebbe diventare spazio di contesa economica con l’India. Delhi è infatti in contatto con lo Sri Lana per gestire un aeroporto nell’isola, non distante dagli interessi di Pechino. a confermarlo è stato il ministro dell’aviazione singalese, dando conto della competizione tra le due potenze asiatiche, alleate nel formato dei Brics, ma di recenti protagoniste di uno stallo militare lungo i propri confini